L’elettricità sotto i nostri piedi
L’energia nascosta nei nostri passi: il traffico pedonale si trasforma in elettricità sostenibile
Ogni giorno, circa 2,4 milioni di persone attraversano la stazione di Shibuya a Tokyo. Milioni di scarpe che battono sul pavimento, milioni di passi che normalmente si disperderebbero nell’aria come pura energia cinetica sprecata. Ma dal 2008, una parte di quell’energia non va perduta: viene catturata, trasformata in elettricità e utilizzata per alimentare le luci LED e i display informativi della stazione stessa. Benvenuti nel mondo della piezoelettricità applicata alle infrastrutture urbane, dove il semplice atto di camminare diventa un gesto di produzione energetica.
La piezoelettricità non è un’invenzione recente. Nel 1880, i fratelli francesi Pierre e Jacques Curie scoprirono che alcuni cristalli, come il quarzo e la tormalina, generano una carica elettrica quando vengono sottoposti a pressione meccanica. Lavorando nel loro laboratorio alla Facoltà di Scienze di Parigi con strumenti rudimentali – carta stagnola, colla, filo metallico e una sega da gioielliere – dimostrarono un fenomeno che all’epoca sembrò quasi magico: la materia che si trasforma in elettricità semplicemente comprimendola. Il termine “piezo” deriva dal greco “piézein”, che significa “premere”: quando un materiale piezoelettrico viene compresso o deformato, la sua struttura cristallina si modifica leggermente, provocando uno spostamento delle cariche elettriche interne e generando così un campo elettrico esterno. È lo stesso principio che fa scattare la scintilla negli accendini delle cucine a gas o che permette ai sensori degli smartphone di rilevare la pressione del nostro tocco.
Nel contesto delle piastrelle energetiche, materiali ceramici piezoelettrici come il titanato zirconato di piombo (PZT) vengono incorporati in moduli da pavimento. Quando una persona ci cammina sopra, la pressione del passo – anche solo di una persona di 60 chilogrammi – comprime questi elementi cristallini, generando una piccola corrente elettrica. L’energia prodotta da un singolo passo è modesta: nelle prime installazioni giapponesi del 2008, si parlava di circa 0,1 watt per ogni passo. Tuttavia, con le evoluzioni tecnologiche più recenti, alcuni sistemi sono riusciti a raggiungere output fino a 30 watt per passo, un miglioramento considerevole che rende la tecnologia progressivamente più interessante dal punto di vista energetico.
Tokyo e la rivoluzione silenziosa delle stazioni
La stazione di Shibuya rappresenta il caso di studio più emblematico di questa tecnologia applicata. Con il suo flusso incessante di pendolari, l’incrocio di Shibuya è uno dei luoghi più trafficati al mondo, un punto di snodo dove convergono milioni di vite ogni giorno. Nel 2008, la compagnia giapponese Soundpower Corporation installò le sue piastrelle Power-Generating Floor proprio in questo contesto ideale: moduli di circa 90 centimetri quadrati, spessi 2,5 centimetri, posizionati nelle aree di maggior transito. L’energia raccolta non alimenta certo l’intera stazione – sarebbe irrealistico aspettarselo – ma contribuisce a far funzionare elementi specifici: i display LED che mostrano gli orari dei treni, le installazioni luminose stagionali durante le festività, i chioschi informativi digitali e parte del sistema di illuminazione di emergenza. Un display in tempo reale, inoltre, mostra ai passeggeri quanta energia stanno generando collettivamente, trasformando il transito quotidiano in un’esperienza educativa sulla sostenibilità.
Tokyo non si è fermata a Shibuya. La stazione di Tokyo ha installato piastrelle piezoelettriche sotto i tornelli delle biglietterie, dove ogni pendolare che passa contribuisce all’efficienza energetica dell’infrastruttura. Anche il municipio di Fujisawa, nella prefettura di Kanagawa, ha adottato questa tecnologia nel 2009, utilizzando il sistema per illuminare i percorsi pedonali e visualizzare su display elettronici la quantità di energia generata dai visitatori. Particolarmente interessante è l’installazione sul ponte Goshiki-zakura Ohashi della Tokyo Metropolitan Expressway, dove la tecnologia è stata adattata per catturare l’energia delle vibrazioni provocate dal traffico veicolare. Dieci generatori dotati di elementi piezoelettrici con pendoli oscillanti convertono le vibrazioni dei veicoli di passaggio in elettricità che contribuisce ad alimentare l’illuminazione notturna del ponte.
Il fenomeno globale: da Londra a Rio de Janeiro
Mentre il Giappone sperimentava con le stazioni ferroviarie, dall’altra parte del mondo nasceva un altro approccio alla tecnologia. Nel 2009, il designer britannico Laurence Kemball-Cook fondò Pavegen Systems dopo aver sviluppato il concetto come progetto di laurea. La sua visione era diversa da quella giapponese: non solo generare energia, ma anche raccogliere dati sul flusso pedonale e creare esperienze interattive per le persone. Le piastrelle triangolari di Pavegen si distinguono per il design particolare che elimina le “zone morte”, garantendo la massima captazione energetica indipendentemente dal punto in cui si calpesta la superficie. Ogni passo attiva un sistema a volano che, attraverso induzione elettromagnetica, genera tra 3 e 5 joule di carica elettrica – abbastanza per alimentare una lampadina LED per alcuni secondi. Il sistema incorpora anche sensori Bluetooth che comunicano con gli smartphone degli utenti, offrendo programmi di ricompense personalizzati e generando dati preziosi per la pianificazione urbana. Pavegen ha realizzato oltre 270 progetti in 37 paesi. A Londra, le piastrelle sono state installate su Bird Street nel West End, dove i passi dei passanti alimentano l’illuminazione stradale e i sistemi audio. Oltre a generare energia, queste piastrelle assorbono energia solare, emettono segnali Wi-Fi e forniscono informazioni educative ai visitatori. A Lagos, in Nigeria, e a Rio de Janeiro, in Brasile, Pavegen ha collaborato con Shell per creare campi da calcio “alimentati dalle persone”, dove le piastrelle cinetiche installate sotto il manto erboso sintetico catturano l’energia dei giocatori per alimentare i riflettori che illuminano il campo di notte, rendendo questi spazi sicuri e accessibili per le comunità locali anche dopo il tramonto. Queste installazioni combinano le piastrelle piezoelettriche con pannelli solari, dimostrando come diverse tecnologie di energia rinnovabile possano integrarsi per massimizzare l’efficienza.
Una delle applicazioni più creative della tecnologia piezoelettrica si è declinata poi nei club e nelle discoteche. Già nel 2008, a Rotterdam, nei Paesi Bassi, aprì il primo Sustainable Dance Club al mondo, progettato dall’organizzazione ambientalista Enviu in collaborazione con lo Studio Roosegaarde. Il locale, chiamato WATT, installò una pista da ballo innovativa composta da moduli di 65×65 centimetri che si muovono verticalmente fino a circa un centimetro quando vengono calpestati. Il meccanismo è affascinante: ogni modulo contiene un motore elettrico avanzato che trasforma il movimento meccanico della pista in energia elettrica. Ogni persona sulla pista può produrre tra 5 e 20 watt di potenza, a seconda del peso e dell’intensità del ballo. L’energia generata alimenta gli elementi interattivi della pista stessa – le luci LED colorate che si illuminano sotto i piedi dei ballerini – creando un feedback visivo immediato che rende tangibile il contributo energetico di ogni movimento. Più recentemente, la tecnologia è stata utilizzata anche nei grandi eventi. I Coldplay hanno integrato pavimenti cinetici nei loro “Energy Centres” durante il Music of the Spheres World Tour, dove 44 piastrelle assemblate in cerchio permettono ai fan di ballare per generare energia, insieme a 15 biciclette stazionarie. L’azienda olandese Energy Floors, che ha fornito le piastrelle personalizzate realizzate con plastiche riciclate per resistere alle esigenze di un tour mondiale di quattro anni, raccoglie anche dati sulla quantità di energia prodotta, mostrando su dashboard online quale concerto è stato il più “energetico” e quale canzone ha generato più elettricità.
Oltre la produzione energetica
Nonostante il fascino di questa tecnologia, le sfide rimangono significative. La questione principale è economica: installare piastrelle piezoelettriche è ancora piuttosto costoso e creare una rete estesa su ampie superfici richiede investimenti iniziali considerevoli. Dal punto di vista tecnico poi, i materiali piezoelettrici presentano diverse limitazioni intrinseche. La perdita di efficienza dopo un tot di cicli, la suscettibilità dei materiali a fessurazioni e rotture strutturali. Anche l’output energetico rimane nell’ordine dei milliwatt, insufficiente per sostituire fonti energetiche tradizionali ma potenzialmente utile per applicazioni a basso consumo. Nonostante le sfide, il valore di queste tecnologie va oltre la pura produzione energetica. L’aspetto più importante è senz’altro quello educativo e simbolico. Vedere le luci che si accendono sotto i propri passi o visualizzare su un display la quantità di energia generata collettivamente crea una connessione diretta e tangibile tra azione individuale e sostenibilità ambientale. Dal punto di vista della pianificazione urbana, la raccolta di dati sul flusso pedonale offerta da sistemi come Pavegen fornisce informazioni preziose per ottimizzare la progettazione degli spazi pubblici, migliorare la gestione degli eventi e prendere decisioni informate sulla allocazione delle risorse. Questi dati possono aiutare a identificare percorsi preferenziali, orari di punta e modelli di utilizzo che altrimenti richiederebbero costosi studi di osservazione. L’integrazione con altre tecnologie rinnovabili rappresenta un altro aspetto promettente. I progetti che combinano piastrelle piezoelettriche con pannelli solari dimostrano come un approccio ibrido possa compensare le limitazioni di ciascuna tecnologia singola. Durante il giorno, i pannelli solari forniscono energia abbondante, mentre le piastrelle continuano a generare elettricità anche di notte o con tempo nuvoloso, sfruttando il flusso costante di persone negli spazi urbani.
La tecnologia evolve velocemente, la ricerca sui materiali anche; siamo certi che sentiremo presto parlare di nuovi progetti ad alta efficienza che ci vedranno pedoni protagonisti.
Seguici, iscriviti alla nostra newsletter: ti forniremo solo le informazioni giuste per approfondire i temi di tuo interesse




