I progetti vincitori di Make To Care, il contest di Sanofi che sconfigge la disabilità

Storie di innovazione Make to care: i progetti vincitori “CapisciAMe” e “Sedia Intelligente”

Make To Care e’ il contest che ricerca soluzioni capaci di migliorare la vita delle persone con disabilità. L’edizione 2020 ne ha premiate due.

 

MAKE to CARE è un contest in collaborazione con Sanofi che nasce con lo scopo di far conoscere e sostenere progetti e iniziative nati dalla passione e dall’ingegno tipici della comunità maker, che attraverso la propria creatività continuano a mostrarci ogni modo possibile di fare innovazione, ed è in grado di trovare soluzioni valide per offrire una migliore qualità di vita ai pazienti affetti da disabilità, anziani e molti altri, contribuendo a migliorare concretamente il loro presente e progettando, insieme a loro, una vita quotidiana più semplice e inclusiva.

L’iniziativa MAKE to CARE nasce come concorso, lanciato per la prima volta nel 2016, con l’intento di far emergere e facilitare la realizzazione e la diffusione di soluzioni tecnologihe innovative in ambito healthcare, che servano a incontrare i bisogni quotidiani delle persone affette da diverse forma di disabilità, intesa come qualsiasi riduzione sensibile della qualità della vita a causa di patologie ed eventi traumatici.  

Quest’anno, per l’edizione online di Maker Faire Rome 2020 sono due i progetti vincitori del contest: CapisciAMe e la Sedia Intelligente, proclamati proprio durante l’Opening Conference dello scorso 10 dicembre.

Vediamo nel dettaglio di cosa trattano. 

CapisciAMe – L’assistente vocale per tutti, di Daniele Mulfari

CapisciAMe è un progetto che aiuta le persone affette da disartria nell’assistenza vocale. La disartria è un disturbo neuromotorio del linguaggio che avviene spesso nelle persone affette da tetraparesi, SLA, esiti di ictus ed altre tipologie di disturbi degenerativi, che provocano diversi impedimenti fisici di alta gravità a chi ne è affetto e che da questo dispositivo potrebbero trarre grande giovamento per migliorare la qualità della propria vita, soprattutto in termini di indipendenza. 

Il progetto CapisciAMe utilizza tecniche di machine learning  per trovare soluzioni altamente personalizzate di riconoscimento vocale “on edge” destinati ad utenti con disartria.  

La disartria, infatti, spesso provoca un bassissimo livello di comprensione da parte degli assistenti vocali come Google Home o Alexa.  Ciò fa sì che gli utenti che presentano questo tipo di disabilità, che per le loro limitazioni fisiche troverebbero utilissimo sfruttare i servizi degli assistenti virtuali, non possano usufruirne. 

  

CapisciAMe è progettata da Davide Mulfari, ingegnere informatico responsabile del gruppo Assistive Technologies for Special Needs presso l’Università di Messina,  che ora sta svolgendo il dottorato di ricerca presso l’Universita’ di Pisa. Mulfani è anche una persona con disabilità che, a causa di una paralisi cerebrale, ha riportato problemi motori ed è disartrico. E proprio dalla sua esperienza personale nasce l’idea di creare un’applicazione per migliorare la comunicazione delle persone con disartria, permettendo loro di farsi capire da tutti.

Così, da una lavoro svolto assieme al team del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa guidato da Luca Fanucci, è nata “CapisciAMe”.

CapisciAMe, l’applicazione che ha bisogno di parole

L’applicazione è scaricabile gratuitamente da Google Play, ma per essere testata ha bisogno di ulteriori parole. La app, infatti, si basa su un algoritmo di machine learning (apprendimento automatico) Se sei una persona con disartria e stai leggendo questo articolo, vorrai considerare di “donare” le tue parole per perfezionare la app e permettere al progetto di aiutare tutti i pazienti con la tua stessa patologia.

 

La Sedia Intelligente, di Dario Dongo

Il secondo progetto vincitore del contest MakeToCare di chiama Sedia Intelligente ed una delle numerose iniziative  totalmente no profit in ambito healthcare dedicato alle persone con disabilità motoria. A mettere a punto il progetto è la onlus Égalité, il cui presidente (nonché inventore della Sedia Intelligente)  è l’avvocato Dario Dongo, paraplegico dal 2015 a causa di un incidente, che si è proposto di trovare un modo per le persone disabili di “accorciare le distanze” nella vita di tutti i giorni.

 

L’idea della Sedia Intelligente è offrire a tutte le persone con disabilità motoria un dispositivo di mobilità personale che risponda alle concrete esigenze quotidiane, con alcune innovazioni, a prezzi accessibili e coerenti ai costi produttivi. Grazie a un lavoro ‘dal basso’ che coinvolge le persone con disabilità in ogni fase di disegno, progetto, test e validazione.

La Sedia Intelligente è una sedia a rotelle superleggera, disegnata e prodotta in Italia, con una ruota anteriore dotata di motore elettrico che può venire agganciata e sganciata facilmente alla sedia per trasformare la stessa in uno strumento di autonomia e micromobilità sostenibile.

Quello di Dario Dongo, però, non è un impegno solo umanitario ma anche ecologico: la Sedia Intelligenza nasce dall’esigenza di optare per un concetto di mobilità sostenibile, portato a termine grazie all’impiego di un motorino elettrico sulla Sedia Intelligente, al posto di un più inquinante motore termico. Questo particolare tipo di tecnologia, insieme all’applicazione degli standard vigenti nel campo della mobilità per persone disabili e ad un efficace sistema di assistenza, servono a garantire l’affidabilità del dispositivo e la rapidità delle riparazioni e/o sostituzioni. 


 

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