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Chip nel cervello umano, la startup italiana che sfida Elon Musk

Il progetto italiano che vuole impiantare chip nel cervello si chiama “Corticale”, nasce da una ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia e non ha nulla da invidiare a Neuralink

 

E’ recente la notizia che Neuralink, l’azienda di Elon Musk che lavora a chip impiantabili nel cervello umano, ha impiantato per la prima volta in un essere umano il suo chip Telepath. Ne avevamo parlato in più occasioni, qui trovi gli articoli: https://makerfairerome.eu/it/tag/neuralink-it/ 

Cresce quindi la speranza di poter curare alcuni pazienti, come i paraplegici e le persone colpite da malattie neurodegenerative – ad esempio, la sclerosi multipla, con questa nuova tecnologia.

“Poterla sviluppare nei prossimi 6 o 7 anni è una prospettiva reale”  assicura Luca Berdondini, esperto di Microtecnologia per la neuroelettronica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che ne è cosi certo perché coordina il progetto “Corticale”, che sta lavorando esattamente su tecnologie di questo tipo, con ottime prospettive.

La premessa

Nel mondo, oltre un miliardo di persone soffre di disordini legati al sistema nervoso causati da traumi, patologie neurodegenerative o malattie neuropsichiatriche. E’ diventato fondamentale avere strumenti di nuova generazione che consentano sia di interfacciarsi con il cervello per comprendere, identificare o possibilmente trattare queste condizioni patologiche, sia ricreare un vero e proprio ponte artificiale che consenta di mettere in comunicazione il cervello del paziente con strumenti assistivi esterni.

Telepath: il chip Neuralink impiantato in un cervello umano

Il primo chip di Neuralink si chiama Telepath e punta a connettere l’essere umano ad un computer. Il dispositivo, attraverso dei sensori, raccoglie i segnali cerebrali e li trasforma consentendo ad una persone di eseguire delle azioni su un computer.
L’impianto è formato da cinque elementi:
  • una capsula esterna realizzata in materiale biocompatibile
  • una batteria che può essere ricaricata
  • i microchip, che traducono i segnali cerebrali e li trasmettono ai dispositivi
  • 24 fili dotati di 1024 elettrodi che vengono collegati al cervello

Per impiantare il chip e collegare i fili ultrasottili dotati di elettrodi è stato sviluppato un robot in grado di applicarli con estrema precisione. Sistemi ottici consentono di effettuare una Oct (optical coherence tomography) e un ago, più sottile di un capello umano, inserisce e rilascia i fili con gli elettrodi.

Non sono state rilasciate informazioni sul primo paziente sottoposto all’impianto ma si ritiene si tratti di una persona affetta da paralisi degli arti a causa di una lesione della colonna vertebrale.

La risposta italiana a Neuralink: Corticale

In Italia c’è una start-up che è molto simile a Neuralink, ma per certi aspetti potrà essere ancora più potente ed efficace: si tratta di Corticale, nata nel febbraio 2021 con sede a Genova. Si tratta di uno spin-off dell’IIT, l’Istituto italiano di tecnologia, centro di ricerca di eccellenza ligure, italiana e internazionale.

Corticale si occupa di interfacce neurali di nuova generazione per la ricerca e le applicazioni mediche. Si tratta della prima OEM (Original Equipment Manufacturer) neurotecnologica dedicata allo sviluppo e alla produzione di dispositivi neuroelettronici impiantabili basati su tecnologia CMOS per la ricerca sul cervello.

Corticale offre alle industrie neurotecnologiche e alle società di ricerca medica componenti innovativi di neurointerfacciamento ad alta definizione per far progredire le neuroprotesi e le terapie dei disturbi cerebrali e mentali dell’uomo. Corticale apre la via attraverso la progettazione di una nuova generazione di dispositivi impiantabili con oltre mille elettrodi.

credit: Corticale

Come per Neurlalink, si tratta di soluzioni per restituire la capacità motoria a chi l’ha persa a causa di traumi o patologie. In un secondo momento, questi chip impiantabili potrebbero essere utilizzati anche per trattare altri problemi, come nel caso di malattie croniche – si pensi a

ll’epilessia. Sarà infatti possibile modulare la capacità cerebrale attraverso l’elettroceutica, ossia con dispositivi che permettono di prevenire gli attacchi epilettici, senza dover assumere farmaci. Una svolta radicale nel trattamento di queste patologie. 

Neuralink e Corticale: le differenze

Lo scopo delle due startup – Neuralink e Corticale – è identico ma si differenziano in una cosa: la tecnologia. Quella di Corticale si chiama SiNAPS.

Il cervello è composto da circa 100 miliardi di neuroni e quindi diventa molto importante, per capire cosa stia succedendo, raccogliere informazioni dal maggior numero di neuroni possibile. Le tecnologie di oggi erano in grado di ascoltare pochi neuroni.

Neuralink arriva a mille sensori,  ognuno dei quali è potenzialmente in grado di registrare l’attività di un singolo neurone. Per ottenere queste performance Neuralink deve impiantare 64 elettrodi diversi.

Corticale, con la sua tecnologia, è invece in grado di ottenere lo stesso risultato impiantando un singolo elettrodo delle dimensioni di un capello umano, riducendo di conseguenza l’invasività dell’impianto stesso. Ne consegue che, se anche Corticale impiantasse 64 elettrodi, arriverebbe ad avere oltre 64mila sensori invece che solo mille. Un volume che amplifica esponenzialmente il volume di dati e conoscenza che si può apprendere e che sarà in grado di aprire una nuova prospettiva per tutti quei pazienti che oggi soffrono di patologie neurologiche.

Scopri Corticale e le sue attività nel video sotto: 

 
 

fonti: IIT I Genova24 

immagine di copertina: credit: Milad Fakurian via Unsplash

autrice: Barbara Marcotulli 


 

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