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Cosa compreresti con 240 milioni? A Bologna, un supercomputer

Il Tecnopolo di Bologna investe nella costruzione del Computer più potente d’Italia

Il supercomputer sarà uno dei più potenti al mondo e potrà fare cose che non riusciamo ancora a immaginare

È cominciata la consegna al Tecnopolo di Bologna del supercomputer Leonardo, che complessivamente vedrà 30 tir trasportare 157 rack, 4.993 server, per un totale di 360.000 chili di peso, e centinaia di chilometri di cavi.

Un supercomputer ‘super’ sotto ogni aspetto, dalle dimensioni fisiche a quelle degli investimenti che gli sono stati dedicati. Soprattutto, però, ad essere notevoli saranno le sue prestazioni e gli usi che potremo fare delle sue capacità.

Sul sito https://lnkd.in/d79uTwMk saranno documentate le diverse fasi dell’installazione del supecomputer: se hai sempre invidiato gli ‘umarell’, questo è il tuo momento per essere uno di loro, e digitale per giunta!

credits: StartMag

Il supercomputer Leonardo EuroHPC

La rapida crescita della quantità di dati provenienti da diverse fonti, inclusi modelli numerici e sensori, richiede servizi di elaborazione e archiviazione capaci e affidabili.

Leonardo sarà uno dei sistemi di supercalcolo più potenti al mondo, in grado di eseguire più di 250 Petaflop, ovvero più di 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo. È straordinario che ogni singolo rack basato su GPU fornisca la stessa potenza di calcolo dell’intero sistema BlugeneQ Fermi, dismesso solo nel 2015.

Leonardo è una tecnologia abilitante chiave, con l’obiettivo di aumentare la competitività della ricerca italiana ed europea, aprendo la strada alla prossima era dell’exascale in Europa.

Un progetto europeo

La Commissione Europea, per tramite dell’entità legale EuroHPC Joint Undertaking, appositamente istituita, e il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca hanno stanziato 240 milioni di euro per renderlo possibile. Il progetto sarà gestito da CINECA presso il Tecnopolo di Bologna, e sarà una delle risorse del Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, coordinato da INFN e finanziato dal PNRR.

La sua missione è sviluppare un ecosistema di supercalcolo europeo, implementando supercomputer di livello mondiale in tutta Europa e sviluppando una catena di approvvigionamento europea completa: dai processori e software alle applicazioni da eseguire su questi supercomputer e al know-how per sviluppare una forte esperienza europea.

Alcuni di questi supercomputer saranno sistemi exascale, in grado di eseguire più di mille miliardi di operazioni al secondo.

I supercomputer dell’EuroHPC sono resi accessibili ai ricercatori, all’industria e alle imprese europee per sviluppare nuove applicazioni in settori quali l’intelligenza artificiale e la medicina personalizzata, la progettazione di farmaci e materiali, la bioingegneria, le previsioni meteorologiche e la lotta ai cambiamenti climatici. 

Le caratteristiche tecniche 

Unità di elaborazione

Leonardo disporrà di due moduli di elaborazione principali, denominati Booster e Data Centric, che copriranno un’ampia varietà di richieste di elaborazione ed esigenze degli utenti. I moduli si basano su due unità di elaborazione all’avanguardia. Una versione personalizzata delle GPU NVIDIA Ampere equipaggia il modulo Booster, mentre il modulo Data Centric è dotato di processori Intel Sapphire Rapids di nuova generazione. Entrambi sono motori di elaborazione estremamente potenti e fattori chiave per consentire prestazioni di sistema così elevate.

Queste unità di elaborazione sono ottimizzate per eseguire carichi di lavoro ad alta intensità di calcolo su sistemi di elaborazione ad alte prestazioni come Leonardo. Sono costruiti per offrire le stesse prestazioni nel tempo mentre lavorano costantemente con un utilizzo vicino al 100%. In particolare, il sistema verrà utilizzato per offrire un servizio di elaborazione ad alte prestazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per l’intero ciclo di vita di 5 anni.

Rete

Le prestazioni della rete dati sono un aspetto chiave che influisce sulla capacità di un supercomputer di elaborare simulazioni tra nodi su larga scala, possibilmente scalando centinaia di server di elaborazione.

Leonardo presenterà una topologia Dragonfly+ basata sull’interconnessione NVIDIA HDR 200 Gb/s InfiniBand, con motori di accelerazione di elaborazione intelligenti in rete che consentono una latenza estremamente bassa e un elevato throughput di dati per fornire le massime prestazioni e scalabilità delle applicazioni AI e HPC.

Per la rete dati verranno utilizzati oltre 25000 cavi in ​​fibra e 800 switch di rete per interconnettere l’intera infrastruttura Leonardo.

Conservazione

L’estrema capacità di elaborazione fornita con Leonardo deve essere supportata da un’infrastruttura di archiviazione all’avanguardia. Il magazzino Leonardo è composto da due livelli. Un livello veloce – basato su memoria flash – che fornisce una notevole larghezza di banda aggregata di 1,4 TB/s e in grado di supportare carichi di lavoro con IOPS elevati. Inoltre, un livello di capacità garantirà uno spazio di archiviazione di 106 PB e una larghezza di banda aggregata di oltre 600 GB/s.

L’architettura del sistema Leonardo è progettata per fornire un rapporto di capacità di archiviazione/memoria principale di 66, ben nella gamma di sistemi HPC di alto livello simili.

Integrazione

Leonardo si basa sulla soluzione BullSequana XH2000, una tecnologia progettata, sviluppata, prodotta e testata da Atos. Questa tecnologia è in grado di integrare GPU e CPU su blade di calcolo estremamente densi e quindi di fornire un’infrastruttura moderna che offre le massime prestazioni per l’elaborazione, l’elaborazione dei dati, l’analisi dei dati ad alte prestazioni (HPDA), l’intelligenza artificiale (AI) e lo sviluppo del Machine Learning Modelli.

Una notevole efficienza energetica si ottiene attraverso il raffreddamento a liquido diretto che circola attraverso piastre fredde che risiedono sulla parte superiore delle schede madri per computer blade. Questo sistema di raffreddamento consente di estrarre il 95% del calore dissipato all’interno del rack. Il raffreddamento a liquido diretto viene utilizzato per raffreddare tutti i componenti critici all’interno del rack, come blade di elaborazione, switch di interconnessione e gestione e PSU.

fonte: Euro HPC Joint Undertaking I StartMag

immagine di copertina: StartMag


 

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