Come i puffi? Scopriamo le case fatte di funghi

Nel futuro le case saranno fatte di funghi

Si chiama mico-architettura ed è la nuova frontiera dell’architettura che utilizza i funghi per realizzare materiali da costruzione sostenibili.

 

Quello dell’architettura è un settore in continua trasformazione ed evoluzione. Negli ultimi decenni gli edifici imponenti e lineari hanno lasciato posto a un’architettura più leggera, dal design accattivante e caratterizzata dall’uso di materiali sostenibili, che permettono di ottenere anche una maggior efficienza a livello energetico.

Ed è proprio in questo contesto che ha trovato terreno fertile una nuova e particolare forma di architettura: la mico-architettura, che si basa sull’utilizzo del micelio, ovvero il corpo vegetativo del fungo, per realizzare i materiali edilizi. Nello specifico, il micelio, è la parte filamentosa del fungo che si trova sottoterra e, oltre a produrre il corpo fruttifero, ha un ruolo essenziale all’interno di boschi e foreste perché mette in comunicazione e trasporta informazioni da una specie vegetale all’altra.

Ma come è possibile utilizzare delle radici filamentose per costruire delle case? Ce lo spiega Mogu, un’azienda del Varesotto che a partire dal micelio ha sviluppato e messo in commercio una gamma di materiali sostenibili con prestazioni molto diverse: morbidi e simili a schiuma o forti e ad alta densità, per rispondere alle più diverse esigenze.

 

 

Ad oggi, le modalità attraverso cui Mogu sfrutta le potenzialità del micelio sono due.

La prima è quella di utilizzarlo come collante naturale: coltivando il micelio all’interno di fibre organiche di scarto, questo colonizza e allo stesso tempo digerisce le fibre, agendo come rinforzo e collante, dando vita a materiali compositi naturali.

L’altra possibilità è quella di sfruttare il micelio per produrre un materiale alternativo alla pelle animale, chiamato Ephea. Coltivando il micelio su supporti simili a lenzuoli, al posto di un effetto collante, si ottiene infatti un materiale puro e flessibile che può essere usato per produrre abbigliamento e accessori.

In entrambi i casi, non si tratta di materiali “vivi” che possono crescere e proliferare, ma sono materiali completamente inerti che vengono resi tale mediante una lenta essiccazione che avviene al termine del processo produttivo. I prodotti finiti risultano così completamente stabili, sicuri, durevoli e biodegradabili.

Come anticipato, Mogu ha già messo in commercio pavimenti, che alla vista sono molto simili al granito o alla pietra, e pannelli acustici e decorativi, che stanno avendo grande successo tra diverse realtà commerciale e industriali. Per citare un esempio il Padiglione dell’Olanda durante l’expo di Dubai 2021/2022 è stato costruito utilizzando proprio i materiali di Mogu. Ma le applicazioni dei materiali edilizi in micelio si stanno espandendo anche in campo domestico.

La chiave del loro successo è che si tratta di materiali sostenibili ed ecologici che vengono prodotti attraverso un processo circolare, a basso impatto energetico, che sfrutta materiali di scarto che possono essere riutilizzati all’infinito.

Le potenzialità della mico-architettura non si fermano qui. Uno studio condotto dal centro di ricerca Ames della Nasa, ha ipotizzato che per costruire le basi e le case del futuro sulla luna o su pianeti come Marte, al posto di materiali futuristici potrebbero essere sufficienti dei semplici funghi.

Sfruttando il micelio e la sua capacità di costruire strutture complesse con estrema precisione, si potrebbero creare dei mattoni per la costruzione di case compatte, facili da trasportare e da “espandere” all’occorrenza. L’idea dei ricercatori della NASA è quella di ottenere dei funghi dormienti che possano essere risvegliati semplicemente con l’aggiunta di acqua una volta arrivati a destinazione, evitando il rischio di contaminare l’ambiente spaziale.

In futuro, che sia sulla terra o nello spazio, i funghi potranno diventare i nuovi protagonisti dell’architettura, permettendo la costruzione di abitazioni ed edifici sempre più sostenibili.

Infatti, i progetti che vi abbiamo appena raccontato, sono solo l’inizio e lo studio dei funghi potrebbe portare alla scoperta di molte altre possibili applicazioni, dall’utilizzo di questi come filtri per l’acqua, all’estrazioni di minerali dalle acque di scarto fino ad arrivare alla produzione di illuminazione.

 


 

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