Negli USa, approvato un piano per l’ammodernamento delle infrastrutture

E’ convinzione che le disuguaglianze siano fortemente influenzate dalle infrastrutture, e i dati aiutano a dimostrarlo.

Un piano di investimenti da 2mila miliardi di dollari, “unico in una generazione”, che vuole modernizzare le infrastrutture fisiche d’America, creando “la più resiliente e innovativa economia del mondo”. Lo ha presentato Joe Biden alcune settimane fa. Il piano, chiamato American Jobs Plan, mira a ricostruire 20mila miglia di strade americane e prevede una serie di misure per affrontare la crisi climaticaattenuare le diseguaglianze e rafforzare la competitività americana nel mondo. 

“È un investimento potente sull’America, che non è più stato fatto dai tempi della costruzione del sistema di Interstate Highways e della corsa nello spazio”. Gli investimenti dovrebbero distribuirsi su un periodo di otto anni e “produrre milioni di nuovi posti di lavoro”, ha spiegato Biden.

A questo progetto, che punta a rivoluzionare le infrastrutture fisiche d’America, ne dovrebbe seguire nel giro di qualche settimana un altro, sempre del valore di 2mila miliardi di dollari, focalizzato sulle “infrastrutture umane”: sanitàeducazionecongedi parentali, assistenza per i minori. Quattromila miliardi complessivi quindi, che sono anche una scommessa sulla capacità del governo di orientare le dinamiche economiche e i processi di trasformazione sociale.

Infrastrutture, disuguaglianza, crescita

lo stato delle infrastrutture in America è un problema: negli Stati Uniti 6 miliardi di galloni di acqua vengono persi ogni giorno per lo stato disastroso del sistema idrico, il 43% della rete stradale è, dati di un’agenzia del governo federale, in “condizioni estremamente mediocri”, oltre 30mila miglia di dighe e argini non sono soggette a controlli e standard di sicurezza. Ma le infrastrutture servono a Biden anche e soprattutto per affrontare le questioni dei cambiamenti climatici, della diseguaglianza, dell’ingiustizia razziale. 

Non solo America, però: recenti studi hanno esaminato la dotazione infrastrutturale italiana e ne sono emersi risultati preziosi: in media, la disuguaglianza si riduce dove ce ne sono di più, ma quelle più avanzate (credito, reti telematiche) fanno aumentare le differenze, mettendo in rilievo che c’è un altro fattore fondamentale: quello dell’istruzione (le “infrastrutture immateriali” di cui parla il presidente BIden).

E’ un dato di fatto l’impatto che la spesa per investimenti in infrastrutture può avere sulle condizioni di vita dei cittadini. Tra le infrastrutture economiche, quelle di trasporto (strade, ferrovie, porti, aeroporti) concorrono tutte e quattro a far diminuire la disuguaglianza, così come le reti energetico-ambientali. La spiegazione? Le infrastrutture più tradizionali, come quelle di trasporto ed energetiche, aprono maggiori opportunità ai cittadini meno abbienti e alle piccole imprese: l’aiuto al superamento dei gap è conseguenza quasi naturale.

E’ necessario quindi richiamare l’attenzione sull’importanza di effettuare analisi tempestive sulla qualità della spesa per investimenti. Le amministrazioni locali dovrebbero dotarsi di questa capacità di valutazione socio-economica degli investimenti, dal punto di vista micro, superando una deficienza che oggi sembra essere piuttosto generalizzata. I dati possono aiutare, in maniera sensibile.

credit: Laurie Decroux via Unsplash

Come le strade dividono le città: il caso Syracuse

Il valore dei dati è centrale in un bellissimo lavoro che Reuters ha recentemente realizzato e che mostra con una serie di mappe interattive come le infrastrutture possono influenzare la vita della popolazione. Il caso Syracuse merita sicuramente un approfondimento.

Per più di 50 anni, l’Interstate 81 ha tagliato il cuore della sfortunata Syracuse, New York, inquinando pesantemente l’area di Southside, dove la maggior parte dei residenti è nera e povera. Nelle foto sotto, la densità della città nel 1955, prima della costruzione dell’Interstate 81, e quella del 2018. Il cambiamento e le sue conseguenze sono evidenti.

 credit: the Architect’s Newspaper

Ora, lo Stato di New York vuole sostituire quel tratto sopraelevato di autostrada con un viale a livello stradale per ricucire la rete urbana della città.

Il piano ha suscitato visioni di rinnovamento in una città dove un residente su tre vive in condizioni di povertà. Alcuni qui dicono che potrebbe anche fare ammenda per i residenti neri che sono stati sfollati dalla costruzione dell’Interstate 81 decenni fa e da allora hanno vissuto nella sua ombra. “Quando hanno costruito quell’autostrada hanno distrutto questa comunità”, ha detto David Rufus, un residente permanente del Southside che ora è un organizzatore della New York Civil Liberties Union (NYCLU). “Ora c’è un’opportunità per correggere quell’errore abbattendolo.”

Il lavoro di data visualization realizzato da Reuters su Syracuse è perfetto, in questo senso, laddove riesce a mostrare esattamente cause ed effetti delle attuali infrastrutture esistenti e a indirizzare verso scelte che ne eliminino le distorsioni. Tutte le mappe sono disponibili qui .

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