Come coinvolgiamo persone di ogni età con la tecnologia in modo interattivo?

Come coinvolgiamo persone di tutte le età con la tecnologia in modo interattivo?

Massimo Banzi, co-founder di Arduino, e i suoi studenti del CIID, potrebbero avere la risposta

 

Come coinvolgiamo persone di tutte le età con la tecnologia in modo interattivo?

Massimo Banzi, Jose Chavarria e Andrea Desiato hanno deciso di esplorare questo argomento nel corso di due settimane di informatica fisica nell’Interaction Design Program al CIID. 

La Challenge

Agli studenti è stato affidato il compito di generare concept per installazioni museali che spiegassero ai bambini il funzionamento della tecnologia. Questi concept esplorano come Arduino e altre tecnologie open source possono aiutare a creare bellissime esperienze che vanno ben oltre, “puoi guardare ma non toccare”.

La tecnologia è spesso confinata alle persone che ci lavorano, ma ci stiamo rendendo sempre più conto di quanto sia importante aprire quello spazio a tutti.
Le esperienze pratiche di apprendimento STEM sono modi potenti per i bambini di comprendere idee complesse, e li incoraggiano a entusiasmarsi per l’argomento. Questo approccio può scomporre concetti tecnici in metafore tangibili e dimostrare come la tecnologia faccia parte della nostra vita quotidiana. Avere uno dei fondatori di Arduino nella sede CIID in Costa Rica è stato uno dei momenti salienti dell’anno per il CIID. La conoscenza infinita di Massimo e le capacità di insegnamento profondamente coinvolgenti hanno reso l’esperienza stimolante e gratificante per tutti i soggetti coinvolti.

Più STEM per tutti

Massimo ha la missione di creare STEM per tutti perché crede che se più persone hanno accesso alla tecnologia, più persone possono partecipare alla creazione di mondi diversi e interessanti in cui tutti noi possiamo esistere. Sfida il meta-verso e la grande tecnologia, ed è appassionatamente in cerca di nuovi modi per consentire a più persone di lavorare con Arduino.

Se ci sono più maker in giro, ci sono più possibilità interessanti per il nostro futuro

Mia Pond, una studentessa della classe, lo descrive come “intelligente fuori dagli schemi”, la cui magia “sta nel fatto che ama risolvere i problemi e capire come funziona ogni parte di qualcosa.” Questo tipo di curiosità e volontà di provare, provare e riprovare è davvero il fondamento dell’etica di costruire, testare, ripetere che distingue il programma del CIID.

Prendendo parte a un programma della durata di un anno come l’IDP – Interaction Design Program, è importante entrare in contatto con le persone intorno e condividere anche sane risate Massimo porta il suo “senso dell’umorismo” in ogni classe. Mia lo descrive come “molto talentuoso nel guidare gli studenti e farli ridere. È eccentrico – dice sempre “boom” quando realizziamo qualcosa di particolarmente interessante.” Non solo è divertente averlo in aula, è qualcuno che conosce molto bene la teoria e l’esecuzione. Quando si tratta di concept, è paziente nell’aiutarci a capirli”. prosegue Lisa Guo.

Massimo Banzi (al centro) con Jose Chevarria e Andrea Desiato: non ci stupiamo che gli studenti siano entusiasti di lavorare con loro! I credits: CIID/Arduino

“È un onore essere in classe con il meglio del meglio.” dice Lisa, che riassume cosi l’esperienza di essere stata formata da Massimo. “Arriva a tutto con la volontà di imparare, aiutando le persone intorno a lui a vedere la “magia (tecnologica) nel mondo” portandole con sé nel “viaggio per imparare come funzionano le cose e come puoi crearne di tue”.

Mia e Lisa hanno entrambe parlato del tempo, altamente generativo, trascorso in classe con Massimo, e i co-docenti Andrea Desiato e Jose Chavarria hanno condiviso questa sensazione. Andrea afferma che “Massimo ha reso l’esperienza di insegnamento molto originale, portando l’apprendimento pratico a un altro livello, con una semplicità che appartiene solo a chi insegna da molto tempo con la stessa forte passione.”.
Massimo mette in scena il contesto di apprendimento che amiamo vedere: aperto a nuove possibilità, curioso, motivato e pieno di energia.

Imparare nuove abilità tecnologiche può essere scoraggiante, ma quando creiamo e promuoviamo uno spazio collettivo, comunque, diventa semplice e naturale. 

Sul CIID

Il Copenhagen Institute of Interaction Design (CIID) è un centro internazionale di menti creative. Riunisce studenti diversi, docenti ispiratori e partner del settore da tutto il mondo per creare una cultura del design energica e collaborativa. Fondata originariamente in Danimarca nel 2006, ha aperto la prima sede al di fuori della Danimarca nel 2020 e ora ospita l’Interaction Design Program nella sede di San Jose, in Costa Rica.

La passione per le persone e il design incentrato sulla vita consente al CIID di creare impatto attraverso la progettazione di prodotti, servizi e ambienti innovativi.

Che cos’è l’interaction design?

L’Interaction Design è una pratica che combina le discipline del design tradizionale con le tendenze socio-tecnologiche. Porta a soluzioni intuitive per prodotti, software e servizi. La disciplina tocca tutti gli aspetti della vita e quindi ha un impatto significativo sulla società e sull’industria.

Mentre l’Interaction Design ha storicamente utilizzato un approccio incentrato sulle persone, il CIID si è evoluto per essere incentrato sulla vita.
Partendo dal presupposto che tutto è connesso, gli esseri umani non sono separati dal pianeta su cui tutti viviamo. Design incentrato sulla vita significa contribuire a tutti i sistemi viventi in un modo che li aiuti attivamente a sopravvivere e prosperare.

La tecnologia è spesso presentata come un mezzo, tuttavia il CIID non si occupa solo di proposte tecnologiche. Le persone interagiscono tra loro e con il loro ambiente da tempo immemorabile. Pertanto, l’Interaction Design può essere applicato anche allo sviluppo di soluzioni analogiche che connettono o comunicano informazioni.

In CIID ci si sforza di raggiungere gli obiettivi delineati negli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite in modo che le persone e la ricerca svolgano un ruolo enorme durante l’ideazione e il processo di generazione dei concept. Ci si sforza di comprendere bisogni e desideri in un contesto specifico per fornire un prodotto o un servizio di valore genuino. La prototipazione rapida e iterativa è essenziale per convalidare le idee al fine di svilupparle in una soluzione finale.

Strettamente correlato a Service Design, Strategic Design e Experience Design – l‘Interaction Design non riguarda tanto l’estetica visiva e fisica, quanto piuttosto la bellezza delle esperienze immateriali. Si lavora sempre in team multidisciplinari fornendo un collegamento importante in cui i progetti attraversano le aree di prodotto. 


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, Pmi e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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