Ad ancona, un robot cura i malati di Parkinson con la danza irlandese

Si-Robotics è un robot che accompagna i pazienti affetti dal morbo di Parkinson in una terapia multidisciplinare attraverso la danza irlandese

 

Danze irlandesi per aiutare i malati di Parkinson nella riabilitazione: è il progetto “Si-Robotics”, un nuovo protocollo di riabilitazione per le persone affette dal morbo di Parkinson curato da Exprivia (gruppo di Information and communication technology), ed in fase di test all’Inrca di Ancona

 A guidare le danze tipiche irlandesi, ci pensa un robot omonimo del progetto, attualmente in sperimentazione all’Istituto nazionale di ricovero e cura per anziani di Ancona (Irccs Inrca).

Progetto unico in Europa

Si-Robotics è pensato per i malati di Parkinson affetti da una progressiva malattia neurodegenerativa. Da tempo la musica, la danza sono entrate a far parte dei protocolli terapeutici. Il vantaggio di queste terapie è sia a livello motorio che sensoriale: la musica, infatti, aiuta anche a sollecitare le vie uditive dei pazienti

Il robot Si-Robotics è completato da una piattaforma di intelligenza artificiale e da sensori di rilevamento, che registrano i parametri vitali e cognitivi dei pazienti e ne monitorano i progressi

Il progetto è ideato e sviluppato da Exprivia, che dichiara che “la soluzione è in grado di gestire in cloud dati provenienti da fonti eterogenee e supportare pazienti e operatori sanitari. Si tratta soprattutto di un sistema tecnologico che consente di demedicalizzare le terapie, portando la cura in un contesto ludico”.  In pratica, non è necessario per il paziente ricoverarsi in una struttura ospedaliera. 

foto: Possessed Photography via Unsplash

Il robot: ballerino e coreografo

Il vero protagonista è lui, Si-Robotics, capace di girare intorno al paziente-ballerino, mostrandogli i movimenti corretti e suggerendogli nuove coreografie, mentre il paziente Parkinson esegue gli esercizi a suon di musica irlandese. “E’ molto importante che le coreografie proposte non siano sempre le stesse, in quanto il paziente esegue un lavoro ancora più stimolante e coinvolgente per la parte cognitiva”, ha osservato al Corriere della Sera Giovanni Riccardi, direttore Uoc per Medicina Riabilitativa, sempre all’interno della struttura anconetana.

La dotazione tecnologica di Si-Robotics

C’è il robot, un pc portale sul quale gira il gioco, e due telecamere: la prima per la creazione dell’avatar del paziente e la seconda destinata a rilevare i movimenti biomeccanici del paziente-ballerino. Inoltre, i pazienti che entrano nel protocollo indossano una tshirt cui vengono applicati dei sensori per il rilevamento dell’attività cardiaca e di quella respiratoria.

Il robot è progettato per essere ’empatico’: saluta il paziente, lo accoglie, gli parla nella sua lingua, sceglie i brani più adatti alla sua riabilitazione, riconosce gli ostacoli nella stanza e pianifica la danza più ‘sicura’, gli consiglia di riposare dopo un giro di danze o due, se ne registra l’affaticamento.

Il terzo incomodo

In ogni istante della terapia, il paziente non viene mai lasciato solo: assieme al robot, il fisioterapista è sempre presente e interagisce con lui e con il paziente. Al fisioterapista tocca quasi il ruolo del ‘terzo incomodo’ ma siamo sicuri che ai pazienti non dispiaccia!

Il progetto di ricerca e sviluppo

Si-Robotics (SIR) mira a progettare e sviluppare soluzioni innovative di robotica collaborativa dotata di abilità avanzate per sostenere gli esseri umani nei servizi sanitari e assistenziali. SIR propone un approccio innovativo che integra ICT&Robotics e nel quale gli esseri umani, i dispositivi IoT, i robot sociali basati su Intelligenza Artificiale (AI) e gli oggetti connessi al Cloud saranno integrati per realizzare un “agente cognitivo” in grado di anticipare i bisogni e fornire assistenza, monitoraggio e coaching.

Caratteristica distintiva è la realizzazione di modelli avanzati di interazione, concepiti per favorire una percezione positiva da parte delle persone anziane con l’obiettivo di motivare un invecchiamento attivo e una partecipazione responsabile delle persone alla propria cura.

L’ambizione è di fornire e valutare nuovi processi di assistenza continua attraverso un portafoglio di servizi sanitari che coprono diversi livelli di intensità di assistenza, dall’ambito domestico e residenziale a quello ospedaliero.

Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, ed è pubblicato sulla rivista scientifica, “Frontiers in Public Health”.

fonti: Exprivia I Il Resto del Carlino I Nursetime

foto di copertina: Pixabay


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