Il Rapporto 2020 sull’Economia Circolare conferma l’Italia “Paese circolare”

Il nostro Paese è in prima linea sulle “tre R: riciclo, riuso, riduzione”

 

Da due anni il Circular Economy Network, progetto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, redige il “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia”, volto ad analizzare lo stato dell’economia circolare attraverso la rielaborazione dei dati Eurostat.

Dal rapporto del 2020 emerge che l’Italia è il paese europeo con un più alto indice di circolarità, ossia il valore che esprime l’efficienza d’uso delle riorse in ambito di produzione, consumo, gestione dei rifiuti, mercato delle materie prime e seconde, investimenti e occupazione.

La novità forte di quest’anno è sicuramente la sottoscrizione del Green Deal da parte dei paesi dell’Unione Europea e in particolare l’aggiornamento del piano d’azione per l’economia circolare che porta con sé alcune novità tra le quali:

  • l’introduzione di un modello coordinato di raccolta differenziata a livello Europeo;
  • la promozione di nuovi modelli di sviluppo per la produzione circolare dei prodotti focalizzati sulla diminuzione degli sprechi e sul riutilizzo;
  • l’aver settato un obiettivo per la riduzione dei rifiuti alimentari attraverso nuove misure per ottimizzare la catena di distribuzione e consumo del settore alimentare.

Il rapporto evidenzia in particolare il ruolo delle tecnologie digitali sia in termini di produzione e riciclaggio/riutilizzo – ridefinendone di conseguenza i processi e gli output – che di valorizzazione del capitale umano e sociale, poiché è soprattutto attraverso la diffusione delle tecnologie digitali tra tutti gli attori (aziende, lavoratori e cittadini) che è possibile raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030 nell’ambito dell’economia circolare.

 

Le 3 R dell'economia circolare
Le 3 R dell’economia circolare

 

Questo processo può essere, quindi, accompagnato dall’attività quotidiana dei cittadini che, nel loro piccolo, possono contribuire al riciclo, al riutilizzo e alla riduzione degli sprechi. Sulla base di queste tre attività – meglio conosciute come le 3R dell’economia circolare – proviamo ad identificare esempi utili di applicazioni mobili, a dimostrazione di come la disponibilità di app e di connettività diffusa possa abilitare, incidendo sui comportamenti, modelli di economia circolare diffusa, attivando una dinamica di cambiamento che può partire dal basso.

Riciclo: Junker, l’app per fare bene la raccolta differenziata

Junker è un’applicazione che aiuta a far rispettare le regole per la raccolta differenziata: basta inquadrare il codice a barre di un prodotto e il sistema estrapola le indicazioni su come differenziarlo da un database di più di un milione di prodotti.

 

Junker, la app per la differenziata
Junker, la app per la raccolta differenziata

 

Ad esempio, inquadrando il codice di un pacco di biscotti è possibile notare come l’involucro esterno debba essere gettato nella plastica e l’interno nella carta; o ancora per un barattolo di marmellata il sistema indicherà che l’etichetta andrà gettata nella carta, il tappo nella plastica e il barattolo nel vetro (dopo averlo sciacquato). Se un prodotto non è disponibile all’interno del database lo si può segnalare inviando una foto.

Le regole per la raccolta differenziata differiscono, ovviamente, da comune a comune: basta geolocalizzarsi per ricevere le indicazioni in base al comune in cui ci si trova in quel momento ed inoltre, grazie all’intelligenza artificiale, è possibile fotografare anche gli oggetti e permettere a Junker di fornire le informazioni necessarie al suo smaltimento.

Un altro servizio disponibile riguarda una bacheca annunci per gli oggetti inutilizzati che, prima dello smaltimento, potrebbero servire ad altri utenti che vivono nello stesso comune offrendo così la possibilità di riutilizzo.

L’app è un ottimo esempio di come il digitale sia in grado di supportare l’economia circolare e contribuire a ridurre al minimo le possibilità di errore durante lo smaltimento rifiuti, processo spesso inutilmente complicato da volantini, depliant e informazioni poco chiare.

 

Riutilizzo: Mercato Circolare, un servizio a supporto della circolazione di prodotti a basso impatto ambientale

Ogni anno dai 5 ai 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare e gli oceani soffocano sempre più velocemente: entro il 2050 ci sarà più plastica in mare che esseri     viventi.Ma c’è anche chi sta scrivendo un finale diverso: ogni anno centinaia di imprenditori scelgono di produrre nuovi beni dai rifiuti e trasformano un potenziale danno per l’ambiente in un valore per tutti.
Mercato Circolare, la app che mappa le buone pratiche
Mercato Circolare, la app che mappa le buone pratiche
Mercato Circolare è la app che mette a portata di mano i prodotti, le aziende e i servizi che limitano al massimo o recuperano scarti e rifiuti, e
permette a tutti di segnalare gli indirizzi di chi sta costruendo davvero l’economia circolare.

Mercato Circolare è indirizzata sia ai cittadini che alle imprese e permette di trovare facilmente quelle realtà che applicano i principi dell’economia circolare realizzando prodotti e servizi a basso impatto ambientale.

La mappa si arricchisce costantemente, anche grazie al crowdsourcing degli stessi utenti che suggeriscono prodotti, imprese, iniziative in linea con i criteri dell’economia circolare da sottoporre alla valutazione di Mercato Circolare. L’utente può navigare la app su tre percorsi (Privati, Aziende, Partecipa in Prima Persona), come pure attraverso la ricerca libera.

I cittadini, ad esempio, possono trovare i negozi in cui acquistare prodotti derivanti da materiali ricilcati o di produzione sostenibile, oppure possono vedere i punti vendita nelle vicinanze in cui poter acquistare prodotti artigianali, usati o mangiare cibo biologico e a chilometro zero.

Le imprese, d’altro canto, possono rintracciare quei fornitori che lavorano in maniera sostenibile producendo, ad esempio, imballaggi provenienti da materiali riciclati ed ecosostenibili o imprese terze che svolgono servizi di riciclaggio e smaltimento rifiuti.

Ma c’è anche un altro percorso, di natura prettamente civica. Si chiama Partecipa in Prima Persona e permette di individuare Eventi e Fiere dedicati all’economia circolare e alla sostenibilità, ma anche di conoscere opportunità di Cittadinanza Circolare: ciclofficilne, orti urbani, ferramenta di quartiere.

Mercato Circolare promuove anche gli eventi nell’ambito dell’economia circolare, come ad esempio conferenze e festival, o quelle iniziative di “cittadinanza circolare” come RigiocattoloReuse With Love e le donazioni di ogetti usati per i più bisognosi.

 

Riduzione degli sprechi: Too Good To Go, l’app contro lo spreco alimentare

Too Good To Go è un servizio che permette a ristoranti, bar, pasticcerie e piccoli/grandi negozi alimentari di ridurre gli sprechi di cibo invenduto o prossimo alla scadenza tramite la creazione di alcune box acquistabili dagli utenti ad un prezzo scontato e da un certo orario in poi.

 

Too good to go
Too good to go, contro gli sprechi alimentari

Basta geolocalizzarsi dall’applicazione e vedere i negozi in prossimità che aderiscono all’iniziativa e prenotare la propria box. È possibile, ad esempio, acquistare una box nei supermercati Carrefour o prenotare dei prodotti di rosticceria dal piccolo alimentari vicino casa evitando, così, lo spreco alimentare e risparmiando sul costo totale dei prodotti.

Connesso ai benefici dello spreco alimentare, viene inoltre stimato da Too Good To Go che per ogni box acquistata si risparmiano circa 2,5kg di emissioni di CO2: dato estremamente interessante in tema di sostenibilità ambientale.

 

Too good to go, contro gli sprechi alimentari
Too good to go, contro gli sprechi alimentari

Insomma: se la tecnologia è uno strumento in grado di abilitare percorsi e modelli di economia circolare, gli smartphone e le app possono far si che tali strumenti siano accessibili davvero a tutti.

 

adattamento da TechEconomy


 

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