L’innovazione fiorisce nel deserto del Negev

Esplora il deserto del Negev a Maker Faire Rome: scopri in collegamento live come un territorio inospitale è diventato culla di avanguardia tech 

 

“The difficult we do first, the impossible takes a little longer“, David Ben Gurion

Metà del territorio israeliano è occupata dal deserto. L’acqua è stata portata in quest’ambito territoriale non adatto all’agricoltura e l’innovazione tecnologica applicata alla coltivazione ha reso fertili territori prima inutilizzabili. nel deserto del Negev, nella regione meridionale del Paese, sono cosi fioriti un gran numero di centri di ricerca in rapida crescita.

In ciascuno di questi ambienti si lavora alla realizzazione della visione di David Ben-Gurion, il famoso primo ministro israeliano, che immaginava che il futuro del paese dovesse realizzarsi proprio nel deserto. Un territorio inospitale che oggi ospita centrali energetiche, università all’avanguardia nelle scienze umane e naturali, villaggi tecnologici – che spesso discendono da antiche comunità agricole – che conducono ricerche rivoluzionarie e gettano uno sguardo sul mondo a venire. Sono realtà attive sia sul fronte della scienza che nei vantaggi offerti alla società civile, con contributi significativi nei campi degli studi del deserto, dell’idrologia, dell’agricoltura delle terre aride, della tecnologia alimentare e delle energie alternative. 

Una delle frasi più celebri attribuite a Ben Gurion recita “Le cose difficili le facciamo subito, per l’impossibile ci vuole un po’ più di tempo”. Un aforisma quasi profetico, che oggi il network di laboratori, centrali, startup e università in pieno sviluppo nel deserto sta trasformando in realtà.

A Maker Faire Rome potrai scoprirle tutte in diretta, grazie a collegamenti e incontri con i protagonisti. Dal deserto del Negev, live, interviste ed “esplorazioni” nel territorio, alla scoperta di progetti d’avanguardia sociale e tecnologica che distinguono quest’area come una delle più interessanti a livello internazionale.

Ecco il calendario degli appuntamenti dal deserto del Negev dentro Maker Faire Rome 2020:

Venerdi 11 dicembre

10.30 (ora italiana) Il kibbutz Sde Boker, live con Yoni Galiziano

Il kibbutz di Sde Boker è famoso per essere stata la casa di David Ben Gurion, il Primo Ministro di Israele. E’ ora un museo aperto al pubblico. Il kibbutz è un modello di comunità agricola a gestione collettiva, tipico di Israele.

Il Kibbutz di Sde Boker e’ oggi una celebrazione della capacità di Israele di far fiorire il deserto. Il Negev oggi è una regione rigogliosa, disseminata da comunità  e fiorenti aziende agricole.

A sud del kibbutz si trova il campus della Ben Gurion University of the Negev che opsita il complesso degli Jacob Blauestein Institutes for Desert Research (Agriculture and Biotechnology of Drylands; Water Research; Dryland environmental and Energy Research)

Il live permetterà di esplorare gli spazi, visitare la casa e conoscere più da vicino la storia di questo statista e il modello culturale, sociale e scientifico che ha contraddistinto la sua visione e che oggi ritroviamo in questo kibbutz.

 

12.00 (ora italiana) Arava R&D Center, live con Ayalon Gadiel 

Arava Center for R&D: l’Aravà, la regione savanica d’Israele, inizia a Sud del Mar Morto e si estende fino al Golfo di Eilat, lo sbocco di Israele sul Mar Rosso.

Qui, dal 1986, opera l‘Arava Center for R&D, un centro di ricerca guidato da un comitato nel quale sono rappresentanti JNF- Jewsih National Fund, Central Arava Council, Tamar regional council, Agriculture Research Organization (ARO), Agricultural Extension Service (SHAHAM), Plants Council, presidenti di comitati agricoli e presidenti di settore

L‘Arava Institute for Environmental Studies è un istituto di ricerca e studi ambientali leader in Medio Oriente. Ospita programmi accademici accreditati, centri di ricerca e iniziative di cooperazione internazionale incentrate su una serie di problemi e sfide ambientali. L’Istituto Arava offre agli studenti un’opportunità eccezionale di imparare da professionisti di primo piano, formando amicizie e sviluppando competenze che consentano loro di guidare la regione e il mondo nella soluzione delle sfide ambientali più pressanti.

Domenica 13 dicembre

11.00 (ora italiana) Ashalim Project – BrightSource Industries Israel, live con Gil Kroyzer

Nel deserto del Negev, ad Ashalim, sorge la più alta torre solare del mondo (250 mt). Inaugurata nel 2018, in funzione da aprile 2019, sfrutta la sua altezza per occupare poco territorio e utilizza la tecnologia del solare termodinamico per produrre energia elettrica. Rivestita in acciaio inox, la torre è visibile da decine di chilometri di distanza.

L’impianto occupa uno dei quattro lotti di terreno destinati al progetto dal governo, il quale vuole installare negli altri tre altre strutture per la produzione e lo stoccaggio di energia green. Gli Impianti Insieme, costituiranno il più grande progetto di energie rinnovabili di Israele, con una potenza complessiva di 310 megawatt, avvicinando il Paese al suo obiettivo di generare il 10% di elettricità da fonti rinnovabili.

 

12.45 (ora italiana) Off-grid Ketora village, live con Tareq Abu Hammed 

L’Off-Grid Technology Village è in prima linea nell’uso di prodotti e tecnologie off-grid. Il villaggio si trova nel Kibbutz Ketura, ed è un laboratorio destinato a portare le tecnologie off-grid nei mercati in via di sviluppo utilizzando partnership strategiche nei paesi target. Gli impianti off-grid sono impianti di generazione non connessi ad una rete elettrica e che sfruttano degli accumuli di energia.

l villaggio di Ketora è all’avanguardia nelle innovazioni off-grid con la ricerca e lo sviluppo di prodotti e tecnologie. Il villaggio presenta diversi esempi di strutture a basso costo utilizzate per la ricerca e per  soluzioni di prodotto off-grid per esigenze di produzione e utilizzo di energia e acqua anche per l’agricoltura. Offre, inoltre, la possibilità di effettuare test e dimostrazioni per le nuove tecnologie e i nuovi prototipi.  I recenti progetti di ricerca includono: 

  • Forno solare a tubi isolati: un forno solare che utilizza tubi isolati per assorbire l’energia del sole per riscaldare acqua o cibo.
  • Cucina solare: Questa cucina offre un’alternativa sostenibile alla cottura a fuoco aperto che è stata collegata a problemi di salute.
  • Generatore solare: potente e compatto, questo generatore solare può fornire energia per ore ed è durevole, facile da usare e leggero per la portabilità.
  • Pentola di energia: Poichè l’acqua bolle in questa pentola, i telefoni ed altre attrezzature elettroniche si caricano.
  • Sistema di allarme off-grid: Fornisce un sistema di allarme vitale, alimentato a energia solare per prevenire il saccheggio di animali o attrezzature.
  • Biodigestore: Biodigestore di dimensioni domestiche che converte i rifiuti organici e il letame animale in energia utilizzabile per cucinare, riscaldamento, altre esigenze domestiche.

 

15.45 (ora italiana) Negev Vineyards & Rural Communities, live con il prof. Aaron Fait

Come la maggior parte dei deserti, il Negev è di solito associato a sabbia, roccia e cammelli. Eppure questa regione apparentemente arida è anche sede di un certo numero di cantine. Negli ultimi anni, i viticoltori hanno creato una sorta di mini Napa Valley lungo le pendici del Negev.

Sono circa 30 le varietà di uva coltivate nel deserto del Negev, dove il sole batte 300 giorni l’anno e dove si possono toccare punte di 97 gradi il giorno e raggiungere temperature bassissime di notte nei mesi invernali. Contro il clima, Israele sta sperimentando una viticoltura che fa ampio affidamento sulle tecnologie più avanzate. 

“Produrre di più con meno, questo è il nostro obiettivo”. Lo dichiara al New York Times Nafrali Lazarovitch, scienziato del suolo al Blaiustein Institutes of Desert Research nel Negev.

credits: Smithsonian Mag

E c’è tanta Italia in questo deserto italiano. Sono stati tanti gli scienziati e i proprietari di vigenti di Francia, Italia, Slovenia e altre parti d’Europa arrivati da queste parti per capire come le colture possano adattarsi all’imprevedibilità del clima. Tra questo c’è anche Enrico Peterlunger, professore di viticoltura all’Università di Udine. E d’altra parte il via al progetto è arrivato nel 2014 grazie alla società israeliana di irrigazione Netafim e il sostegno dei governi italiano e israeliano. Maggiori informazioni qui 

 

17.00 (ora italiana)  Margalit JVP Cyber Lab, live con Gadi Porat

Margalit Startup City è un progetto di campus creativi per supportare la new business creation attraverso l’offerta di servizi molto variegati alle startup. Il team che supporta Margalit Startup City è composto da esperti nei settori del business, della tecnologia e dei media con anni di esperienza nella costruzione di aziende di successo.

Margalit Startup City Be’er Sheva, al suo interno, è un progetto per identificare, nutrire e costruire la prossima ondata di security data company israeliane. Il JVP Cyber Labs gestisce il primo incubatore di startup sostenuto dal governo e incentrato sulla sicurezza informatica e i big data. Si trova in una posizione strategica nell’epicentro dell’innovazione cibernetica israeliana nel Beer Sheva – che riunisce accademici, multinazionali ed esperti con esperienza dalle unità informatiche d’elite dei militari.

Fondata nel 1993, sotto il famoso programma Yozma dal Dr. Erel Margalit, JVP ha creato e investito in oltre 150 aziende in Israele, negli Stati Uniti e in Europa. La strategia di investimento di JVP è guidata da una profonda esperienza nell’identificazione delle opportunità fin dall’inizio e nella loro crescita in leader globali del settore.

Il team di JVP Cyber si sta attualmente concentrando sulle aziende con vari temi chiave, tra cui il rilevamento e la prevenzione APT, la crittografia, la Cloud Security, l’autenticazione e l’identificazione,l’Industrial Internet, il mobile, il M2M, il Big-data analytics, l’ End-point security e altro ancora.

I partner

La missione diplomatica israeliana mantiene relazioni diplomatiche con la Repubblica Italiana e coordina le attività di tutto il personale del Governo dello Stato d’Israele in Italia. Le relazioni bilaterali comprendono attività politiche, economiche, commerciali, di difesa e sicurezza, culturali e di scambi accademici.

La società italo-israeliana I SAY è attiva da anni nella promozione e nell’interscambio tra startup e aziende italiane ed israeliane grazie alla collaborazione con l’Ambasciata d’Israele in Italia. I SAY è un partner fidato nella comunicazione digitale per conto di alcune delle aziende italiani più prestigiose. Tra i suoi clienti annovera ambasciate, enti del turismo, istituti bancari e società che operano nel campo dell’energia, dei trasporti e delle infrastrutture, con le quali ha costruito una lunga solida collaborazione.

Vieni a conoscere i progetti di sviluppo tecnologico per l’ambiente e la crescita economica sostenibile di Israele a Maker Faire Rome 2020. Dall’11 al 13 dicembre, online su www.makerfairerome.eu

La partecipazione è gratuita.

UNTIL WE MEET AGAIN

 

Maker Faire Rome – The European Edition si impegna da ben otto edizioni a rendere l’innovazione accessibile e fruibile con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, startup e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere il proprio business, in Italia e all’estero.

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COSA È MAKER FAIRE

È la più importante manifestazione sull’innovazione. Un evento ricco di invenzioni e creatività, che celebra la cultura del “fai da te” in ambito tecnologico. È il luogo dove maker, imprese e appassionati di ogni età e background si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte. Riunisce gli appassionati di tecnologia, gli artigiani digitali, le scuole, le università, gli educatori, gli hobbisti, i centri di ricerca, gli artisti, gli studenti e le imprese. Tutti vengono a mostrare le loro creazioni e condividere le loro conoscenze. I visitatori vengono a Maker Faire per “ intravedere” il futuro e trovare l’ispirazione per diventare essi stessi “Makers”.

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