Dalla tecnologia italiana, un nuovo alleato nella lotta allo spreco alimentare

Sprechiamo davvero troppo cibo. Un nuovo dispositivo che sfrutta il sottovuoto può aiutare a cambiare abitudini e salvare il cibo, il portafogli e l’ambiente

 

In Europa, il 42% degli sprechi alimentari avviene a livello domestico ed è pari a 75 chili di cibo pro capite all’anno: uno spreco, di risorse e di denaro, che fa ancora più male all’ambiente, se si pensa che per ogni chilo di cibo scartato sono rilasciati nell’atmosfera 4,5 chili di Co2.

Obiettivo “zero sprechi”

931 milioni di tonnallate di cibo vengono sprecate ogni anno. Il 61% dei rifiuti alimentari viene prodotto nelle nostre case. ma con alcune semplici azioni possiamo fare un grande cambiamento.

In termini di spreco alimentare gli italiani si sforzano di essere virtuosi ma dati recenti rivelano che, dopo un trend positivo di durata biennale, la cattiva abitudine di sciupare è tornata a crescere e si attesta sulle 1.866.000 tonnellate di cibo complessive annue, un aumento del 15 per cento rispetto al 2020 (fonte: Rapporto Caso Italia 2022, Waste Watcher International). Tra le cause che gli italiani adducono, le mere dimenticanze in frigo ma anche le valutazioni scorrette, per eccesso, al momento dell’acquisto. Tuttavia anche la sottovalutazione delle opportunità che la tecnologia offre per evitare di sperperare gioca un ruolo rilevante.

frutta gettata via
photo: Joshua Hoehne via Unsplash

Una soluzione: “DRO!D”        

Tra i tanti device ormai super tech che ospitano le nostre cucine, forse può trovare spazio una soluzione dedicata proprio a questa esigenza. E’ cosi che è nato DRO!D, un dispositivo che crea il sottovuoto all’interno di contenitori rigidi, che possono conservare alimenti crudi e cotti, vegetali, carni e pesce e anche liquidi. Dalle prestazioni semplici e immediate, DRO!D si presenta come una tecnologia amica e a basso impatto energetico  capace di conservare il cibo si fino a cinque volte più a lungo.

DRO!D è un dispositivo composto da una serie di contenitori modulari di varie dimensioni e dal ‘cuore’ tecnologico, un device che realizza il sottovuoto in quegli stessi contenitori.

I contenitori rigidi e multiuso in cui gli alimenti vengono conservati sostituiscono i sacchetti di plastica non riciclabili, eliminando  alla fonte un elemento che inquina e genera emissioni nel processo di produzione. i contenitori sono sono sostenibili e realizzati con un co-poliestere come il Tritan, una plastica priva di bisfenolo: si possono utilizzare in frigo, nel microonde e sono lavabili in lavastoviglie. 

foto: BIPOD

Come funziona DRO!D

Il funzionamento di DRO!D è intuitivo e semplicissimo: il processo di sottovuoto viene gestito da un unico tasto centrale e da un’interfaccia grafica visibile nel display. Sono presenti due modalità di intensità del vuoto grazie alle quali, in soli 30 secondi DRO!D è in grado di raggiungere un sottovuoto di 50mbar, eliminando quindi 950 mbar corrispondenti al -95% delle molecole di ossigeno presenti all’interno del contenitore.

Utilizzandolo regolarmente a casa è possibile rendere la propria cucina più “green” in cinque modi differenti.

Riduzione degli sprechi di cibo

Grazie a un unico tasto centrale, DRO!D permette di scegliere tra due diverse intensità del vuoto, mostrando le opzioni attraverso un display OLED. Eliminando l’aria dai contenitori, arresta il processo di ossidazione dell’alimento in essi contenuto, impedendo a eventuali muffe e batteri di proliferare, mentre colori, sapori e consistenze rimangono inalterati. I cibi possono così essere congelati e, una volta tolti dal freezer, non sviluppano brina e non risultano “annacquati”.

Eliminazione dell’uso della plastica

DRO!D è realizzato in ABS riciclabile e si abbina a tre contenitori di differenti formati, tutti richiudibili, impilabili e riutilizzabili. I coperchi sono in Tritan completamente BPA free, realizzato con processi sostenibili e smaltibile a fine vita e i contenitori sono in PP, anch’esso bpa free. Oltre a essere compatibili con la cottura al microonde, lavabili in lavastoviglie e conservabili in freezer, i contenitori per alimenti eliminano la necessità di sacchetti di plastica non riciclabili (circa 300 l’anno).

Filiera corta e abbattimento delle emissioni di CO2

La filiera di un prodotto è fondamentale per capire quanto questo sia etico e sostenibile. DRO!D, per esempio, è progettato e realizzato interamente in Italia. La sua struttura è un assemblaggio di componenti realizzate ad hoc dal team della Design House di SAES, senza l’impiego di nessun elemento standard o commerciale. Anche il processo di spedizione del dispositivo per sottovuoto pensa al lato green e riduce al minimo gli spazi vuoti per ottimizzare gli impatti sul trasporto e sul consumo di carburante.

Ricondizionamento a fine ciclo di vita del prodotto

L’impegno verso l’economia circolare, ha portato a progettare DRO!D per durare a lungo, senza quindi che vi sia nessuna obsolescenza programmata. L’azienda produttrice ha attivato una politica di ricondizionamento che rimette a nuovo eventuali dispositivi restituiti, che rientrano così sul mercato. Infine, per rendere la catena di riciclaggio più semplice, il dispositivo è costruito solamente da blocchi a incastro che non prevedono l’impiego di colle né viti, rendendo lo smaltimento più semplice e rapido.

Il sottovuoto, tecnologia amica

Il sottovuoto è una tecnica di conservazione alimentare che blocca il processo di ossidazione dei cibi, che mantengono così intatte le proprietà nutritive e organolettiche, senza cambiare odori, colori e consistenza. In questo modo, il sottovuoto può aiutare a evitare sprechi a livello domestico, garantendo la sicurezza e l’igiene alimentare, grazie all’impedimento di sviluppo di muffe e batteri; in più, preserva il frigorifero dai cattivi odori e consente il congelamento perfetto dei cibi.

Ma non è un alleato prezioso solo per quanto riguarda la conservazione: il sottovuoto, infatti, è un sistema eccellente anche per alcune preparazioni in cucina, come la marinatura degli alimenti, perché l’assenza di ossigeno permette al condimento di penetrare con maggiore facilità e in minor tempo all’interno dei tessuti.

L’aumento della pressione, inoltre, non permette la fuoriuscita dell’acqua dall’alimento, annullando così il fenomeno della disidratazione e della perdita delle sostanze volatili responsabili dei profumi.

fonti: Wired I Bipod I LaCucinaItaliana


 

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