Il Design “ibrido” di Quasar Institute @ Maker Faire Rome 2021!

 

Quasar Institute torna a Maker Faire Rome – The European Edition con un messaggio estremamente significativo, “Design Yourself”: un monito per i talenti di ogni età che vogliono costruire una nuova versione di sé

 

 

 

Il Quasar Institute for Advanced Design rinnova la partnership con Maker Faire Rome – The European Edition e torna in presenza, al Gazometro Ostiense, con un messaggio estremamente significativo per la ripresa post-pandemia. “Design Yourself”. Un invito rivolto non solo agli studenti dell’Accademia ma anche a tutti i creativi che stanno disegnando la propria strada per il futuro. Un monito per i talenti di ogni età, che vogliono costruire una nuova versione di sé guardando al domani, ma senza dimenticare quello che è stato ieri. “Design Yourself” significa ibridare il passato e il futuro, sempre mantenendo un equilibrio stabile tra le due entità.

 

Ed è proprio il concetto di ibrido il protagonista dell’intera esposizione del Quasar alla IX edizione della Manifestazione. I progetti degli studenti combinano alla perfezione le nuove tecnologie con le tradizionali abilità manuali. Ogni lavoro parla di oggi, ma anche di domani, raccontando un futuro in cui la robotica può combinarsi alla perfezione con l’arte. O in cui la stampa 3D può tornare a dare vita agli oggetti in disuso nelle nostre case. Ancora una volta, un ibrido tra quello che sarà e quello che è stato. In cui nulla viene lasciato al caso, ma tutto è scientemente deciso dal talento che lavora al progetto.

 

Una sintesi perfetta tra design e tecnologia: è quella raccontata da Quasar Institute a Maker Faire Rome 2021

 

 

“Design ibrido”, ridare vita agli oggetti con le nuove tecnologie

 

 

Oggi abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che tendiamo a non riutilizzare più nulla contribuendo, più o meno consapevolmente, ad aggravare l’emergenza ambientale legata al loro smaltimento. Spesso un oggetto diventa un rifiuto e viene dismesso perché guasto, vecchio o inservibile, oppure perché la sua funzione cessa nel momento in cui si è concluso il contesto d’uso in cui era inserito. Urge quindi un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a interagire con gli oggetti secondo i criteri del riuso, della condivisione e della riparazione, tralasciando le dinamiche riferite al consumo rapido.

Oggi più che mai dovremmo ripensare al nostro rapporto con le cose, progettandole di modo che durino di più nel tempo e immaginando per loro una nuova vita quando avranno cessato il loro utilizzo “ufficiale”, imparando a separarle dalla loro funzione principale e originaria e a osservarle per le loro potenzialità materiche, formali, tattili, percettive. Questo è sfidare il senso comune del valore degli oggetti, è raccontare la storia che un oggetto vuole narrare, è mostrare la fragilità della materia, è cogliere l’armonia e l’abilità costruttiva di un particolare, è cercare la bellezza in luoghi inaspettati. Illuminante in questo senso è il libro “Design del popolo, 220 invenzioni della Russia post-sovietica”, dove l’autore, Vladimir Arkhipov, ingegnere, medico di formazione e artista autodidatta, ha raccolto una serie di invenzioni popolari di un’incredibile semplicità formale. I progetti esposti nascono dall’esplorazione del “territorio domestico” alla ricerca di un oggetto guasto o che per qualche ragione ha terminato la sua utilità, per poi creare degli apparati o protesi in grado di ridare una nuova vita (anche inaspettata) agli oggetti selezionati con l’ausilio delle tecnologie del Q-lab, laboratorio di prototipazione rapida presente all’interno di Quasar Institute for Advanced Design, come il taglio laser, la stampa 3D, la fresa a controllo numerico o la termoformatrice. Si tratta di oggetti ibridi, appunto, dove la “maceria” della loro vita precedente viene rivalutata, evidenziata o stravolta, prodotti a volte caustici e altre armoniosi, dove il contrasto, l’opposto, ma anche l’integrazione ed il dialogo, hanno dato vita a un linguaggio estetico sorprendente. Del resto qualcuno prima di noi aveva asserito che per tutto ciò che esiste sulla terra (oggetti dismessi compresi) vale il principio di conservazione per cui “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.

 

La collezione “Design Ibrido” è stata realizzata all’interno del Corso di Habitat Design 3

Modulo: Product Design 2

Proff.: Alessandro Gorla, Marco Corsi

Assistente: Gianmarco Guarascio

 

Interaction Design, quando tecnica e tecnologia si incontrano

 

 

Kaleikos, l’opera che tenta di confondere la funzione dei principali sensi: vedere attraverso l’udito e ascoltare attraverso la vista

 

  • Kaleikos

 

Progetto realizzato all’interno del corso di Interaction Design

Proff. Paolo Scoppola, Furio Valitutti

Progetto dello studente Jacopo Sforza

 

A partire dalle suggestioni di Ernst Chladni sulla correlazione tra le onde sonore e le immagini prodotte dalle vibrazioni di lastre cosparse di sabbia, si propone un’opera interattiva che indaghi questa relazione aprendo, allo stesso tempo, una riflessione sulla percezione dei suoni e delle immagini. Quasi a voler provocare il pubblico, l’opera tenta di confondere la funzione dei principali sensi: vedere attraverso l’udito e ascoltare attraverso la vista. Una sostanza granulosa viene posta sopra una superficie che vibra al suono di un altoparlante il quale, a sua volta, riproduce un paesaggio sonoro. Le immagini geometriche che si formano per le vibrazioni sono riprese da una telecamera andando a creare un mondo digitale dove altri contenuti virtuali interagiscono con i primi. Il risultato è una danza di immagini che oscilla continuamente tra ordine e kaos. Il legame con la musica è fortissimo, quasi epidermico. I sensi sono confusi e la mente libera l’immaginazione.

 

  • Camera iperbarica della percezione

 

Progetto realizzato all’interno del Corso di Interaction Design

Proff. Marco Brocchieri, Furio Valitutti

Progetto dello studente Andrea Scafati

 

Il progetto vuole essere un prodotto artistico di Interaction Design (e al tempo stesso una riflessione sull’Interaction Design) in cui elementi meccanici, digitali e materici si combinano in un’esperienza interattiva immersiva incentrata sull’acqua e in ultima istanza sul rapporto uomo natura. Il medium di questa interazione è un braccio robotico, elemento digitale del progetto, ma l’installazione mette in gioco anche altri e diversi elementi: osservatore, distanza, tempo, suono, luce e matrice pittorica. Il visitatore entrerà in contatto con un ecosistema artistico in cui naturale e artificiale, analogico e digitale, suono e immagine si fondono e confondono, in un’interazione tra artista e visitatore.

 

  • Aletheia

 

Progetto realizzato all’interno del Corso di Interaction Design con indirizzo Game Design

Prof.: Claudio Pollina

Progetto degli student: Gabriele Morello, Ginevra Angelini, Gabriele Berticelli

 

Un platform game in un mondo in cui la natura è stata modificata e distrutta nel tempo.

 

  • Flatlandia, il primo e-commerce al mondo di un’Accademia

 

E-commerce Quasar

Produzione Q-Lab – Quasar Design Factory

 

A Maker Faire Rome 2021 “Flatlandia”, il primo e – commerce al mondo di un’Accademia

 

 

Ispirato al romanzo “Flatlandia: Racconto fantastico a più dimensioni“, scritto da Edwin A. Abbott nel 1884, l’omonimo progetto Flatlandia del Quasar Lab si concretizza in una capsule collection di prodotti che sfidano le regole della dimensionalità. Nel racconto, Flatlandia è un mondo bidimensionale abitato da figure geometriche che si muovono su di un unico piano. E il protagonista della storia, un quadrato, scopre casualmente l’esistenza di un mondo a tre dimensioni grazie all’incontro con una sfera proveniente da Spacelandia. In quell’occasione, il quadrato arriva addirittura a ipotizzare la possibilità di un mondo a quattro, cinque o sei dimensioni, andando ben oltre a quello che ha sempre conosciuto. Nasce così la capsule collection Flatlandia, curata da Alessandro Gorla, una collezione di prodotti concepiti con componenti piatte – flat, per l’appunto – che, accuratamente assemblati, si trasformano in oggetti tridimensionali. In questo modo, si passa dal 2D al 3D, andando alla scoperta di una nuova dimensionalità, proprio come nel romanzo di Edwin A. Abbott.

 

 

Scopri Quasar Institute for Advanced Design

 

Quasar Institute for Advanced Design è da oltre 30 anni una struttura all’avanguardia per la formazione accademica, la ricerca e l’innovazione nel campo del design. Una scuola-laboratorio che forma i migliori designer del futuro, casa di artisti digitali, artigiani 2.0, creativi visionari e progettisti di domani. L’offerta didattica dell’Istituto è vasta e articolata, coprendo l’ambito del Design nelle sue infinite declinazioni: dai Corsi Triennali in Interaction Design, Game Design, Grafica e Comunicazione Visiva e Habitat Design, fortemente orientati alla sperimentazione e alla pratica progettuale, ai Master di I livello in Art Direction & Media Management, Interior Design, Product Design Made in Italy e Yacht Design, fino ai corsi individuali e di alta formazione.

 

Visita lo stand di Quasar Institute a Maker Faire Rome 2021: acquista qui il tuo biglietto per il Gazometro Ostiense. Vuoi vivere l’esperienza di #MFR2021 da remoto? Registrati gratuitamente alla nostra piattaforma digitale!

 


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Innova Camera, si impegna da ben otto edizioni a rendere l’innovazione accessibile e fruibile con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, startup e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere il proprio business, in Italia e all’estero.

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