Un milione e mezzo alla ricercatrice che aiuta i bambini con disabilità visiva

Un milione e mezzo di euro dall’europa alla ricerca per i bambini con disabilità visiva

Con il suo progetto “MYSpace”, la ricercatrice identifica nuovi metodi educativi per i bimbi con disabilità visiva

“Non ho vissuto nessuna esperienza in prima persona, ma nei miei studi mi sono sempre concentrata sulla visione, chiedendomi cosa succedesse qualora mancasse”. In particolare nel caso dei bambini, “analizzandone lo sviluppo nei primi anni di vita”.

Monica Gori, 40enne ricercatrice nelle neuroscienze, è una delle vincitrici degli Starting Grant concessi dallo European Research Council (ERC). Un milione e mezzo di euro andranno per un progetto che porterà a dispositivi per migliorare l’orientamento nello spazio dei piccolissimi con disabilità visiva

Monica Gori: un po’ di biografia

Monica Gori è a capo dell’Unit for Visually Impaired People (U-VIP) dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, dove si dedica allo studio delle capacità percettive sensoriali nei bambini con e senza disabilità, per sviluppare tecnologie educative e di riabilitazione.

Con una laurea in psicologia all’Università di Firenze, la dott.ssa Gori ha lavorato per alcuni anni nel dipartimento di Neuroscienze del CNR a Pisa, per poi ottenere il dottorato in Humanoid technologies all’Università di Genova. Nel 2012 riceve i premi Technology Review Under 35 Innovator Italia e Smart Cup Liguria nel 2015.
 
E’ stata coordinatrice scientifica di due grandi progetti europei, ABBI  – che avevamo già presentato anche a Maker Faire Rome, in una precedente edizione – e WeDraw, volti alla realizzazione di nuovi metodi per migliorare le abilità spaziali e cognitive nei bambini senza e con disabilità visiva.
 
 
 
Il sistema ABBI (che sta per Audio Bracelet for Blind Interaction comprende un braccialettosonoro da utilizzare nella fase di riabilitazione, che permette di associare ai movimenti un feedback acustico, dando la possibilità ai bambini con disabilità visiva di percepire i propri movimenti nella maniera più appropriata, al pari dei bambini senza disabilità visiva (che sfruttano l’associazione visuo-motoria per sviluppare le competenze spaziali). Il sistema comprende anche un kit (da qui ‘K’) per la misurazione delle competenze spaziali, da utilizzare nella fase di valutazione prima e dopo la riabilitazione.
Nel video, è persino più semplice e immediato da comprendere:
 

 

Qui, invece, puoi scoprire WeDraw direttamente dalla voce della dottoressa Gori:

 

“MySpace”: aiutare i bambini con problemi di vista a orientarsi nello spazio

Il finanziamento da parte di ERC consentirà alla dottoressa Gori di sviluppare una nuova area di ricerca che collega lo sviluppo del bambino, la disabilità visiva e la riabilitazione, a partire dalla comprensione della rappresentazione spaziale nel cervello dai primi mesi di vita fino all’adolescenza.

Il suo progetto di ricerca, chiamato MYSpace, mira a identificare i periodi di sviluppo specifici in cui l’esperienza visiva è cruciale per stabilire associazioni multisensoriali tra la visione e altre modalità e come questo processo è influenzato nei bambini e adolescenti non vedenti. Di conseguenza, sarà possibile identificare nuovi metodi formativi per ripristinare le rappresentazioni spaziali nei bambini con disabilità già entro il primo anno di età.
 

Il riconoscimento da parte dello European Research Council (ERC)

Oggi con il suo team lavora negli ospedali per supportare la riabilitazione visiva pediatrica. A settembre 2020 è stata insignita di uno dei massimi premi nell’ambito della ricerca, lo Starting Grant’ dello European Research Council (ERC) destinato ai più promettenti progetti scientifici. La cifra è consistente: un milione e mezzo di euro.

L’obiettivo, prosegue Gori, “è creare dispositivi per aiutare i più piccoli con deficit visivi a non perdere aspetti della crescita come il gioco, il camminare o il correre”. Metterli nelle condizioni di muoversi nello spazio pur non disponendo della vista, e intervenendo quando lo sviluppo del cervello è ancora embrionale. La vista “fa da colla tra udito e tatto verso lo spazio che ci circonda”, ad esempio per prendere un cellulare che sta squillando. Esistono mappe cerebrali, “ma nei non vedenti dalla nascita non è chiaro come le coordinate fornite da udito e tatto possano essere messe insieme”. Ed è questo che si andrà a studiare.

Tutta ‘colpa’ della psicologia

Per Monica Gori, tutto è iniziato con la psicologia o, meglio, con una sua branca sperimentale chiamata psicofisica. “Si occupa di studiare i modelli cerebrali per poi applicarli ai robot e sviluppare nuove tecnologie per la riabilitazione”, spiega la dottoressa, che poi si avvicina alle neuroscienze con un PhD in tecnologie umanoidi al Cnr di Pisa. “Con l’ingegneria potevo applicare con più facilità ciò che studiavo” commenta. In seguito il trasferimento a Genova. Nel percorso conosce i professori Giulio Sandin e a David Burr, “i mentori che mi hanno insegnato a ragionare”.

Cos’è lo Starting Grant

Il premio ERC è il coronamento di anni di ricerca. Si rivolge a ricercatori di qualsiasi nazionalità, leader emergenti della ricerca, con 2-7 anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato.

L’obiettivo principale è quello di sostenere l’ecellenza, potenziando il dinamismo e  la creatività della ricerca europea “di frontiera”. La “ricerca di frontiera” è  orientata al conseguimento di progressi fondamentali alla “frontiera” della conoscenza e oltre. L’obiettivo strategico del finanziamento ‘Starting Grant’ è, quindi, quello di supportare progetti di ricerca ad alto rischio. Allo ‘Starting Grant’ si affiancano altri capitoli di finanziamento, che impattano su progetti di diversa maturità e caratteristiche:

  • Consolidator Grant (CoG): è destinato a ricercatori di qualsiasi nazionalità con 7-12 anni di esperienza maturata dopo il conseguimento del dottorato di ricerca (o di un altro titolo equipollente) e con un curriculum scientifico molto promettente
  • Advanced Grant (AdG): permette a leader della ricerca eccezionali e affermati di qualsiasi età e nazionalità di portare avanti progetti innovativi e ad alto rischio in grado di aprire nuove direzioni nei loro rispettivi campi di ricerca e in altri settori
  • ynergy Grant (SyG): promuove progressi sostanziali nella frontiera della conoscenza e incoraggiare nuove linee produttive di ricerca nonché nuovi metodi e tecniche. È destinato a gruppi costituiti da un minimo di due e da un massimo di quattro ricercatori principali
  • Proof of Concept (PoC): Mirano a garantire il collegamento tra ricerca di base e mercato.

 

 

 
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