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L’industria della moda tra sostenibilità ed innovazione a Maker Faire Rome 2023

Uno sguardo allo scenario, alle sfide e ai progetti innovativi

L’impatto ambientale dell’industria della moda è molto alto e questa evidenza richiede un cambio di rotta rapido. Delle volte, però, il buon esempio arriva dal basso, come è successo con alcuni progetti in mostra a Maker Faire Rome 2023. Scoprili ora!

L’industria della moda si trova davanti a sfide cruciali ed evidenze statistiche riguardo l’impatto ambientale che richiedono un immediato cambiamento di rotta. Sì, perché la fashion industry non è al momento sostenibile. Per citare qualche dato, secondo un rapporto dell’ONU, questa sarebbe responsabile di una percentuale di emissioni globali di CO2 che va dall’8% al 10%. Tra i 4 e i 5 milioni di tonnellate all’anno. In questo contesto, l’unica risposta è accelerare una transizione verso processi, pratiche e prodotti vicini all’ambiente, sostenibili e ad impatto zero.

In questo articolo esploreremo alcuni dettagli dello scenario industriale attuale, analizzeremo alcune delle principali sfide di questo settore e scopriremo alcuni progetti presentati a Maker Faire Rome 2023, alcuni esempi virtuosi di come è ancora possibile concepire una moda intelligente, sostenibile e rispettosa del pianeta.

Una breve sintesi dell’impatto ambientale della moda

La moda contribuisce al cambiamento climatico, è bene tenerlo presente. Per riuscire a capire quanto, basterebbe pensare che, ogni anno, le emissioni di gas serra raggiunte da questo settore sono equiparabili a quelle delle intere economie di Francia, Germania e Regno Unito messe insieme. Per abbattere il suo impatto ambientale, un’interessante ricerca McKinsey rivela che la fashion industry dovrebbe ridurre le proprie emissioni di gas serra portandole a 1,1 miliardi di tonnellate metriche di CO2 entro il 2030. Eppure, i calcoli rivelano che il settore è destinato a raddoppiarle, raggiungendo entro quella data i 2,1 miliardi di tonnellate metriche di CO2, a meno che agisca rapidamente per modificare questa tendenza in crescita. Oltre alle ingenti emissioni di CO2, il settore è anche uno dei principali responsabili dell’inquinamento da prodotti chimici impiegati principalmente nei processi di tintura e conta, inoltre, una quantità di acqua per uso industriale seconda solo all’agricoltura.

Queste sono solo alcune delle problematiche importanti su cui soffermarsi se si affronta questo argomento. Di fatti, si tratta di un settore certamente messo davanti ad una dura verità che, da oggi al prossimo futuro, renderà necessario un ripensamento di processi a 360°.

Alcune sfide da superare: le fragilità globali, il greenwashing e il riciclo

 La fragilità economica globale, le crisi climatiche, la pandemia ed i recenti conflitti hanno creato un quadro generale delicato. Il comportamento dei consumatori è diventato più cauto, prevedendo spesso tagli alle spese, specialmente nell’abbigliamento e negli accessori. Questo richiede alle grandi maison estreme capacità di adattamento ed un aumento indiscusso della credibilità, anche e soprattutto in tema di sostenibilità. Il consumatore non è più disposto ad accettare il greenwashing che, per essere precisi, secondo la Treccani indica una “strategia di comunicazione o di marketing perseguita da aziende, istituzioni, enti che presentano come ecosostenibili le proprie attività, cercando di occultarne l’impatto ambientale negativo”. Questi, infatti, ricercano oggi l’autenticità di azioni concrete per il pianeta da parte dei brand e una reale trasparenza nella comunicazione trasversale.

Un altro tema fortemente discusso è certamente quello dei rifiuti.

A proposito di questo, è interessante citare il sommario esecutivo di Just Fashion Transition 2023, un evento promosso da Confindustria Veneto Est, Sistema Moda Italia e The European House – Ambrosetti.

Secondo i dati raccolti dalla ricerca, in Europa si producono dai 5,2 ai 7,5 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Per intenderci, si tratta di 26 miliardi di capi d’abbigliamento. Ma quanti di questi vengono effettivamente riciclati?Solo tre capi su trentacinque. E quanti di questi trentacinque vengono riutilizzati? Solo uno. La più grande sfida del settore della moda che possiede, tra gli altri, anche il brutto primato di esportare più rifiuti di qualunque altro ambito industriale verso paesi non OCSE, è rendere possibile il riciclo e il riuso su larga scala. Sempre secondo questa ricerca, il riuso consente di evitare fino al 97% delle emissioni di COe di ridurre del 99% il consumo di acqua. Perché non provarci?

Il mondo della moda a Maker Faire Rome 2023

Una soluzione esiste: reinventare l’industria, cercare e trovare il cambiamento in progetti innovativi e virtuosi. Alcuni di questi noi li abbiamo incontrati nel corso di questa stimolante edizione di Maker Faire Rome 2023, durante la quale la moda è stata certamente al centro, indossando però la sua veste più green ed inclusiva.

  1. Acta, la collezione ecosostenibile ispirata agli Etruschi

 La collezione ACTA rappresenta un eccellente esempio di innovazione ecosostenibile nel mondo della moda. Ispirata alla ricca storia etrusca, ACTA unisce sapientemente tradizione e contaminazioni tecnologiche in una visione genderless e contemporanea. Ciò che rende unica questa collezione è la sua forte impronta di inclusività, abolendo la differenza di taglia e attenta ai generi, abbracciando un approccio genderfluid, manwear e womanwear. Ogni capo è realizzato su misura e in edizione limitata. La collezione utilizza materiali ecosostenibili ed è impreziosita da ricami materici e tecnologici grazie all’innovativo impiego della stampa 3D. Il processo creativo si avvale di software all’avanguardia come CLO3D, intelligenza artificiale e stampa 3D, dimostrando l’impegno di ACTA nell’adozione di tecnologie avanzate per una moda sostenibile e all’avanguardia. Il progetto è guidato da Beatrice Bocci: la sua esperienza include una collaborazione con la Maison Gattinoni, contributi a progetti innovativi oltre a numerosi riconoscimenti e premi, culminati con la vittoria del primo premio nella categoria moda alla biennale MArteLive 2022 con la Capsule Collection “Evolution”. ACTA si distingue come un progetto che non solo celebra la moda, ma promuove sostenibilità, innovazione ed inclusività.

  1. Glimoire ci insegna a dare nuova vita agli oggetti rendendoli preziosi gioielli

Glimoire – Gioielli d’altri tempi è un’affascinante creazione di Marco Magliozzi che racconta una storia di rinascita e trasformazione. Nel 2010, dopo una lunga esperienza nel mondo dell’artigianato, Marco ha fondato la sua piccola attività ispirato da un incidente di percorso mentre tentava di riparare un vecchio orologio da polso. L’errore nella riparazione si è rivelato un’illuminazione creativa, spingendo Marco a trasformare quegli ingranaggi danneggiati in autentiche opere d’arte. La filosofia di Glimoire va oltre il semplice recupero degli oggetti del passato: l’obiettivo è dare nuova vita a cimeli antichi reinterpretandoli con nuove forme ed utilizzi, creando accessori tanto originali quanto unici. La lavorazione dei gioielli Glimoire avviene in più fasi ed utilizza metalli semi-preziosi e tecniche artigianali specifiche. Gli oggetti recuperati vengono restaurati e rielaborati con maestria, dando vita a una reinterpretazione della materia stessa.

  1. Krocette e la moda etica

 Krocette incarna un’etica della moda che si basa su principi di sostenibilità, rispetto per gli animali e attenzione all’ambiente. Dal 2019, questa realtà è impegnata a dimostrare che uno stile di vita rispettoso non richiede rinunce, quanto piuttosto decisioni ponderate. Come nuovo brand italiano di accessori vegan ed ecosostenibili, Krocette opera in collaborazione diretta con le eccellenze produttive d’Italia per plasmare creazioni uniche caratterizzate da uno stile innovativo. La loro dedizione alla sostenibilità si riflette nell’uso esclusivo di materiali di origine vegetale, garantendo così prodotti di altissima qualità con un impatto zero sulla salute dell’ambiente e degli animali.

In conclusione, se c’è una cosa certa è che la moda ha molto da imparare ancora e che solo puntando ad una rivoluzione bottom up sarà possibile rovesciare il paradigma attuale. Siamo noi, i consumatori, a dover scegliere in modo ponderato, a dover indirizzare le nostre spese verso realtà che rispettano l’ecosistema nella quale operano e a dover rinunciare a scelte facili. Questi progetti presenti a Maker Faire ce lo hanno ricordato.

 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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