Blog

Rajiv Bajaj via Unsplash
Barbara Marcotulli

Solare a doppia torre: il nuovo paradigma dell’energia rinnovabile in Cina

L’impianto solare cinese che sembra uscito da un film di fantascienza

Nel cuore della provincia di Gansu, in Cina nord-ovest, sta emergendo un impianto che ridefinisce i confini della generazione solare: una centrale a concentrazione solare (CSP) dotata non di una, ma di due torri alte circa 200 metri, circondate da un campo di circa 30 000 specchi eliostati che concentrano i raggi solari verso le due torri, e precisamente verso i pinnacoli che si trovano ad un’altezza di 200 metri. Grazie all’energia così concentrata, una speciale miscela di sali fusi viene riscaldata e portata a una temperatura molto elevata, immagazzinando energia termica che, attraverso la produzione di vapore, aziona turbine e genera elettricità — anche nelle ore notturne, grazie all’accumulo.
La capacità annua stimata è di circa 1,8 miliardi di kWh, sufficiente per alimentare all’incirca 170 000 abitazioni.

Energia dal sole, anche quando non c’è

Le centrali solari a torre (power-tower CSP) non sono una novità in sé, ma l’adozione di due torri accoppiate rappresenta un salto qualitativo. La configurazione dual-tower consente di ridurre la “attenuazione ottica”, ossia la perdita di efficacia dei riflessi dagli eliostati (gli specchi mobili) più lontani, ottimizzando la concentrazione della luce e migliorando l’efficienza complessiva.
Inoltre, l’integrazione del sistema di accumulo termico (tramite sali fusi) affronta uno dei principali limiti delle rinnovabili solari: la dipendenza dalla luce del giorno. In questo impianto, l’energia raccolta viene “immagazzinata” come calore e può essere convertita in elettricità anche al calar del sole, rendendo la generazione più stabile e prevedibile.

Cosa cambia ora

Se non tutto, molto, almeno potenzialmente. Sul piano tecnologico, questo impianto rappresenta un proof‐of‐concept per soluzioni su larga scala che combinano generazione solare, accumulo termico e maggiore efficienza. Per i paesi con alto irraggiamento solare e ampie aree desertiche, come la Gansu nel Gobi, tali progetti aprono la strada a un futuro energetico più indipendente dai combustibili fossili.

Dal punto di vista ambientale, la generazione continua (giorno e notte) e l’assenza di combustione diretta comportano una significativa riduzione delle emissioni di CO₂ per unità di energia prodotta. Alcune fonti indicano che tale centrale potrebbe migliorare l’efficienza del sistema solare del 24 % rispetto ai progetti tradizionali a singola torre.
In prospettiva di decarbonizzazione, l’accumulo termico non è solo un complemento: è una delle chiavi strategiche per rendere le energie rinnovabili fruibili in modo affidabile.

Nonostante le promesse, non mancano le questioni da risolvere: il costo iniziale di costruzione di impianti di questo tipo è ancora elevato rispetto alle soluzioni fotovoltaiche + batterie, e la scala di produzione e manutenzione degli eliostati (gli specchi mobili) richiede sistemi logistici, meccanici ed elettronici robusti.
Permane anche la necessità di monitoraggio a lungo termine del rendimento reale, dell’usura dei materiali (specchi, ricevitori, sali fusi) e della sostenibilità economica in condizioni climatiche e operative variabili. In particolare, ottenuta la capacità annua stimata, sarà importante verificare i tempi di disponibilità e l’effettivo costo per kWh generato.
Infine, la replicabilità di questo modello in contesti diversi (clima, regolamentazione, rete elettrica) resta un punto aperto: ciò che è fattibile nel deserto di Gansu potrebbe non esserlo con le stesse economie in altre regioni.

Resta, ad ogni modo, un progetto interessantissimo cui guardare perché porta con se significati che trascendono quelli puramente tecnologici. Un impianto a doppia torre di questa natura, infatti

  • è un segnale che l’innovazione infrastrutturale (non solo digitale o “smart”) ha ancora ampi margini di sviluppo

  • dimostra l’interazione tra energia, materiali avanzati (come i sali fusi, gli eliostati ad alta efficienza), sistemi di accumulo e reti intelligenti

  • ricorda che “transizione energetica” è, prima che switch tecnologico, il ripensamento dei modelli di produzione, accumulo e distribuzione dell’energia

La centrale solare a concentrazione con due torri in Gansu non è solo un record ingegneristico: è un modo concreto per rispondere a domande chiave del nostro tempo — come garantire energia pulita, continua e scalabile. Per chi lavora nella tecnologia, nel design dei sistemi energetici o semplicemente guarda al futuro con curiosità, questo impianto rappresenta un esempio potente: quando si reinventano i paradigmi, nasce una nuova realtà. E, chissà, forse, anche questa realtà ha iniziato a sorgere proprio tra gli specchi del deserto cinese.

Intanto, nel video, ce n’è un assaggio:

Fonti: SolarPaces I Inspernet
Immagine di copertina: Rajiv Bajaj via Unsplash
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

Seguici, iscriviti alla nostra newsletter: ti forniremo solo le informazioni giuste per approfondire i temi di tuo interesse