Biobeats: tecnologia e respirazione diaframmatica contro la tensione quotidiana

Wearable per monitorare lo stress + strategie per sconfiggerlo. Tutti i segreti di questa startup.

 

La storia di BioBeats, una realtà aziendale tutta italiana che si è imposta all’attenzione internazionale, è quella di un sogno che si realizza grazie alla tenacia e alla dedizione. BioBeats è in grado di misurare il livello di stress con lo smartphone. Tramite la semplice respirazione diaframmatica è in grado di combattere la tensione quotidiana.

Un bisogno fondamentale

L’evoluzione tecnologica ha sempre avuto come massima fonte di motivazione l’obiettivo di migliorare la vita umana. Questo non solo da un punto di vista meramente fisico, ma anche da uno fisiologico. Sulla base di quest’ultima premessa è nata BioBeats, la cui mission non e’ soltanto quella di calcolare il livello di stress ma anche, e soprattutto, di intervenire per abbassarlo e insegnare a sconfiggerlo.

biobeats stress
(foto: Pxhere)

 

Da spin off universitario al mondo

Nata come spin off dell’Università di Pisa, Biobeats è ormai un’azienda internazionale a tutti gli effetti, con sedi in California, nella Silicon Valley – per sviluppare il business americano, a Londra – come punto di riferimento per i clienti ed infine a Pisa, come punto di ricerca e sviluppo.

In origine, fondamentale è stata la collaborazione tra Davide Morelli e Davide Plans, entrambi interessanti nella ricerca della fusione fra intelligenza artificiale e musica con fini benefici. Idee, ricerche e progetti si concretizzano e prendono forma nell’attuale BioBeats solo più tardi, grazie all’incontro con l’imprenditore Nadeem Kassam. Da questa collaborazione, nasce un’azienda il cui focus è quanto mai in linea con le necessità del mondo moderno: preservare il benessere mentale – e di conseguenza fisico – in una quotidianità che ci sottopone a livelli di stress costante.

 

Biobeats stress
App e dispositivo indossabile Biobeats (foto: Biobase)

 

Grazie all’app BioBase e ad un dispositivo indossabile, messi a punto da Biobeats, i dipendenti possono tenere sotto controllo il propri parametri fisici (qualità del sonno, attività cardiaca e stress) rilevando le criticità e progettando strategie per superarle.

Data la sua mission, Biobeats è divenuta una realtà particolarmente adatta al mondo imprenditoriale: non è un segreto che lo stress dei dipendenti, oltre ad aumentare considerevolmente i fattori di rischio per diverse malattie, comprometta anche la produttività al punto da essere diventato un aspetto su cui i datori di lavoro sono costantemente concentrati.

Un nuovo progetto: Pulse

Può la tecnologia adattarsi allo stato fisiologico delle persone? È possibile creare esperienze multimediali coinvolgenti, capaci di migliorare lo stile della vita, partendo dai dati biometrici? È il progetto a cui sta lavorando ora BioBeats, che con la app “Pulse” ha attirato anche l’interesse dei big del mondo dello spettacolo, tra cui Will Smith.

BioBeats: una vera filosogia contro lo stress

«Pulse è un esperimento in cui otteniamo il battito cardiaco dell’utente usando la telecamera dello smartphone – spiega Davide Morelli, co-fondatore di BioBeats.  Con la nostra tecnologia riusciamo a generare musica in tempo reale, sincronizzata col cuore”.

 

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Davide Morelli, co-founder

Più che un’azienda, Biobeats è quindi un percorso verso il benessere, che mira a contrastare le influenze ansiogene della vita quotidiana ristabilendo un rapporto proficuo tra mente e corpo.

L’acquisizione da parte di HUMA

A maggio 2020, BioBeats è stata acquisita da Huma  azienda che sviluppa sistemi di monitoraggio remoto dei pazienti, sviluppa nuovi biomarker per favorire l’individuazione precoce di problemi di salute, e sistemi di terapia digitale. Ha al suo attivo collaborazioni con NHS, l’ospedale John Hopkins, Bayer, Johnson and Johnson, Tencent e molti altri.

Con l’acquisizione, BioBeats porterà le sue competenze in biomarker fisiologici e psicologici e digital therapeutics in Huma. La mission di BioBeats si sposa perfettamente con quella di Huma, e insieme stanno lavorando per creare sistemi di medicina preventiva, sviluppando biomarker digitali che si avvantaggiano di tecnologie wearable.

 

Resta in contatto con BioBeats qui.


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