Reinventare per la sostenibilità: indumenti probiotici

Il design gioca un ruolo chiave nella sostenibilità, con soluzioni insolite: come quella di indumenti probiotici attivati dal sudore

 

La crisi climatica ci costringe a ripensare a come mangiamo, come ci vestiamo e come consumiamo in generale. Per fortuna, molti designer e ricercatori si approcciano al tema rivolgendosi al mondo naturale per sviluppare soluzioni tecnologiche sostenibili.

Dal cemento resistente alle inondazioni alle scarpe realizzate con gomme da masticare scartate, ti presentiamo ogni settimana alcuni dei nostri prodotti preferiti, tutti eco-consapevoli, che possono aiutarci a costruire un futuro migliore.

Indumenti probiotici attivati ​​dal sudore

Sappiamo che i batteri probiotici fanno bene alla salute dell’intestino, ma forse è meno noto che sono benefici anche per la nostra pelle.  Questa è l’idea alla base di Skin II, una collaborazione tra la designer Rosie Broadhead e il microbiologo Christopher Callewaert per una linea di abbigliamento che incapsula batteri probiotici nelle fibre degli indumenti, che si attivano quando sudiamo.

Una soluzione che elimina la necessità di trattamenti chimici dei tessuti, è altamente igienica ed è decisamente più naturale per il corpo.

foto: courtesy Skin II

Batteri: amici del corpo

Tutto parte dall’analisi della nostra pelle e dei milioni di microrganismi che, sebbene invisibili ad occhio nudo, sono naturalmente presenti su di essa. Essenziali per l’equilibrio naturale del nostro corpo, lo sviluppo di queste cellule è ‘aiutato’ dalla tecnologia probiotica intessuta nelle fibre dei capi Skin II.

Invisibili a occhio nudo, i nostri corpi ospitano milioni di microrganismi. Le condizioni ottimali della pelle dipendono dai batteri o microbi probiotici che vivono sui nostri corpi.

Il bioma della nostra pelle è modellato dal nostro ambiente naturale e ciò che indossiamo e accanto alla nostra pelle ha un impatto diretto sui nostri corpi. I prodotti cosmetici e le finiture dei tessuti sugli indumenti possono contenere sostanze chimiche tossiche, che interrompono la diversità dei batteri che vivono sulla nostra pelle.

foto: Michael Schiffer via Unsplash

Il concept ‘Skin II’

“Skin II” esplora i vantaggi dell’incapsulamento dei batteri probiotici nelle fibre degli indumenti. Questi si attivano quando entrano in contatto con l’umidità sulla nostra pelle, quindi i probiotici sono strategicamente posizionati in punti chiave del capo, corrispondenti alle zone nelle quali si forma il sudore. I batteri vengono attivati dal nostro stesso sudore, producendo un effetto deodorante e riducendo notevolmente i cattivi odori corporei. Inoltre, il tessuto cosi infuso di probiotici stimola il rinnovamento cellulare della nostra pelle e rafforza il suo sistema immunitario.

Un modo per legare insieme abbigliamento e benessere, il tutto in una logica sostenibile, dato che il concept Skin II richiede lavaggi in lavatrice meno frequenti rispetto a un capo classico. Cosa si potrebbe chiedere di più?

Hai anche tu un progetto innovativo di moda tech e/o sostenibile che ti piacerebbe presentare alla X Edizione di Maker Faire Rome? La Call for Makers, la Call for Schools e la Call for Universities & Research Institutes di #MFR2022 sono aperte: candida la tua proposta entro il 26 giugno!

fonti: BBC I Skin II

Immagine di copertina: courtesy of Skin II 


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma e organizzata dalla sua Azienda speciale Innova Camera, si impegna da ben nove edizioni a rendere l’innovazione accessibile e fruibile con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, startup e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere il proprio business, in Italia e all’estero.

Seguici, iscriviti alla nostra newsletter: ti forniremo solo le informazioni giuste per approfondire i temi di tuo interesse