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Colture Idroponiche: una rivoluzione nell’agricoltura sostenibile

Esploriamo il futuro dell’agricoltura idroponica con l’ingegnera Giorgia Pontetti

 

Le colture idroponiche rappresentano una rivoluzione nell’ambito dell’agricoltura e dell’approvvigionamento alimentare. Questo metodo di coltivazione, basato sull’uso di soluzioni nutrienti in acqua senza l’uso del terreno tradizionale, ha dimostrato un potenziale straordinario nel cambiare il nostro modo di produrre cibo.

Con la crescente domanda di alimenti freschi e sostenibili, le colture idroponiche si presentano come una soluzione innovativa per rispondere alle sfide dell’agricoltura moderna.

Per scoprire i segreti della coltura idroponica, abbiamo avuto il piacere di chiedere il parere di Giorgia Pontetti, ingegnera aerospaziale ed elettronica ed imprenditrice agricola che ha unito le sue competenze scientifiche al suo amore per la terra inventando le serre idroponiche sterili, oggi il motore della sua Ferrari Farm, a Colle Cerqueto.  

È lì che insieme alla sorella Valentina, Giorgia coltiva pomodori, basilico e altre micro-verdure del futuro. Gli abbiamo fatto qualche domanda, per capire insieme ad una vera esperta cosa significa oggi praticare coltura idroponica, esplorandone insieme potenzialità, particolarità, limiti e opportunità per tutti.

 

Partiamo dal basso. Cos’è una coltura idroponica e quali sono i vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di coltivazione del suolo?

“Coltivare in idroponica vuole dire coltivare senza la terra ma utilizzando l’acqua come veicolo per trasportare le sostanze nutritive necessarie alle piante per la loro crescita. I vantaggi di questo tipo di coltivazione sono moltissimi: risparmio di acqua fino al 95%, nessuna emissione in atmosfera di CO2, ottimizzazione dei consumi energetici, altissime rese con tempi di coltivazione ridotti, nessun trattamento chimico sulle coltivazioni, altissimo potere nutrizionale degli alimenti e altre ancora.”

 

Esistono delle condizioni ideali per avviare un sistema di coltivazione idroponico di successo?

“Dal nostro punto di vista il segreto di una coltivazione idroponica in ambiente controllato di successo risiede in quella che noi chiamiamo “ricetta di coltivazione elettronica”, ovvero un software in grado di gestire, monitorare e correggere tutti i parametri della coltivazione: quantità di acqua e sali minerali, temperatura, umidità, condizioni di illuminazione ecc.… per l’intera vita della coltivazione. In questo modo, un computer è in grado di coltivare in autonomia garantendo per ogni fase fenologica della pianta che si coltiva le migliori condizioni per una crescita ottimale, veloce e di alta qualità. Il tutto senza dimenticare che coltivando in ambiente ermetico ed asettico non è necessario ricorrere a trattamenti chimici o fitosanitari.”

 

Una volta impostato il sistema idroponico, in che modo si gestisce la nutrizione delle piante e quali sono nutrienti fondamentali per la loro crescita in assenza del suolo?

“Abbiamo messo a punto la “ricetta di coltivazione elettronica” che consente la gestione puntuale della soluzione nutritiva. Questa viene realizzata miscelando all’acqua (sia essa demineralizzata che potabile) sali minerali di purezza elevata senza addizione di elementi chimici o di sintesi. Questo mix viene messo a punto per ogni varietà che coltiviamo e viene controllato e modificato in tempo reale dal computer che gestisce la coltivazione al fine di garantire sempre la migliore nutrizione alle piante anche tenendo conto del loro sviluppo fenologico.”

 

Esistono dei particolari sistemi di irrigazione o distribuzione dei nutrienti che reputa più efficaci?

“Abbiamo nel tempo sperimentato tutti i sistemi di irrigazione tipici delle coltivazioni idroponiche ed abbiamo redatto una tabella che ci consente di determinare quale tecnologia utilizzare in funzione della specie che si intende coltivare e di come/dove lo si vuole coltivare. I nostri prodotti utilizzano al momento sia l’irrigazione a goccia che la tecnica NFT e la tecnica Ebb&Flow.”

 

L’utilizzo dell’automazione e della robotica sono essenziali nelle colture idroponiche? E in che modo queste tecnologie possono riuscire a migliorarne l’efficienza?

“Affidare l’intero ciclo di coltivazione ad un computer garantisce la totale ripetibilità del ciclo e la totale gestione e controllo di tutti i parametri di coltivazione al fine di assicurare le migliori condizioni alle piante e allo stesso tempo massimizzare le rese minimizzando l’uso di risorse. Coltivare in ambiente artificiale, sterile ed ermetico grazie alla robotizzazione ed alla totale automazione dei processi garantisce la possibilità di coltivazioni indipendenti dall’ambiente esterno e senza necessità dell’interazione con l’uomo, con ovvi vantaggi se immaginiamo di poter coltivare nel futuro direttamente nelle grandi città, nelle case, nelle scuole, negli ospedali, ecc.”

 

Quali sono le sfide comuni per un agricoltore idroponico e come si affrontano?

“La sfida più grande dal nostro punto di vista è quella di divulgare che con questa tecnica antica rivisitata in chiave tecnologica è possibile tornare a mangiare sano ed a km0 prescindendo dall’inquinamento e dai mutamenti climatici. La tecnologia per noi è a servizio dell’agricoltura e del sistema agrifood.

La sfida più grande, come per ogni innovazione, è quella di vincere lo scetticismo e diffidenza dei consumatori. Per questo motivo dal nostro punto di vista è fondamentale il racconto, lo storytelling che va molto di moda. È necessario abbattere il muro della diffidenza con la cultura, la divulgazione, la promozione ecc.… se non è tutto oro quello che luccica, vale anche il contrario. La conoscenza abbatte i tabù.”

 

Per tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi a questo mondo: iniziare a praticare le colture idroponiche in piccola scala è possibile?

“Noi ci crediamo molto soprattutto nelle grandi città e per questo negli anni abbiamo messo a catalogo una serie di prodotti pensati per la coltivazione domestica in piccola scala. Ne sono un esempio RobotFarm, la serra idroponica delle dimensioni di una lavatrice e Hydrowall, la vertical farm idroponica nelle dimensioni di una fioriera, nonché SOLE che nel futuro completerà la gamma degli elettrodomestici nelle dimensioni di un frigorifero.”

 

Ci sono delle piante o coltivazioni che si prestano di più alla coltura idroponica rispetto ad altre?

“In realtà, con questa tecnica si può coltivare ogni tipo di vegetale sia da foglia (insalate, microverdure ecc.) che da frutto (pomodoro, zucchine, peperoni, patate, riso…) nonché frutta come fragole, mini cocomero e melone.”

 

E quali sono, invece, i costi di avviamento di un impianto per una coltura di questo tipo?

“Il costo per la realizzazione di un impianto idroponico CEA ovvero di coltivazione in ambiente controllato (sterile ed ermetico) si può aggirare circa sui 600/800 Euro/mq. Ovviamente il prezzo non è facilmente determinabile a priori poiché dipende da vari fattori quali la taglia dell’impianto, la tipologia di impianto e di coltivazione, se è illuminato artificialmente o meno ecc.…

 

Concludendo: le colture idroponiche sono certamente un’antica rivoluzione ma volgendo lo sguardo al futuro, però, uno dei maggiori problemi è la scarsità di risorse idriche.  In che modo questa tipologia di coltura può effettivamente contribuire a ridurre il consumo di acqua dolce nell’agricoltura?

“Coltivando in idroponica in ambiente sterile ed ermetico è possibile ridurre drasticamente il consumo irriguo ed è possibile recuperare l’acqua sotto ogni forma. Nei nostri sistemi, infatti, operando a ciclo chiuso utilizziamo soltanto la quantità di acqua che realmente le piante assorbono per la loro nutrizione, recuperando a valle tutte le acque di drenaggio non utilizzate.   È anche possibile abbattere e recuperare l’acqua di condensa del sistema di climatizzazione riducendo drasticamente i consumi di acqua fino a oltre il 95% rispetto alle tecniche di coltivazione tradizionali.”

 

Scopri di più sulle colture idroponiche visitando l’area Life a Maker Faire Rome 2023.Incontra il futuro dell’agricoltura, ti aspettiamo alla Fiera di Roma, dal 20 al 22 Ottobre.

Biglietti disponibili solo online. Per ulteriori informazioni visita il sito www.makerfairerome.eu.


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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