Così i robot ci aiuteranno a sopravvivere (e un verme ci salverà dall’ictus)

DOVE PUNTANO GLI ULTIMI PROGETTI DELLA ROBOTICA SVILUPPATI DAL MIT DI BOSTON E DALLE ALTRE UNIVERSITA’ DEGLI STATI UNITI

Ci sono anche le api robot che potrebbero essere utilizzate per l’impollinazione. Il progetto è stato presentato all’ultimo World Economic Forum

 

C’è un verme robotico progettato per entrare nel cervello umano dopo un ictus e un aneurisma, sbloccando i vasi sanguigni danneggiati. Uno scarafaggio elettronico in grado di entrare nel motore degli aeroplani per ispezionare angoli non raggiungibili per i meccanici. E poi anche la zanzara robot in grado di attaccarsi a soffitti, vetri e foglie sfruttando l’elettricità statica. La sua utilità? Può essere utilizzata in operazioni di ricerca e soccorso e perfino per raccogliere informazioni, essendo dotata di microcamera e sensori esterni. Che cos’hanno in comune questi progetti? Sì, somigliano tutti a insetti, sono tutti nati in prestigiosi istituti di ricerca degli Stati Uniti (primo fra tutti il MIT di Boston), sono robot certo, hanno super doti in fatto di resistenza, energia, sensibilità e soprattutto sono stati creati per rispondere alle grandi sfide dell’industria del terzo Millennio: medicina, ricerca, disastri naturali. Ecco qualche esempio.

 

RoBeetle, il robot che va a metanolo

RoBeetle è il primo insetto robot che utilizza una fonte di alimentazione interna senza sfruttare cavi che lo colleghino a una batteria esterna né campi magnetici. È un robot di 88 milligrammi che si muove autonomamente alimentato dalla combustione catalitica del metanolo, un carburante liquido ad alta energia specifica (20 mega joule per chilogrammo, quasi venti volte superiore alle batterie del caso) che garantisce un’autonomia di due ore di movimento con un “pieno” e supera di molto l’efficienza di ogni microbatteria oggi esistente. Il design e la realizzazione del RoBeetle da parte dei ricercatori della University Southern California sono il risultato della combinazione di un “micromuscolo artificiale catalitico” e di meccanismo di controllo meccanico integrato su scala millimetrica.

I suoi compiti. I ricercatori sperano di poterlo impiegare come impollinatore artificiale, dispiegarlo in operazioni di soccorso in caso di calamità o persino procedure mediche complicate. 

Image courtesy of the researchers https://news.mit.edu/2019/robot-brain-blood-vessels-0828

Il verme anti-ictus

Il MIT di Boston ha realizzato un verme robotico di dimensioni microscopiche (filiforme) realizzato in Nitinol (una speciale lega in nichel e titanio), pensato per entrare nel cervello umano subito dopo un attacco di ictus e aneurismi sbloccando i vasi sanguigni danneggiati. Il verme può essere guidato dall’esterno del corpo grazie a un piccolo campo magnetico, è estremamente flessibile e non danneggia i tessuti vascolari, anche grazie a un microscopico strato di gel biocompatibile che lo ricopre e che diminuisce l’attrito. “L’ictus è la quinta causa di morte e una delle principali cause di disabilità negli Stati Uniti. Se l’ictus viene trattato entro i primi 90 minuti, le possibilità di sopravvivenza dei pazienti potrebbero aumentare in modo significativo ha spiegato Xuanhe Zhao, professore associato di ingegneria meccanica e di ingegneria civile e ambientale al MIT, che si occupa del progetto. “Sbloccare i vasi sanguigni entro questa ora d’oro, potrebbe evitare danni permanenti al cervello. Questa è la nostra speranza”. La medicina del futuro passa anche da qui.

Lo scarafaggio che ripara i motori degli aerei

Lo scarafaggio è l’insetto più resistente che ci sia in natura. Alla University of Colorado Boulder si sono ispirati a lui per HAMR-Jr, in proporzione alle sue dimensioni (2.2 cm e 0.3 grammi di peso) corre più veloce di un ghepardo (circa 30 cm al secondo), ha quattro “marce”, trasporta fino a 10 volte il proprio peso e si muove senza limitazioni grazie agli “attuatori piezoelettrici”, materiali sottili che si piegano quando vengono colpiti da una tensione elettrica. “HAMR-Jr può raggiungere velocità che si avvicinano per destrezza meccanica a quella di un animale”, ha dichiarato Kaushik Jayaram, che ha guidato la progettazione di questo robot.

Nel cuore del motore. Secondo i ricercatori che lo hanno realizzato, HAMR-Jr potrebbe essere utilizzato durante le revisioni dei motori degli aeroplani, entrando dentro al motore per ispezionare angoli non raggiungibili dai meccanici. Si pensa che in futuro potranno anche intervenire su una riparazione. 

Api robot per l’impollinazione

Il progetto è stato presentato al World Economic Forum. Dato che il 75% di quello che ci finisce in tavola dipende dal lavoro delle api e dato che le medesime stanno per estinguersi, qualcuno ha pensato bene di realizzare api meccaniche che possano un giorno prendere il posto di quelle che la natura ha progettato. Questi Robobees sono anche in grado di nuotare, pesano 84 milligrammi e sbattono le ali 120 volte al minuto: al momento volano solo nei laboratori del MIT di Boston e si calcola possano cominciare a lavorare in natura tra circa 5-10 anni. 

La zanzara impegnata nelle operazioni di soccorso

I ricercatori della Harvard University e del MIT hanno unito le forze lavorando su una sorta di zanzara robot in grado di posarsi attaccandosi alle superfici, soffitti, vetri e foglie sfruttando l’elettricità statica che emette da un sottile strato di schiuma posto sulla testa. Può essere utilizzata in operazioni di ricerca e soccorso e per raccogliere informazioni, essendo dotata di microcamera e sensori esterni. Il prossimo passo? Dotarla di un sistema a celle solari per ricaricare in automatico le batterie attraverso la luce.

Il calabrone che resiste al vento

Al MIT di Boston sono a lavoro su un micro drone che ricorda un calabrone in grado di resistere a violente raffiche di vento, proprio come avviene in natura. Le ali hanno una forma e un movimento differenti e battono fino a 500 volte al secondo.

 

fonti: corriere.it / gizmodo.com / news.mit.edu / colorado.edu /

foto di copertina: YANG ET AL., SCIENCE ROBOTICS 2020

 

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