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L’assistente personale? E’ nel tuo telefono (e non è Siri)

Tasha Kostyuk via Unsplash
Barbara Marcotulli

Dai creatori di TikTok, arriva sul telefono un vero e proprio assistente personale

Su uno smartphone cinese debutta un’Intelligenza Artificiale che “vede lo schermo”, usa le app e compie azioni per noi – quasi come nella fantascienza del film “Her”

Assistente personale nel telefono 2.0. Dimentichiamo Siri: Doubao, un chatbot piuttosto popolare in Cina, ha recentemente debuttato su smartphone come assistente vocale capace di navigare app e sistemi operativi per conto dell’utente. Il primo modello è un Nubia M153, prototipo in tiratura limitata, ma il salto verso un futuro in cui il telefono non è più un semplice dispositivo, ma un vero e proprio “segretario digitale” sembra essere ormai compiuto.

Negli ultimi anni gli assistenti vocali (pensiamo a Siri, Google Assistant, ecc.) sono migliorati moltissimo, ma restano in gran parte “app esterne”: per funzionare richiedono attivazione, spesso passano da server remoti, limitando velocità, privacy e contesto. Con Doubao, invece – che è integrato direttamente a livello di sistema operativo nel telefono – l’assistente può “osservare” lo schermo, capire che app stai usando o che attività vuoi fare, e intervenire autonomamente. Può aprire tab, cercare contenuti, prenotare biglietti, riordinare file, suggerire ristoranti in base a gusti e budget, gestire promemoria, ricordi, note: insomma, agire come un “assistente personale digitale”

Inoltre, grazie a un sistema speech-to-speech — non “speech to text → server → text to speech” — le risposte risultano più fluide, immediate e “umane”: è possibile addirittura interrompere l’assistente a metà frase come faresti con una persona.

Il prototipo: Nubia M153

Si tratta di un dispositivo sviluppato da ZTE in collaborazione con ByteDance, ma definito come “engineering prototype”, cioè un modello di prova riservato a sviluppatori e early adopter Le sue specifiche parlano di un display da 6,78 “, tripla fotocamera da 50 MP, CPU Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5, e di un prezzo di circa 495 dollari, al momento. Si tratta però di una “edizione limitata” la cui distribuzione è avvenuta in quantità ridotte, a dimostrazione dell’interesse per questo upgrade ma anche del fatto che per i suoi creatori si tratti di un proof of concept, destinato a testarne le funzionalità, più che di una release ufficiale.

Che tipo di compiti può gestire e cosa cambia per l’utente

Con l’assistente integrato, l’utente può chiedere cose come: “Trova il miglior ristorante economico vicino al mio ufficio”, “Prenota un biglietto per il treno/X”, “Apri l’ultima app che usavo ieri sera”, “Ricordami di pagare la bolletta venerdì”, oppure “Dove c’era quel bar che mi era piaciuto la settimana scorsa?”  e ottenere azioni concrete, senza uscire da un’app o avviare manualmente servizi.

In termini pratici, significa:

  • risparmio di tempo e di contenuti (meno passaggi manuali, non si passa più da un’app all’altra: l’IA “vede” cosa facciamo e agisce di conseguenza, “anticipando” le esigenze)
  • flusso più naturale e intuitivo (dialogo come con un assistente reale)
  • potenziale scalabilità: se distribuito su più dispositivi, questo sistema potrebbe diventare un’interfaccia dominante, ridefinendo l’usabilità quotidiana cross-device

È un salto in avanti rispetto al tradizionale paradigma “io con il telefono”: con Doubao, il telefono diventa un agente attivo, non più soltanto un’interfaccia. Con Doubao su Nubia M153, vediamo per la prima volta concretamente, non solo come esperimento su PC o su server, una Intelligenza Artificiale che trasforma lo smartphone in qualcosa di molto più simile a un assistente umano che a un gadget. Se questo modello sarà perfezionato e adottato su larga scala, potremmo ritrovarci a interagire con i nostri telefoni come facciamo oggi con un collaboratore o un assistente: chiedendo, delegando, lasciando che sia il telefono ad anticipare i nostri bisogni. Anche per gli utenti meno esperti, un avanzamento del genere significa che la promessa di “smartphone sempre più intelligenti” diventa reale. In futuro, un telefono potrebbe diventare una sorta di “secondo cervello”: gestire appuntamenti, ricordare preferenze, organizzare la vita quotidiana, fare da filtro e da facilitatore alle complessità.

E’ davvero la soluzione perfetta?

Qualche dubbio è legittimo: pur se immesso sul mercato, si tratta ancora di un prototipo che è stato definito non maturo dalla stessa ByteDance, che ha anche avvisato che le funzionalità non sono tutte comprese e che l’esperienza potrebbe non essere stabile. L’operazione “limited edition” ci dice che il prodotto è destinato a una community di esperti e di early adotper più che al grande pubblico e la garanzia che vedremo lo stesso livello di integrazione in uno smartphone consumer tradizionale è ancora tutta da verificare.
Inoltre, come sempre quando parliamo di AI, riserve si manifestano riguardo agli aspetti relativi alla privacy e al controllo: un’intelligenza “agentica”, che “vede” schermo e usa app per nostro conto, potrebbe sollevare preoccupazioni su sicurezza dati, visibilità di contenuti sensibili, autorizzazioni… Temi caldissimi, sia in Europa, dove si tratta di aspetti tutelati in maniera molto stringente, sia altrove. Ad oggi, non è ancora chiaro come ByteDance gestirà questi aspetti in un mercato più ampio. La distribuzione per ora si è limitata al mercato cinese, ed è ancora da vedere come (e se) l’idea verrà esportata globalmente o adattata per l’Occidente. O come la affronterà qualche altra azienda di settore (Apple, forse? Probabilmente si tratta di uno sviluppo tecnologico cui anche altri stanno lavorando).

Fonti: Scientific American I AOL
Immagine di copertina: Tasha Kostyuk via Unsplash
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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