Il colpo al Louvre e la “matematica della sicurezza”
Il furto al Louvre: un problema matematico avrebbe potuto evitarlo
Dopo il clamoroso colpo ai gioielli napoleonici del Louvre, un curioso teorema di geometria vecchio di cinquant’anni torna d’attualità: può davvero la matematica rendere i musei più sicuri?
Il furto che ha scosso il Louvre ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei musei e portato alla ribalta un elegante problema matematico, ideato negli anni Settanta, l’art gallery problem, che stabilisce quante telecamere servono per sorvegliare completamente uno spazio. Dalla teoria alla pratica, l’“art gallery problem” potrebbe offrire lezioni preziose non solo ai direttori di musei, ma anche a chi progetta città, droni o sistemi di intelligenza artificiale.
Il colpo al Louvre e le falle di sicurezza
In appena otto minuti, un gruppo di ladri è riuscito a portare via otto gioielli di epoca napoleonica dal Louvre, in pieno giorno, salendo su una piattaforma meccanica e tagliando una finestra del celebre museo parigino. Gli allarmi hanno suonato, ma le immagini di sorveglianza non hanno potuto fare molto: la telecamera rivolta nella direzione sbagliata, diverse sale della sezione Denon prive di copertura e tagli al personale di sicurezza hanno lasciato il museo vulnerabile. “Abbiamo fallito nel proteggere i nostri tesori”, ha dovuto ammettere la direttrice Laurence des Cars davanti al Senato francese, aggiungendo che il sistema dovrà essere rinforzato per “guardare ovunque”. Il colpo, terzo in pochi mesi contro musei francesi, ha spinto il Ministero della Cultura a rivedere i protocolli di sicurezza a livello nazionale.
Un teorema di geometria per evitare i furti
Tra le domande sorte dopo l’accaduto, una si distingue per originalità: può la matematica prevenire i furti d’arte? La BBC ha ripreso un vecchio ma affascinante quesito noto come art gallery problem, formulato dal matematico Václav Chvátal nel 1973 e risolto pochi anni dopo dal professor Steve Fisk del Bowdoin College. Il problema è semplice nella forma: qual è il numero minimo di guardie o telecamere con visione a 360 gradi necessario per sorvegliare un museo di qualsiasi forma? La risposta, tanto elegante quanto efficace, dipende solo dal numero di angoli della pianta: dividendo per tre il numero dei vertici si ottiene il numero massimo di telecamere necessarie. Fisk dimostrò il teorema attraverso un metodo chiamato “tre-colorazione”, dividendo l’area in triangoli e assegnando a ogni vertice un colore diverso. Bastava posizionare le telecamere in corrispondenza dei vertici di un solo colore per ottenere la copertura totale dello spazio.
Dalla teoria alla pratica: quando la matematica si fa sicurezza
Il “problema del museo” non è solo un esercizio accademico. Le sue varianti, come il fortress problem, potrebbero servire a ottimizzare la sorveglianza dei perimetri esterni — proprio uno dei punti deboli del Louvre, dove le telecamere, si è scoperto, non coprivano tutti i lati dell’edificio. Le applicazioni della matematica in ambito “sicurezza” sono vastissime: dalla robotica – dove aiuta a evitare collisioni e migliorare l’efficienza dei sensori, all’urbanistica – per la distribuzione delle antenne e dei rilevatori ambientali; dalla gestione dei disastri – con droni e stazioni mobili, fino al design dell’illuminazione teatrale e museale.
Anche se il Louvre non ha commentato l’articolo della BBC, è chiaro che l’intuizione matematica di Fisk ha ancora molto da insegnare.Nel mondo dell’arte come in quello della tecnologia, sapere dove guardare può essere la chiave per proteggere ciò che ha più valore.
Seguici, iscriviti alla nostra newsletter: ti forniremo solo le informazioni giuste per approfondire i temi di tuo interesse




