Emanuele Vita, specializzato nella coltivazione “fuori suolo”, ha rivoluzionato il modo di fare agricoltura grazie all’agritech

Una bella storia d’innovazione dalla Sicilia tra uva, albicocche e tecnologia

 

Maker Faire Rome si occupa da anni di diffondere le conoscenze sulle innovazioni nel mondo della tecnologia e le storie d’innovazione che vi sono alle spalle, e tra queste vi è quella di Emanuele Vita e GEVA, con la sua agricoltura “fuori suolo”.

 

Vitigno Fonte: JillWellington / Pixabay

 

  • L’innovazione agricola in Sicilia

 

Emanuele Vita di Geva è uno dei pionieri dell’innovazione agricola in Sicilia. Come ben sappiamo, l’innovazione agricola è oggi legata al processo in base al quale agricoltoriscienziati e aziende portano nuovi prodotti o rivoluzionano processi di produzione già esistenti per aumentare l’efficacia delle tecniche di raccolto, aumentare la competitività tra le aziende, implementare la resilienza del suolo e promuovere la sostenibilità ambientale contribuendo alla produzione di cibo sicuro da ogni punto di vista, allo sviluppo economico e migliorando la gestione delle risorse naturali. 

Con Geva, Emanuele Vita ha scelto di puntare alla coltura fuori suolo e, grazie a sofisticati sistemi di serre riesce a produrre frutta di prima qualità. Con l’arrivo della pandemia sul mercato e la scarsità di lavoro sui campi, la qualità della frutta poteva essere ridotta. Emanuele però ha deciso di combattere questa evenienza grazie a un sistema di coltivazione delle albicocche in serra in un mix tra tecnologia innovativa e principi agronomici. 

 

  • La coltivazione “fuori suolo”

 

Innovazione, dicevamo. Lo scatto decisivo verso una produzione differente da quella tradizionale è arrivata negli anni duemila, quando Geva – che coltivava uva da tavola e ortaggi in maniera convenzionale – messa in difficoltà dai prodotti che arrivavano dall’Africa ha deciso di intraprendere una strada diversa. “Abbiamo puntato sull’innovazione, con tecniche produttive che i Paesi in via di sviluppo non riescono a percorrere – spiega Emanuele Vita e poi su una qualità molto elevata”.

 

Fonte: alohamalakhov / Pixabay

La cosa più interessante che ci consente questa tecnica di coltivazione, è che arriviamo prima di tutti sul mercato: quest’anno siamo partiti il 20 maggio con l’uva Vittoria e il 15 giugno con la Red Globe. Un fuori calendario che ci consente di anticipare i tempi, ma con un prodotto di grande qualità”. Geva è la prima azienda agricola al mondo ad aver coltivato l’uva da tavola fuori suolo. 

 

  • Innovare un mestiere antico, anche nei modelli di business

 

L’innovazione di Geva si è tradotta, oltre che nella coltivazione di uva fuori suolo, anche in quella di albicocche sotto serra, sempre fuori suolo.

Le serre dedicate alle albicocche di Geva sono completamente automatizzate, provviste di finestre ad apertura e chiusura automatica che capiscono autonomamente quando le piante hanno bisogno di calore. Le piante, inoltre, non sono piantate in maniera intensiva ma sono posizionate secondo il modello detto a Y trasversale, nel quale l’albero da frutta forma una sorta di siepe e questo crea una competizione positiva tra le piante ed è un ulteriore aiuto a precocizzare.

 

Fonte: djacoby / Pixabay

 

Le piante sono infatti posizionate in modo inclinato, rispettivamente verso destra e sinistra, così che possa venire a crearsi una sorta di interazione fra loro e possano, quindi, entrare in competizione. Ciò accade in natura perché anche gli alberi, da organismi viventi, sentono in qualche modo la competizione “radicale” con la pianta vicina.

Quello di Geva è dunque un sistema che incentiva questa gara ma, allo stesso tempo, nutre entrambe le piante che, in questo modo, producono albicocche più precoci (le albicocche maturano circa sessanta giorni prima del previsto) e di qualità sopraffina. Prima della pandemia, ciò faceva sì che le albicocche arrivate nelle piccole botteghe fossero più costose di quelle che tipicamente arrivano verso maggio o giugno.

 

Fonte: aziendaagricolageva.it

 

Con l’arrivo del COVID-19, però, i consumatori hanno preferito, soprattutto per comodità, l’acquisto in supermercati piuttosto che nelle botteghe indipendenti di ortofrutta e ciò ha motivato Geva a sviluppare un altro piano di attacco, puntando sulla riduzione della precocità e sull’abbassamento del calibro del prodotto per andare incontro al consumatore, nel tentativo di non sacrificare la propria idea di prodotto sostenibile e innovativo. Naturalmente, sempre con la speranza che si possa tornare alla situazione precedente alla pandemia, più vantaggiosa per tutti.

Emanuele Vita e Geva sono stati presenti all’edizione online di Maker Faire Rome 2020 per raccontarci la storia dell’azienda e l’innovazione che questa famiglia ha portato nell’agricoltura, e sulla nostra tavola. 


 

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