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lUCI E OMBRE DEI SISTEMI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E L’APPROCCIO innovativo DEI SONY COMPUTER SCIENCE LABORATORIES, DA SEMPRE AL FIANCO DI MAKER FAIRE ROME 

 

Le tecnologie di ultima generazione sono sempre più potenti e sorprendenti: tutto quello che è necessario sapere per poterle utilizzare al meglio in un’analisi accurata di Vittorio Loreto (Direttore Sony Computer Science Laboratories Parigi e Roma) e Alessandro Londei (Co-PI Augmented Creativity Sony Computer Science Laboratories Roma)

 

 

Chiunque abbia avuto la possibilità di interagire con l’intelligenza artificiale di ultimissima generazione, ad esempio ChatGPT, ha sicuramente sperimentato un senso di grande sorpresa nel valutarne la capacità di dialogare in modo convincente e profondo, assieme alla sensazione che l’interlocutore non sia una macchina ma effettivamente un essere umano.

In verità, sebbene sia una macchina estremamente potente, ChatGPT (e lo stesso vale per gli altri sistemi generativi di ultima generazione nella stessa categoria), mostra in maniera egregia le luci e le ombre che le nuove tecnologie inevitabilmente si portano dietro. Tra le luci possiamo sicuramente menzionare la capacità di stendere dei saggi completi per studenti delle scuole superiori o dell’università e di estendere gli orizzonti di un utente non esperto in una certa area. Molto recentemente è stato osservato come ChatGPT abbia la capacità di un bambino di circa 9 anni nel comprendere le intenzioni e i pensieri di un’altra persona (una capacità nota come Teoria della Mente).

Tuttavia, quando si cerca di portare ChatGPT su tematiche poco discusse in rete, o su argomenti di frontiera come quelli della ricerca scientifica attuale, o addirittura su ambiti legati a opinioni personali che gli esseri umani costruiscono secondo un percorso esperienziale e culturale, il sistema inizia a mostrare un’evidente fragilità, spesso accompagnata da continue e sgradevoli interpretazioni sbagliate. Tutto questo non meraviglia troppo gli addetti ai lavori, ben consapevoli dei meccanismi secondo i quali una macchina come questa è costruita: stabilire, attraverso la valutazione di grandi quantità di testi, quale sia la probabilità di apparizione di ogni parola del dizionario, tenendo conto di tutte o comunque di una gran parte delle parole che l’hanno preceduta. Come osservato recentemente dal linguista Noam Chomski, ChatGPT non ha la capacità di “comprendere” un testo ma può, al più, plagiare (spesso in  maniera imperfetta) la letteratura su un certo argomento.

E qui veniamo alla seconda grossa lacuna dei sistemi come ChatGPT, ovvero l’incapacità di gestire sistemi che presentano novità e innovazioni.

 

“Exploring Novelties” di Fernando Cobelo,
Opera esposta nei locali di Sony CSL Roma

Come sistematicamente accade in sistemi di intelligenza artificiale, la fase di apprendimento è congelata a un certo punto e non prosegue costantemente. Se nel frattempo le proprietà statistiche dei sistemi cambiano (si dice che osserviamo dei sistemi cosiddetti non stazionari), il sistema artificiale non sarà in grado di accorgersene e continuerà a interpretare il presente con le categorie del passato.  Se, paradossalmente, gli umani scrivessero solo poesie e non più dei saggi di commento e interpretazioni delle suddette poesie, ben presto i sistemi come ChatGPT si troverebbero nell’impossibilità di esprimere giudizi sensati sulla nuova produzione. Solo quando gli umani avranno commentato la nuova produzione, il sistema artificiale potrà rielaborare le informazioni e iniziare a produrre frasi grammaticalmente corrette (ma non necessariamente sensate) sulla nuova produzione. Come si può intuire, il problema è del tutto generale e non si esaurisce alla poesia. Si potrebbe quindi essere tentati di gettare una luce sinistra sulle nuove offerte della tecnologia. Ma la tecnologia di per sé è neutra, sta agli umani trovare degli utilizzi costruttivi.

 

“Making AI more creative”,
Opera esposta nei locali di Sony CSL Roma.

Pensiamo che una delle direzioni più promettenti sia quella della cosiddetta “creatività aumentata”, ossia l’opportunità unica di innescare un circolo virtuoso in cui le macchine possono evolversi per imparare dalla natura sfuggente della creatività umana e gli esseri umani possono essere sostenuti e sfidati, nelle loro attività creative, dalla presenza di una nuova generazione di macchine. Pensiamo ad esempio alla musica e alla capacità dei nuovi sistemi guidati dall’intelligenza artificiale di permettere agli umani di esplorare in maniera più efficiente lo spazio delle possibilità musicali. E rimanendo nell’ambito di ChatGPT, si può immaginare situazioni in cui, pur non essendo innovative in senso assoluto, le informazioni di ChatGPT (sempre prese cum grano salis) possano allargare gli orizzonti di singoli individui e possano rappresentare uno stimolo per nuove creazioni.

 

“A more human AI” di Fernando Cobelo,
Opera esposta nei locali di Sony CSL Roma

 

Di fronte alla complessità delle sfide odierne, si afferma sempre più spesso che la creatività è uno degli strumenti più efficaci su cui possiamo contare per riprogettare le nostre società e i nostri modelli di interazione. E allora la vera domanda da porsi è: è possibile migliorare la creatività umana? È possibile creare le condizioni perché una persona sia più creativa, magari aiutandola a modellare e navigare nello spazio delle possibilità in modo più efficiente? Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, in cui ci chiediamo se quest’ultima ci sostituirà mai, ci si potrebbe chiedere, invece, se le macchine possano svolgere un ruolo nel migliorare la nostra creatività. Questo aspetto si sta rivelando oggi molto importante, soprattutto se si considera la narrazione comune che, dipingendo sempre più l’IA come l’antagonista dell’umanità, soffia sul fuoco delle paure, senza aiutare realmente l’adozione più responsabile e sicura delle nuove tecnologie.

 

 

Un approccio che i Sony Computer Science Laboratories (Sony CSL) stanno portando avanti da anni, ora anche nella nuova sede di Roma in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi. Da un lato, le macchine intelligenti possono dotare gli umani di straordinarie opportunità per esplorare più facilmente il territorio del noto, proponendo ad esempio punti di vista alternativi. L’umano, d’altra parte, è senz’altro in grado di aggiungere l’elemento mancante: quel salto nel buio guidato dall’intuizione fantastica che nella storia della cultura ha permesso di creare talvolta opere innovative, spesso inaspettate, ma sicuramente in grado di espandere la conoscenza collettiva.

 

Foto copertina: Sony CSL People” di Fernando Cobelo, opera esposta nei locali di Sony CSL Roma

 


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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