La produzione di caffè genera tanto metano quanto 10 milioni di automobili ogni anno – ma c’è una soluzione

La startup di due studenti vietnamiti in Finlandia ‘chiude il cerchio’ della sostenibilità producendo scarpe da ginnastica da fondi di caffè

 

I finlandesi consumano più caffè pro capite di qualsiasi altra nazione al mondo, secondo l’Organizzazione internazionale del caffè. E con tutti quei chicchi profumati arriva, però, anche una montagna di scarti. Ben 14.380.600 tonnellate all’anno, che equivalgono al 13% per cento dei rifiuti alimentari annuali della Finlandia. Il caffè è superato soltanto da frutta e verdura nella quantità di scarti prodotti.

Non dovrebbe sorprendere, quindi, che una startup nata proprio in Finlandia abbia pensato di utilizzare i fondi di caffè per produrre scarpe.

L’azienda si chiama Rens e ha creato una scarpa da ginnastica impermeabile realizzata con scarti di caffè e bottiglie di plastica riciclate. È un tentativo di ridurre l’impatto ambientale dei fondi di caffè usati, che emettono tanto metano quanto dieci milioni di automobili ogni anno.

foto: Pixabay

I rifiuti: un problema globale, anche quando si parla di caffè

Il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature globali potrebbero causare una carenza globale di caffè nei prossimi decenni. Mentre si prevede che la domanda globale di caffè raddoppierà entro il 2050, la coltivazione del caffè sta diventando sempre più difficile, con il cambiamento climatico che colpisce le piantagioni di tutto il mondo.

Uno studio recente indica che i coltivatori di caffè in Colombia, il terzo produttore mondiale di chicchi di Arabica, potrebbero incontrare significative implicazioni ambientali tra il 2042 e il 2061. A causa dell’aumento delle temperature, le aree della Colombia che attualmente sono i principali luoghi di coltivazione del caffè potrebbero presto essere troppo calde per la sopravvivenza di queste piante. Gli arbusti del caffè sono, infatti, incredibilmente sensibili alle condizioni meteorologiche imprevedibili, che influiscono sia sulla quantità che sulla qualità dei chicchi che possono essere prodotti. E’ facile immaginare gli effetti – negativi – a catena che questa situazione può scatenare, soprattutto per i 125 milioni di persone che dipendono dalla produzione di caffè per il loro sostentamento.

È improbabile che l’amore del mondo per il caffè svanisca, quindi è fondamentale trovare il modo di riciclare, rinnovare e riutilizzare i suoi sottoprodotti. Ciò potrebbe ridurre l’accumulo di gas metano e diminuire il contributo del caffè all’aumento delle temperature globali. È qui che entrano in gioco progetti brillanti, come quello di Rens.

foto: Diego Catto via Unsplash

Una soluzione praticabile: Rens

Rens è la “pazza idea” di due studenti vietnamiti. Bao Khanh si è trasferito in Finlandia nel 2011 per studiare economia e logistica internazionali, mentre Hoang Son ha iniziato a studiare IT in Finlandia tre anni dopo. La coppia aveva già vinto il Finland Summer Startup Contest nel 2016 con il progetto Factory Finder, una piattaforma online che collega i marchi di moda europei con le fabbriche vietnamite.

“Abbiamo iniziato a pensare a Rens quando ci siamo effettivamente resi conto che solo il cinque per cento dei rifiuti di caffè nel mondo viene riciclato“, afferma il CEO di Rens, Jesse Tran. “I rifiuti di caffè sono rifiuti organici ma producono molto metano, che è 32 volte più potente della CO2. Quindi quello che facciamo è semplicemente estendere il ciclo di vita del prodotto, cercando di chiudere il cerchio della sostenibilità”.

Rens ha lanciato il suo primo paio di scarpe – 100% impermeabili e inodore – in Cina nel 2019. L’azienda ha ottenuto un grande sostegno dal governo finlandese, ma quando è scoppiata la pandemia di Covid-19, il duo vietnamita ha deciso di trasferirsi tutta la produzione in Vietnam e quella decisione è stata sicuramente brillante. Oltre alla sede dell’azienda a Helsinki, Rens Original si è ampliata con un ufficio di rappresentanza e ricerca & sviluppo proprio in Vietnam, a Ho Chi Minh City

Le scarpe Rens sono ora disponibili in più di 100 paesi, con i mercati più grandi negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi e nel Nord Europa. Un paio del modello più recente costa 96 euro, un prezzo perfettamente allineate a quelli praticati da altri grandi marchi con, in più, questo bonus di sostenibilità che fa sentire parte di un progetto collettivo importante.

foto: Rens

Cosa c’è in un paio di scarpe Rens?

Un paio di scarpe “Original” di prima generazione di Rens contiene 300 grammi di scarti di caffè, l’equivalente di 21 tazze.

“Dopo aver bevuto il caffè e gettato via i fondi di caffè, lo mescoliamo effettivamente con pellet di plastica riciclati ricavati da bottiglie d’acqua usate”, spiega Tran. “Quindi creiamo qualcosa chiamato filato di poliestere di caffè. La maggior parte della tomatia delle nostre scarpe è realizzata con questo materiale”.

“Nel mercato, i prodotti sostenibili sono molto popolari. il problema è che, spesso, quei prodotti non sono pensati per un mercato giovane; abbiamo voluto coinvolgere anche questa fascia di popolazione nella lotta al cambiamento climatico e abbiamo voluto farlo in modo cool. Rens non impartisce lezioni, non chiede la rivoluzione: la fa con le scelte di ogni giorno, senza togliere ma, anzi, aggiungendo esperienza positiva”, afferma il co-fondatore e CTO Son Chu.

Compensazione delle emissioni

Nel tentativo di creare un prodotto veramente ‘neutrale’ dal punto di vista climatico, Rens afferma anche di compensare tutte le emissioni dalla produzione, imballaggio e distribuzione dei suoi prodotti.

Rens sta ora valutando di esplorare la possibilità di diversificare la produzione ed espandersi verso altri prodotti del segmento apparel. “Qualunque prodotto realizziamo, vorremmo applicare la stessa formula e produrlo con materiali risultanti dalla lavorazione di scarti e rifiuti”, afferma Tran. “Potrà essere di nuovo caffè, o qualcos’altro, ma quella è la nostra visione”.

Che si tratti di un paio di scarpe da ginnastica, una t-shirt o un maglione, una cosa è certa: i rifiuti di caffè stanno meglio decisamente meglio nel nostro guardaroba che in discarica!


 

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