Tra gli ospiti di Maker Faire Rome 2020, lo scrittore e inventore statunitense Ken Goldberg 

Dal dipartimento di ingegneria industriale e R&D di Berkeley, Goldberg ha all’attivo 250 pubblicazioni e 8 brevetti di robotica e automazione 

 

Scrittore, artista, inventore, professore, lo statunitense Ken Goldberg sarà tra i main speaker del ciclo di talk e conferenze organizzato da Maker Faire Rome in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti.

Ken Goldberg è tra gli esponenti più illustri a livello accademico della robotica e dell’automazione degli Stati Uniti. È professore di ingegneria industriale e ricerca operativa alla facoltà di ingegneria di Berkeley, in California, ed ha incarichi anche presso la School of Information e in Radiation Oncology presso la UCSF Medical School. Con i suoi studenti ha scritto oltre 250 pubblicazioni e ha depositato 8 brevetti. 

Ken Goldberg, il professore con la passione per la robotica

Kenneth Yigael Goldberg è un artista, scrittore, inventore e ricercatore americano nel campo della robotica e dell’automazione. È professore e presidente del dipartimento di ingegneria industriale e ricerca operativa presso l’Università della California, Berkeley, e detiene la William S. Floyd Jr. Distinguished Chair in Engineering a Berkeley, con incarichi congiunti in Electrical Engineering and Computer Science (EECS), Pratica artistica e Scuola di informazione. Goldberg ha anche un incarico presso il Dipartimento di Radioterapia Oncologica dell’Università della California, San Francisco.

E’ nato in Nigeria nel 1961, figlio di due insegnato di una scuola privata, ed è cresciuto in Pennsylvania. Sin da piccolo ha manifestato un forte interesse per il settore artistico, ma su consiglio del padre, ingegnere e imprenditore, ha studiato ingegneria elettrica e poi economia, laureandosi summa con laude e conseguendo anche un dottorato di ricerca in informatica alla Carnegie Mellon University. Goldberg ha proseguito poi i suoi studi all’estero, a Edimburgo, dove ha seguito un corso sull’intelligenza artificiale che ha consolidato la sua passione per la robotica e al potenziale artistico che possono esprimere i robot. Prima di diventare professore a Berkeley, Goldberg ha insegnato informatica alla Southern University, sempre in California, e poi al MIT a Cambridge, nel Massachusetts. 

 

Possono i robot aiutarci ad essere persone migliori? La storia di Ken e suo padre 

La passione per i robot nasce ben prima della laurea in ingegneria. In un intervento al TED, la community globale che diffonde la conoscenza attraverso le presentazioni di esperti di ogni settore, Goldberg ha raccontato che sin da piccolo lui e suo padre lavoravano insieme alla realizzazione di progetti e invenzioni: suo padre, ingegnere, gli ha insegnato come funzionano le cose. E tra i progetti vi era anche la costruzione di un robot che spostasse i carichi pesanti nell’azienda di cromatura di proprietà del padre di Ken.

Il robot non fu mai realizzato perché il padre di Ken, esposto agli agenti chimici e tossici presenti nell’ambiente in cui lavorava, morì di leucemia a 45 anni. Questo tragico evento spinse Ken a proseguire negli studi e a dedicare la sua vita e i suoi lavori alla ricerca di un modo in cui i robot potessero utili alle persone.

Ken diede quindi il via ad una serie di progetti in questo senso, sviluppati dal 1993 in poi insieme ai suoi studenti del laboratorio di ricerca della USC (University of Southern California). Tra i progetti, il primo, installato poi alla Ars Electronic Museum in Austria, riguardava un robot in grado di essere azionato a distanza per innaffiare il giardino e di piantare i semi. Il robot fu un grande successo: fu azionato dai visitatori per quasi 9 anni, più di qualsiasi altro robot nella storia. 

 I progetti nel campo della robotica medica 

Nell’ambito della sua collaborazione con i medici della UCSF e degli ingegneri della John Hopkins, Ken sta sviluppando un robot specializzato nell’inserimento di aghi negli organi interni da diverse angolazioni, per evitare danni ed effetti collaterali a questi ultimi. Il progetto nasce per migliorare le condizioni in cui si pratica la brachiterapia ai malati oncologici. La brachiterapia è una cura chemioterapica che prevede l’inserimento di minuscoli semi radioattivi nell’organismo per curare i tumori tramite aghi. L’inserimento degli aghi con angolazioni diverse, possibile grazie al robot con diverse articolazioni, permette l’inserimento degli aghi evitando di toccare gli organi più delicati. 

il progetto più recente riguarda invece la programmazione di un robot che assista i chirurghi nei compiti minori, come la sutura, permettendo al medico di concentrarsi sugli aspetti più complessi degli interventi. Il progetto nasce da un robot chirurgico, il da Vinci, che è già utilizzato in oltre 2.000 ospedali di tutto il mondo. 

 

Non perdere questo e tanti altri talk eccellenti: segui Maker Faire Rome dal 10 al 13 dicembre.

Online su www.makerfairerome.eu 

UNTIL WE MEET AGAIN


 

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