Un sistema idroponico innovativo che segue il modello della sostenibilità

Ecco come l’idroponica può diventare semplice e cambiare la vita di milioni di persone

Si stima che, globalmente, il numero di persone denutrite oggi sia superiore a 800 milioni: un dato che è in progressivo aumento, e dipende da guerre, inquinamento dei terreni e crisi economiche, ma anche da una serie di fattori climatici che si manifestano anzitutto con la scarsità di fonti idriche.

Da questa consapevolezza, e dalla convinzione che il corretto utilizzo delle risorse e la riduzione degli sprechi siano componenti fondamentali per il progresso tecnologico e sociale, è nato Bloom Project. Startup innovativa con sede a Prato, in Toscana, Bloom vuole portare innovazione in campo agricolo in tutti gli angoli del mondo, investendo sulle risorse locali. Questa mission, insieme alle soluzioni tecniche sviluppate, ha portato Bloom a entrare tra le imprese rivoluzionarie nel settore dell’agritech.

 

ph. Bloom Project

Innovazione, sostenibilità e semplicità. Sono queste le caratteristiche di Bloom ProjectBloom è un centro di ricerca low-tech che nasce con l’obiettivo di portare la tecnologia dove non esiste. Si occupa di ricerca e sviluppo di sistemi agricoli innovativi, seguendo il modello della sostenibilità, e collabora con università italiane e straniere, avvalendosi della competenza di ricercatori nel campo della botanica, dell’agraria, delle biotecnologie e dell’ingegneria.

Ricerca scientifica, realizzazione di prototipi e sperimentazione di pratiche di agricoltura circolare sono le principali vie d’azione di Bloom, perseguite in una visione internazionale che possa coinvolgere tutti i continenti con ricadute sociali, economiche (sulle comunità locali) e ambientali. Insomma, per Bloom l’agricoltura deve essere sostenibile, inclusiva e solidale.

Nella pratica, Bloom supporta l’avviamento di iniziative di micro-business in campo agricolo trasmettendo un know-how d’avanguardia alle comunità coinvolte, anche grazie alla condivisione di sistemi open source per lo sviluppo.

Uno dei problemi tradizionalmente riscontrati presso le comunità rurali africane, come spiega Lorenzo Giorgi, ideatore del progetto e oggi direttore esecutivo di Glocal Impact Network, nel quale Bloom si sta trasformando, è la difficoltà di far permeare l’innovazione agricola capillarmente sul territorio, in modo particolare in quelle aree più delicate come quelle che soffrono la penuria d’acqua.

 Agritube

Non a caso, il primo prototipo progettato da Bloom è Agritube, un sistema semplificato di agricoltura idroponica fuori suolo che ha come finalità principale la sostenibilità economica del sistema agricolo, in un’ottica di economia circolare. Nella pratica, si tratta di un tubo – o meglio, di un insieme di tubi – che permettono di coltivare anche in condizioni di estrema scarsità d’acqua.

Dove il terreno non è fertile, è inquinato o è troppo secco, Agritube rappresenta una soluzione a basso tenore tecnologico e facilmente scalabile, poiché molto meno costosa rispetto alle alternative presenti sul mercato.

La messa a punto del sistema Agritube, infatti, si discosta da tutta quella gamma di soluzioni idroponiche hi-tech che prevedono competenze tecniche e costi difficilmente compatibili con i contesti rurali. In queste situazioni, infatti, soluzioni produttive alternative e anti-convenzionali avrebbero l’effetto negativo di incrementare la vulnerabilità alimentare della popolazione.

 

ph. Bloom Project
ph. Bloom Project

 

Agritube è un progetto che si inserisce nell’ambito dei sistemi semplificati di coltivazione fuori suolo sponsorizzati dalla Fao.

Bloom Project ha predisposto ogni modulo per la coltivazione di circa 120 / 240 piante su una superficie di 8 / 15 mq. Ogni modulo, tuttavia, può essere implementato in serie per la creazione di un’unità produttiva per una coltivazione multi-familiare a basso costo.

L’utilizzo dell’acqua e della soluzione nutritiva non necessitano di pressione, infatti vi è una distribuzione attraverso movimento di caduta dell’acqua limitando così anche l’uso orario della pompa, alimentata a energia solare, che può sostenere più unità produttive in linea.

Cicli di riempimento e svuotamento del sistema garantiscono la giusta ossigenazione dell’apparato radicale garantendo alla pianta sia l’omogeneità di irrigazione sia la regolazione del livello idrico all’interno del tubo di coltivazione, infatti, permette una maggior duttilità del sistema alle diverse fasi fenologiche e ai cambiamenti stagionali che influenzano il consumo idrico della pianta.

 

ph. Bloom Project

Riduzione degli sprechi e risparmio di acqua

Dal punto di vista ambientale, poi, si ha una riduzione degli sprechi e un risparmio di acqua del 90% rispetto all’agricoltura tradizionale in campo. E, in parallelo, la struttura geometrica e fisica dell’impianto di tubi favorisce l’accesso alle pratiche agricole anche alle persone disabili, che possono essere inserite all’interno di un sistema produttivo vero e proprio, andando oltre quelle attività di coltivazione puramente ludiche che normalmente vengono proposte.

 

ph. Bloom Project

Pronta per essere installata in qualunque contesto

Proprio per l’ambizione programmatica di riuscire a creare innovazione e trasferire conoscenza, da ormai un anno Bloom ha introdotto nel proprio flusso di lavoro una parte di ricerca scientifica accademica, svolta sotto forma di partnership con l’Università di Padova.

La collaborazione è, in particolare, con il Dafnae, il dipartimento di agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente dell’ateneo di Padova, Dopo la fase di ricerca, come spiega Giorgi,  Agritube è pronta per essere installata in qualunque contesto – come sta avvenendo in diverse parti del mondo.


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