il nobel alla scienziata che ha scoperto il principio naturale capace di sconfiggere la malaria

La scienziata cinese Youyou Tu ha conquistato il Premio Nobel e aperto la strada alla ricerca ibrida

Adattamento di un articolo di  Giovanna Borrelli per Stoccolma a Roma

 

La storia incredibile della ricercatrice cinese che, partendo dalla medicina tradizionale, ha trovato un modo per debellare il plasmodio della malaria nei primi stadi della sua evoluzione.

Chi dice che le donne non sono portate per la scienza? Youyou Tu è la scienziata cinese che ha conquistato il Premio Nobel per la Medicina nel 2015. Dottoressa e ricercatrice della Accademia Cinese delle Scienze Mediche, ha scoperto il principio attivo di origine naturale che ha sconfitto la malaria: l’artemisinina.

Dalla medicina cinese, il rimedio per la malaria

Questo “dono della medicina tradizionale cinese regalato al popolo del mondo” – come l’ha definito la scienziata – ha in sé una portata rivoluzionaria che è insieme scientifica e culturale. È il risultato di un lavoro di ricerca ibrido, che ha consentito nuove esplorazioni e applicazioni della medicina tradizionale cinese grazie agli approcci scientifici moderni e che nel 2015 è stato riconosciuto dal Premio Nobel per la Medicina.

Credits: Nobel Prize Foundation

Una scienziata poco nota

A raccontare la sua rocambolesca esperienza scientifica è stato, anni fa, il settimanale NewScientist: era il 2011 quando Tu fu insignita del Lasker Award, un prestigioso riconoscimento scientifico assegnato a chi si distingue nel campo della ricerca medica. Prima di allora, il suo nome era quasi sconosciuto, persino tra gli addetti ai lavori. Una riservatezza che ha origine in parte dalla modestia della ricercatrice, in parte dal periodo storico in cui la donna condusse i suoi studi.

Nata nel 1930 a Ningbo, sulla costa orientale della Cina, Youyou Tu sceglie di dedicare la sua vita alla ricerca scientifica dopo aver sperimentato in prima persona la malattia: una tubercolosi che a sedici anni la costringe in casa per due anni. Da quel momento l’obiettivo di Tu sarà acquisire competenze mediche per curare molti altri pazienti. Un’intuizione che nel tempo si è rivelata quasi una profezia, perché grazie al suo contributo alla medicina ha salvato milioni di vite in tutto il mondo.

Credits: lindau-nobel.org

Laureata nel 1955 alla facoltà di medicina dell’Università di Pechino, si specializza in farmacognosia, una branca della farmacologia che si occupa dello studio di farmaci ricavati da fonti naturali. Ma la sua formazione non si limita a quel campo. All’inizio degli anni ’50 in Cina il governo lancia una serie di programmi con lo scopo di combinare medicina occidentale e tradizionale. Questi corsi saranno fondamentali per Youyou Tu, perché le permetteranno di apprendere informazioni scientifiche sulle piante e di capire come funzionano le medicine a base di erbe in un modo diverso dalla medicina tradizionale cinese.

La guerra e la svolta

La svolta arriva più tardi. Come spesso accade è la guerra a fare da stimolo al progresso tecnico e scientifico. Si combatte la guerra del Vietnam, ma nella giungla tropicale è la malaria la principale causa di morte di soldati americani e vietnamiti. Avere farmaci efficaci è fondamentale per vincere, per questo il presidente vietnamita Ho Chi Minh chiede aiuto a Pechino. Nel 1967 il governo cinese lancia il “Progetto 523” con lo scopo di trovare medicine antimalariche.

Due anni dopo, Youyou Tu è a capo del gruppo di ricerca del progetto. Il suo compito è cercare farmaci antimalarici tra le medicine tradizionali cinesi.

Ma prima di arrivare all’estratto di artemisia (Qinghao), il team di Tu deve passare in rassegna 2000 ricette di medicina tradizionale cinese e elaborare 380 preparati naturali. Tra questi l’estratto di Artemisia annua LTu trova la chiave per la scoperta dell’artemisinina nell’antico testo della medicina cinese Zhou Hou Bei Ji Fang (scritto da Ge Hong nel IV secolo d.c.).

Leggendo la ricetta per il decotto ha un’intuizione: per evitare la distruzione del principio attivo dell’artemisia, l’estratto deve essere preparato con un solvente diverso dall’acqua, che bolle a temperatura più bassa, a 35 °C. Nasce nel 1971 il campione numero 191 dell’estratto di etiletere, che funziona al 100% sui roditori.

Credits: ONU Mujeres El Salvador 2020

Dopo aver testato il prodotto sugli animali, le prove devono proseguire sugli esseri umani. Ancora una volta per Youyou Tu sono i testi antichi la fonte di ispirazione. In particolare la storia con cui inizia la medicina tradizionale, che racconta di un antico medico cinese: “Sheng Nong ha assaggiato cento erbe“. Così per accelerare la valutazione della sicurezza del farmaco, Youyou si offre volontaria per provare l’estratto. Da questo primo test partiranno i successivi studi sulla popolazione.

Oggi sono oltre duecento milioni i pazienti affetti da malaria che hanno ricevuto terapie combinate con artemisinina.

 

Un percorso che avvicina Oriente e Occidente

Il suo lavoro ha spinto gli scienziati a rivalutare i rimedi antichi a base di erbe per lo sviluppo di nuovi farmaci. Le ricerche sulla pianta che cresce sul suolo cinese sono aumentate. Per Tu “la scoperta dell’artemisinina può ispirare ad affrontare la ricerca attraverso l’integrazione di discipline diversificate”. Il suo è un percorso unico, che ha avvicinato l’Oriente all’Occidente.

Eppure il curriculum scientifico del primo premio Nobel per la medicina cinese (2015), il primo in assoluto di una donna in Cina, non è paragonabile a quello dei suoi colleghi in Occidente. Trovare pubblicazioni di Youyou Tu su Pubmed, il principale archivio di pubblicazioni scientifiche al mondo, è un’impresa piuttosto difficile. E una volta trovati i pochi paper, è molto probabile che siano scritti in cinese. Né si può dire di lei che sia una star del circuito delle conferenze. Youyou ha studiato e svolto ricerche esclusivamente in Cina.  Che si sia sconfitto anche un altro tabù? 

Fonti:  Giovanna Borrelli per Stoccolma a Roma I Focus  


 

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