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Ripulire gli oceani? Ci pensano i pesci-robot mangia plastica

Ricercatori cinesi hanno ideato robot biocompatibili dalle sembianze di piccoli pesciolini in grado di ingerire microplastica e ripulire gli ambienti acquatici

 

Quello delle microplastiche è un problema sempre più comune che sta inquinando i nostri oceani e mettendo a rischio interi ecosistemi, compresa la nostra salute.

Come si può intuire dal nome, le microplastiche sono dei minuscoli pezzi di materiale plastico, solitamente inferiori ai 5 millimetri che, in base alla loro origine, si dividono in due categorie: quelle primarie, fabbricate intenzionalmente per essere aggiunte ad alcuni prodotti, come cosmetici, o derivanti da prodotti plastici come indumenti sintetici e pneumatici; e quelle secondarie che derivano dallo sgretolamento di bottiglie, sacchetti e altri oggetti di plastica dispersi nell’ambiente e non smaltiti correttamente.

La plastica è pericolosa per l’uomo e altre specie animali

L’esposizione dell’uomo alle microplastiche può avvenire in diversi modi: attraverso l’alimentazione, si stima infatti che il 15%-20% delle specie marine che mangiamo sono contaminate, per inalazione o per assorbimento cutaneo.

Indipendentemente dalla modalità con cui veniamo a contatto, le microplastiche sono dannose, la loro struttura porosa è in grado di attirare sostanze nocive come i metalli pesanti che ne amplificano la tossicità rendendole ancora più dannose per il nostro corpo rispetto alla plastica ordinaria.

La ricerca dell’Università di Sichuan

Un team di scienziati cinesi della Sichuan University, guidati da Xinxing Zhang, ha sviluppato un progetto che potrebbe aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento da micro-plastiche.

Si tratta di robot miniaturizzati di appena 1,3 cm, simili a piccoli pesciolini, realizzati con un materiale ispirato alla madreperla delle conchiglie e biocompatibile. Questo rende i micro-robot flessibili, resistenti e non nocivi nel caso in cui vengano ingeriti da altre specie marine.

Si attivano con la luce, tramite brevi impulsi laser, e si muovono in modo direzionale. Questa è una caratteristica molto importante perché permetti di evitare possibili schianti contro altri pesci o navi. Il materiale, inoltre, è in grado di auto-ripararsi se danneggiato, mantenendo intatta la capacità di catturare gli inquinanti.

Grazie alla flessibilità e alle dimensioni ridotte, questi piccoli pesci-robot sono già in grado di raggiungere gli spazi più profondi ed ostici dei fondali marini, eliminando la microplastica anche nei punti più inaccessibili.

Pesci-robot: molte altre applicazioni possibili

I ricercatori cinesi hanno dichiarato che l’obiettivo iniziale di questi micro-robot è quello di raccogliere microplastiche sia in superficie che ai livelli più profondi e fornire informazioni sul livello di inquinamento.

Ma questi minuscoli pesciolini potrebbero essere impiegati anche in molti altri ambiti come in operazioni biomediche o pericolose, o potrebbero essere immessi nel corpo per eliminare malattie. Insomma, le possibili applicazioni sono molteplici e c’è ancora ancora tanto da scoprire e sperimentare.


 

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