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Al via la 1° edizione della Settimana Nazionale delle Discipline STEM 

Istituita formalmente pochi mesi fa, inizia oggi la “Settimana Nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche” fino all’11 febbraio, tanti eventi e iniziative, da nord a sud

 

Per la prima volta, da 4 all’11 febbraio 2024, ci celebra formalmente anche nel nostro paese la Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, note con la sigla STEM, al fine di sensibilizzare e di stimolare l’interesse, la scelta e l’apprendimento di tali discipline. 
 
Una calendarizzazione non casuale, dato che l’11 febbraio si celebra la “Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza”, per valorizzare il ruolo delle scienziate e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle disparità di genere nel libero accesso di donne e ragazze alla ricerca.

Una scelta “ufficiale”

E’ recente infatti la legge 187/2023che istituisce dal 4 all’11 febbraio di ogni anno la “Settimana nazionale delle discipline STEM (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche”. Lo scopo è quello di, come si legge nel testo della legge “sensibilizzare e stimolare l’interesse, la scelta e l’apprendimento di tali discipline”.

In base al testo della legge, per l’occasione il Ministero dell’università e della ricerca promuoverà “cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e nei principali musei nazionali della scienza e della tecnica”.

STEM e STEAM: cosa sono

STEM è un acronimo che non tutti conoscono: riporta le iniziali in inglese di Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, un quadrivio di discipline che, secondo molti – e noi di Maker Faire Roma siamo tra questi, sono sempre più importanti per lo sviluppo delle società e, di conseguenza, molto spendibili sul mercato del lavoro.

E’ bene evidenziare che le STEM rappresentano un approccio multidisciplinare allo studio delle materie scientifiche. Un articolo tratto dallo School Education Gateway, lo spiegava nel 2018 in modo chiaro: Leonardo da Vinci e Michelangelo non furono solo pittori e scultori, ma anche inventori, ingegneri e scienziati: per loro, non c’erano confini tra scienza e arti. Per questo, crediamo che aggiungere una A (per arte) alle STEM, e modificare l’acronimo in STEAM significa adottare un nuovo approccio. Attraverso le STEAM, chiunque può acquisire un atteggiamento sistemico e sperimentale, ricorrendo all’immaginazione e al mettere in connessione le idee.

Gli obiettivi

L’obiettivo non è quello di far diventare tutti programmatori informatici, ma di diffondere conoscenze scientifiche di base per la comprensione della società moderna. Capire i princìpi alla base del funzionamento dei sistemi e della tecnologia informatica è altrettanto importante del capire come funzionano l’elettricità o la cellula. Le competenze acquisite mediante il pensiero computazionale sono di carattere generale perché insegnano a strutturare un’attività in modo che sia svolta da un qualsiasi “esecutore”: un calcolatore, ma anche un gruppo di lavoro all’interno di una azienda o di un’amministrazione pubblica. Inoltre, la conoscenza dei concetti fondamentali dell’informatica aiuta a sviluppare la capacità di risoluzione di problemi e la creatività.

STEM e futuro

Oggi si stima che quasi un quarto dei posti di lavoro sia destinato a cambiare nei prossimi cinque anni e che big data, cloud computing e intelligenza artificiale siano tra le tecnologie che creeranno maggiori opportunità occupazionali. (WEF, Future of Jobs, 2023).

Per questo motivo le aziende sono chiamate a mettere in campo iniziative rivolte sia alle giovani generazioni sia alle proprie risorse per rispondere alla richiesta presente e futura di competenze tecniche e digitali.

La valorizzazione delle risorse interne è necessaria, infatti, per creare una pipeline di persone STEM inclusiva dei generi e per evitare la dispersione del talento. Anche la formazione gioca un ruolo fondamentale: le iniziative di upskilling e reskilling, infatti, sono leve da utilizzare per stare al passo con il dinamico contesto lavorativo e riqualificare le persone in azienda. Secondo i dati più recenti, infatti, per 6 lavoratori e lavoratrici su 10 sarà fondamentale accedere a piani di formazione per sviluppare nuove competenze.

Un’altra grande possibilità per le aziende è attingere al potenziale, al momento inesploso, delle donne attualmente non inserite nel mercato del lavoro.

Oggi più che mai acquisire competenze STEM significa darsi la possibilità di partecipare pienamente al futuro del lavoro. Ecco perché è importante sostenere l’apprendimento di queste materie, colmare lo skill mismatch esistente e impegnarsi per contrastare il divario di genere che da sempre caratterizza le discipline scientifiche e tecnologiche.

Il divario di genere nelle STEM

Sebbene le discipline STEM sviluppino competenze molto richieste dal mercato del lavoro, sono ancora oggi caratterizzate da diseguaglianze di genere e influenzate da stereotipi e pregiudizi. Nonostante le neuroscienze abbiano ampiamente smentito questo falso mito, la convinzione che le donne siano meno inclini agli studi tecnico-scientifici degli uomini continua ad essere fortemente radicata.

Secondo la ricerca Drawing the Future (Chambers et al.), già alla fine dei sei anni le bambine smettono di immaginare un futuro nelle scienze: la pressione esercitata dalle norme sociali e culturali è talmente forte da ripercuotersi sulle scelte di studio e di carriera delle più piccole.

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immagine: Freepik

In base ai dati Almalaurea 2023 sui laureati 2022, tra le donne laureate solo il 19,1% ha conseguito una laurea STEM; tra gli uomini laureati è invece il 40,7% ad aver completato un percorso universitario in questo ambito (elaborazione Valore D). Andando nello specifico, tra i laureati in informatica e tecnologie ICT solo il 16,6% è rappresentato da donne.

Guardando ai laureati in ingegneria industriale e dell’informazione, le donne sono il 26,9% del totale; con riferimento invece ai laureati in architettura e ingegneria civile la componente femminile ammonta al 48,2% del totale.

La decisione di focalizzarsi sulle donne in campo STEM rappresenta un passo importante verso la riduzione del divario di genere in questi settori. Con questa nuova iniziativa, si punta a un cambiamento significativo, incoraggiando le ragazze e le donne a intraprendere percorsi di studio e carriere in questi ambiti cruciali.

Come avvicinarsi alle materie STEM

L’avvicinamento alle discipline scientifiche per i più giovani può avvenire nei modi più disparati. Il gioco, in particolare, e l’intrattenimento sono due canali estremamente importanti. Giochi, libri, contenuti e attività nel tempo libero che aiutino ad apprendere abilità logiche e visuo-spaziali, essenziali per la matematica più avanzata, sono parte integrante anche della proposta di Maker Faire Rome, che in ogni edizione riserva un ampio spazio a queste attività per tutti gli studenti e i giovani visitatori – ma anche per i loro genitori e gli insegnanti, per aiutarli ad accompagnare i ragazzi nell’apprendimento delle discipline STEM, per sconfiggere pregiudizi e riserve e per offrire loro strumenti che ne semplifichino il lavoro.

Del resto, quello dell’introduzione delle discipline cosiddette STEM fin dalla tenera età è anche uno degli obiettivi del PNRR. Anche la Legge di Bilancio 2023 ha in un certo senso seguito l’orientamento voluto dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: coding, laboratori e altre attività per l’apprendimento delle materie scientifiche approderanno nella scuola dell’infanzia e, qualora già presenti, tali attività verranno potenziate.

L’insegnamento delle materie STEM non dovrà però passare solo dalla scuola: oltre che in classe, per l’apprendimento di determinate abilità progetti di coding e laboratori non potranno esaurirsi all’attività in classe.

Superare il digital divide anche negli adulti

Soprattutto, l’insegnamento delle materie STEM non dovrà indirizzarsi soltanto ai più giovani: azioni di potenziamento delle competenze STEM sono indispensabili in tutte le fasce di popolazione. 

La tecnologia, lo sappiamo, offre numerose possibilità di democrazia, partecipazione, inclusione. È un volàno di sviluppo e di crescita. Rappresenta il progresso. Eppure, al tempo stesso, può essere un fattore di allargamento delle disuguaglianze sociali. Sembra un paradosso, eppure è così. Il problema del digital divide non è stato mai superato e, anzi, in questo periodo di accelerazione nel campo delle tecnologie e dei new media, si sta rendendo sempre più evidente.

Resistono difficoltà di connessione in alcune aree del paese; un’alta percentuale di persone – in particolar modo anziani, ma anche adulti nella fascia d’età 35 – 55 – ha una scarsa competenza digitale; i sistemi di digitalizzazione nella PA non riescono ancora a intercettare tutta la popolazione. Esemplare, in questo senso, è l’utilizzo dello Spid che non è ancora universale – nonostante i 27 milioni di attivazioni: un dato importante ma ancora non sufficiente a evitare disuguaglianze: basti pensare che ci saranno famiglie non in grado di richiedere l’assegno unico universale proprio perché sprovviste di Spid o CIE per accedere al servizio.

Un esempio, questo, che dà perfettamente il senso delle difficoltà di inclusione che genera il digital divide

La tecnologia è un grandissimo e potente strumento per il progresso della società civile. Senza interventi a sostenere chi è rimasto indietro rischia di costituire sempre più un elemento di disaggregazione e disuguaglianza.

La settimana delle STEM: gli eventi 

Sono moltissimi gli eventi organizzati per celebrare la Settimana delle STEM. Un po’ in tutta Italia, università, centri di ricerca, musei a carattere scientifico e altre organizzazioni promuovono incontri, workshop, seminari e occasioni di confronto sul tema. L’invito è a cercare quelli più vicini a te.

Un elenco degli eventi è in questa pagina: https://www.mur.gov.it/it/comunicazione/eventi/i-settimana-nazionale-delle-discipline-scientifiche-tecnologiche.

Maker Faire Rome, insieme alla Camera di Commercio di Roma, organizza regolarmente corsi, seminari e workshop sui temi del digitale e delle materie STEM. Molti contenuti sono disponibili on demand sul canale Youtube di Maker Faire Rome e nelle pagine di Maker Learn, il festival della formazione curato da Maker Faire Rome

Per gli imprenditori e le aziende è possibile invece rivolgersi al PID – Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio di Roma, che organizza regolarmente attività anche di formazione e sul sito del quale è anche possibile ‘testareì la propria maturità digitale.

Anche Forma Camera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma proprio vocata ai temi della formazione e della crescita professionale, organizza corsi di formazione, qualificazione, aggiornamento e specializzazione professionale e per l’impresa, anche sui temi del digitale.

immagine di copertina: BRGFX via Freepik


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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