NeMO - Stampa 3D per ingegneria tissutale in campo biomedico
NeMO - Stampa 3D per ingegneria tissutale in campo biomedico

NeMO - Stampa 3D per ingegneria tissutale in campo biomedico

La stampa 3D è una breaking technology nell'ambito della ingegneria dei tessuti.
La capacità di simulare in vitro l'ambiente naturale per una coltura cellulare porta a una
rapida e efficiente crescita di tessuti biologici da impiantare in organi danneggiati o
organoidi utilizzabili per la sperimentazione di farmaci personalizzati.
Si ottengono strutture ad hoc per studiare come la forma e le proprietà meccaniche dello scaffold influenzino la differenziazione delle cellule staminali.
La stampa 3D utilizza come materiale fotopolimerizzabile un idrogel. Realizziamo scaffold di dimensioni micrometriche mediante polimerizzazione con laser ultravioletto o un processo microstereolitografico.

Italy


NeMO - Stampa 3D per ingegneria tissutale in campo biomedico

NEMO, New Materials For Optoelectronics

Prof. Roberto Francini. Nato a Pisa il 24 ottobre 1955.
Posizione attuale: Professore Associato SD FIS/03, Fisica della Materia,
presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Roma – Tor Vergata.
Competenze scientifiche: Studio di impurezze e difetti in materiali solidi sia cristallini che vetrosi
attraverso misure di spettroscopia ottica quali l'assorbimento, l'emissione, lo studio del decadimento
della luminescenza, con particolare riferimento alla spettroscopia a due fotoni. Studio dei processi di
energy transfer in ioni di terre rare in matrici nanocristalline. Tecniche di spettroscopia nell’ultravioletto
da vuoto in laboratorio e presso facilities di luce di sincrotrone. Interazione laser-materia.
Attività di ricerca: L'attività di ricerca si è indirizzata prevalentemente all’applicazione delle tecniche
di spettroscopia lineare e non lineare nello studio di proprietà intrinseche di sistemi cristallini
(come risonanze eccitoniche, transizioni banda-banda, simmetria delle bande) e nell'analisi
di difetti puntiformi ( come ioni impurezze, centri di colore) introdotti in matrici cristalline quali
quelle degli alogenuri alcalini, dei floruri e delle fluoroperovskiti, come in matrici vetrose,
in vista di possibili applicazioni tecnologiche.


Stand A9 (pav. 6) - Università degli Studi di Tor Vergata

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