Università e istituti di ricerca: i progetti che hanno conquistato la Maker Faire 2021 con la stampa 3D

ARCHEOLOGIA E FRUIZIONE DEI BENI CULTURALI, TRASFORMAZIONI URBANE E PERFINO UN LAB MOBILE, COSA BOLLE IN PENTOLA

La Maker Faire Rome ha da sempre acceso i riflettori sulle eccellenze in campo tecnologico e innovativo, dando risalto ai progetti delle Università statali e degli Istituti di Ricerca pubblici

 

La Maker Faire Rome è il luogo dove maker, imprese, scuole, università, centri di ricerca, innovatori, artisti e musicisti, appassionati di ogni età si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze e scoperte. Ma è anche un luogo di produzione di innovazione. Ogni anno (e con l’edizione 2021 siamo alla nona) scuole e università si impegnano con tutte le loro forze per inviare progetti alla diverse call ed essere poi selezionati. In particolare la Maker Faire Rome ha sempre acceso i riflettori sulle eccellenze in campo tecnologico e innovativo, dando risalto ai progetti delle Università statali e degli Istituti di Ricerca pubblici. Ecco alcuni dei progetti che vengono proprio da lì e che potrete toccare con mano dall’8 al 10 ottobre.

Nuove esperienze sensoriali per i beni culturali 

Mostrare le possibilità e le potenzialità connesse ad una fruizione allargata del patrimonio culturale attraverso le prospettive offerte dalle nuove tecnologie. Questa la missione del progetto del FabLab del Politecnico di Bari sviluppato in collaborazione con il MArTA (Museo Archeologico Nazionale di Taranto). L’obiettivo è ridurre le distanze tra il patrimonio culturale e i suoi fruitori rendendoli visit-attori e coinvolgendoli in una realtà tangibile tutta da scoprire con un approccio attivo ed intuitivo. I reperti archeologici del MArTA saranno i protagonisti di queste esperienze, attraverso riproduzioni al vero realizzate con l’ausilio delle nuove tecnologie, quali scansione e stampa 3D.

Nuovi percorsi museali. I reperti archeologici del MArTA saranno i protagonisti di queste esperienze, attraverso riproduzioni al vero realizzate con l’ausilio delle nuove tecnologie, quali scansione e stampa 3D. Le riproduzioni potranno così essere utili alla creazione di un percorso museale tattile, allestito accanto a quello tradizionale, dedicato a ciechi e ipovedenti, rendendo accessibili al tatto i valori testimoniali in essi racchiusi e ampliando il concetto stesso di salvaguardia e conservazione di un patrimonio unico e irripetibile. Le esperienze proposte nel progetto sono state oggetto di sperimentazioni già messe in atto dal FabLab Poliba su opere appartenenti al mondo artistico mediante l’applicazione sulle opere riprodotte in 3D di vernici conduttive e schede elettroniche appositamente programmate per attivare contenuti audio di supporto alla descrizione delle opere stesse.

The Live City Information Model 

L’app Live City Information Modeling (LCIM) è stata sviluppata dal gruppo di ricerca AURUS, del Dipartimento di Ingegneria che svolge attività di ricerca e sperimentazione nel campo del governo delle trasformazioni urbane e territoriali e dell’innovazione tecnologica, dei sistemi informativi geografici (GIS), della modellazione digitale della città e del territorio, del Building Information Modeling (BIM) e dell’utilizzo della Realtà Aumentata e Mista per la prefigurazione delle trasformazioni urbane.

L’app nasce con l’obiettivo di dimostrare come le nuove tecnologie possano e debbano essere indirizzate verso processi di pianificazione urbana partecipata, definendo un innovativo e concreto strumento di pianificazione bottom-up capace di riportare i cittadini al centro del processo di pianificazione urbana. Nello specifico, l’app LCIM, attraverso tecnologie di city information modeling integrate con la realtà aumentata, vuole essere uno strumento di prefigurazione urbana in grado di garantire ai cittadini la possibilità, oggi quasi sempre negata, di visualizzare le ipotesi progettuali dei pianificatori e guidare gli esiti della progettazione urbana. 

La sonda spaziale a discesa controllata

Una sonda che viene lanciata da un razzo a circa 700 metri di quota per poi procedere con una discesa controllata. È questo il progetto che Alexander Pontecorvi, team leader del Sapienza Space Team e studente del corso di laurea magistrale in ingegneria spaziale e astronautica, porta alla Maker Faire Rome 2021.

SAPeri&Co.

SAPeri&Co. è un’infrastruttura di ricerca e servizi della Sapienza Università di Roma, nata per promuovere l’eccellenza nella ricerca applicata del più grande Ateneo di Europa e per offrire servizi dedicati ad aziende ed enti esterni. SAPeri&Co. è immaginata secondo un modello a hub, che collega numerosi laboratori e competenze presenti in Ateneo con un nodo centrale che ha sede all’interno della Città universitaria.

Almalabor

Almalabor è uno spazio, curato da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, dove i saperi si contaminano per far maturare competenze utili a sviluppare nuove idee imprenditoriali. AlmaLabor è sia un Maker Space, un laboratorio di prototipazione per realizzare i prototipi idee d’impresa, che uno spazio di Coworking e formazione. Si rivolge a studenti, docenti, start-up e spin-off con determinati requisiti e offre loro l’opportunità, non solo di lavorare in team e creare prototipi, ma anche di accedere a formazione e supporto. Lo spazio ospita, inoltre, percorsi di formazione, momenti di sensibilizzazione e mentoring mirati a supportare l’avvio di progetti innovativi e la strutturazione dell’idea di business prima di essere presentata sul mercato.

ApeLab, il fablab mobile

ApeLab è un FabLab mobile, un laboratorio sperimentale itinerante per l’innovazione sociale al servizio della comunità territoriale in grado di attivare processi di apprendimento formale ed informale, co-progettazione creativa e innovativa e empowerment in chi lo frequenta. Apelab si è sviluppato come il progetto di una dottoranda del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento, realizzato anche come final project della FabAcademy (seguita presso OpenDot, Milano).  

Creare una rete. L’obiettivo del progetto ApeLab è creare una rete sul territorio della Provincia di Trento, e in futuro anche oltre, che si occupi di realizzare attività di divulgazione scientifica/tecnologica per la cittadinanza, con particolare attenzione ai/alle giovani fra 10 e i 25 anni. Di fronte ad un clima di sfiducia generale, disgregazione sociale e ad una percezione del cittadino come soggetto passivo senza possibilità di un reale impatto sul territorio, questo progetto può contribuire ad incentivare l’empowerment dei cittadini e, di conseguenza, la sussidiarietà orizzontale e la cittadinanza attiva, mettendo a disposizione dei cittadini strumenti di sperimentazione, innovazione e creatività ed uno spazio di incontro, come spazio che rende “possibile”. 

Le pigne e la stampa 4D

Imitando le proprietà igromeccaniche delle pigne che reagiscono al cambio di umidità nell’aria, la sperimentazione messa in campo dalla Designer Elisa Nicolia fa uso della stampa 4D per la programmazione di composti naturali igromorfici: la trasformazione di tali moduli viene è integralmente inserita all’interno dell’architettura stampata grazie al controllo e al design della direzione di stampa e al metodo di fabbricazioni e di assemblaggio del legno (strato attivo) e della vetroresina (strato passivo). Questa sperimentazione prevede una potenziale applicazione in campo architettonico per membrane e sistemi di copertura.

Spectrafood

Il progetto Spectrafood prevede la realizzazione di un dispositivo portatile che integra spettroscopie multimodali (spettroscopia di fluorescenza, riflettanza diffusa nel visibile e nel vicino infrarosso) per la caratterizzazione della qualità delle materie prime alimentari, come cereali e farine. Il progetto è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFN e CNR-ISM), Sapienza Università di Roma e Università di Roma Tor Vergata che si occupano di ottica, spettroscopia e chimica.

Tecniche avanzate di stampa 3D

Dispositivi per applicazioni di terapia protonica ottenuti con tecniche avanzate di stampa 3D. Si muove in questo ambito il gruppo di lavoro composto da Francesco Tommasino, Chiara La Tessa, Emanuele Scifoni, Marco Schwarz, Stefano Lorentini, Matteo Perini, Giorgio Cartechini, Remo Cristoforetti, Andrea Eccel. L’obiettivo primario del progetto è di implementare oggetti realizzati con Additive Manufacturing e 3D-printing in un contesto clinico e di ricerca.

 

fonti: makerfairerome.eu 

foto di copertina: makerfairerome.eu 

 

 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Innova Camera, si impegna da ben otto edizioni a rendere l’innovazione accessibile e fruibile con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, startup e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere il proprio business, in Italia e all’estero.

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