Beach bot ripulisce la spiaggia dai mozziconi di sigaretta

Beach Bot è amico dalle spiagge e arriva dall’Olanda per difenderle dai fumatori “distratti” 

 

Il mozzicone di una sola sigaretta contamina 500 litri di acqua al giorno. Spaventoso, vero?  Il problema della pulizia e dei rifiuti abbandonati accomuna, purtroppo, le spiagge di tutto il mondo. Delle infinite varietà di spazzatura abbandonate sulle spiagge alcune, come la plastica e i mozziconi di sigaretta, sono estremamente pericolosi per l’ambiente, perché impiegano anni per degradarsi e, nel frattempo, causano fastidio e danni all’ecosistema.

Soltanto rispetto ai mozziconi di sigaretta, si stima che siano ogni anno oltre 14,5 trilioni quelli abbandonati un po’ ovunque

L’idea

Beach Bot è un robot che “pettina” le spiagge alla ricerca di mozziconi di sigarette nella sabbia sfruttando i principi dell’’intelligenza artificiale. La spinta alla sua progettazione è arrivata, come spesso accade, dall’esperienza personale di uno dei suoi autori:, Edwin Bos: una giornata in famiglia sulla spiaggia di Scheveningen, sulla costa olandese vicino a L’Aja, e la necessità di dover togliere dalle mani del figlio piccolo una cicca di sigaretta prima che potesse portarla alla bocca.

Insieme al collega e imprenditore Martijn Lukaart, con il quale aveva già fondato TechTics, società di consulenza impegnata nella soluzione di problemi sociali con la tecnologia, Bos ha quindi avviato la progettazione di Beach Bot, un concept che esplora la possibilità d’interazione tra uomo e robot per un mondo a rifiuti zero.

Come funziona Beach Bot? 

Beach Bot pettina” le spiagge alla ricerca di mozziconi di sigarette nella sabbia sfruttando i principi dell’’intelligenza artificiale. E’  dotato di due telecamere, anteriore e posteriore, in grado di scannerizzare la sabbia e individuare i mozziconi di sigaretta e dispone di un piccolo pettine/rastrello che serve proprio a raccogliere il rifiuto,. che viene poi riposto in uno specifico scomparto. 

Lungo circa 80 cm,, Beach Bot viene addestrato, come tutte le intelligenze artificiali, a riconoscere i mozziconi che dovrà poi rimuovere. Gli vengono infatti mostrate migliaia di foto di mozziconi di sigarette posizionati nei modi più disparati, anche di difficile individuazione (es quelli nascosti), in modo che possa riconoscerli, immagazzinarli e ricordarli. Più specificamente, Beach Bot utilizza “una rete neurale convoluzionale (CNN), un algoritmo di autoapprendimento che può stabilire connessioni.”

La sua batteria dura circa un’ora, tempo durante il quale è in grado di rintracciare e rimuovere circa 20-25 mozziconi.

Beach Bot è stato presentato ufficialmente proprio in occasione della Giornata Mondiale della Pulizia delle spiagge, lo scorso settembre 2020. In quella occasione, il robot è stato in grado di raccogliere 10 mozziconi di sigaretta in 30 minuti: un numero incoraggiante, che conferma la bontà del progetto testimoniano la bontà del progetto.

Ecco il video di Beach Bot in azione

 

Un progetto “collaborativo”

L’ulteriore vantaggio di Beach Bot è che chiunque può contribuire e aiutarlo a diventare più intelligente, addestrando il suo algoritmo per il rilevamento delle immagini: basta, infatti, inviare foto di mozziconi di sigaretta. Col tempo, Beach Bot diventerà sempre più bravo a riconoscere ogni tipo di mozzicone abbandonato sia esso sepolto, semi nascosto o schiacciato.

Per aiutare ad accumulare foto, il team di Techtics si è rivolto a Microsoft Trove, un’app pensata per collegare gli sviluppatori di A.I. ai fotografi. Quest’applicazione consente alle persone di inviare foto catturate in spiaggia di mozziconi di sigaretta in cambio di un pagamento di 25 centesimi per ogni immagine accettata dal sistema. Le foto vengono poi processate dal Beach Bot che le immagazzina nella sua A.I. in modo da ricordarle una volta che sarà in missione. 

Presto una nuova release

A breve, Beach Bot si accompagnerà a due robot scout più piccoli che avranno, rispettivamente, il compito di cercare i mozziconi e indicare al Beach Bot dove andare, fornendo in questo modo una mappatura della spiaggia che potrà facilitare il lavoro del robot più grande.

Sonio inoltre, previsti altri modelli, dedicati alla raccolta di rifiuti generici, oltre a versioni alimentate a energia solare, che possano aggirare i limiti offerti dalle batterie tradizionali (attualmente, in grado di consentire automomia al robot per circa 60 minuti).

fonti: GreenMe I Formula Passion I Tomshv.it I ProjectBB

foto di copertina::Project BB


 

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