Il MUSE di Trento inaugura una nuova Galleria interamente dedicata alla Sostenibilità

Il Museo delle Scienze di Trento ha inaugurato la nuova “Galleria della Sostenibilità”, un’area dedicata ai temi di agenda 2030 

Sviluppata in collaborazione con ASviS, la galleria esplora i temi della sostenibilità, le loro interconnessioni e il futuro che immaginiamo, desideriamo, realizziamo

 

Dallo scorso 4 ottobre al MUSE – Museo delle Scienze di Trento è visitabile la nuova Galleria della Sostenibilità, uno spazio espositivo di 400 metri quadri completamente riallestito. 

L’esposizione affronta i principali motori del cambiamento globale in atto, dalla questione climatica alla perdita di biodiversità, dall’aumento della popolazione alla lotta alle disuguaglianze sociali, esplorando i molteplici futuri – possibili, probabili e desiderabili – con la consapevolezza che la cultura può aiutarci a capire che le nostre sfide – come cittadini di una comunità globale – sono profondamente interconnesse.

A completare gli exhibit, alcune interviste inter-generazionali e una selezione di casi concreti di ricerca e sviluppo, esperienze produttive e imprenditoriali che raccontano come anche il settore privato si stia muovendo verso modelli più sostenibili.

La nuova galleria “Un piano per la sostenibilità”

 “Un piano per la sostenibilità”, è il nome del nuovo spazio espositivo che il MUSE – Museo delle Scienze di Trento dedica ai principali fattori del cambiamento globale in atto, dalla questione climatica alla perdita di biodiversità, dall’aumento della popolazione mondiale alla lotta alle disuguaglianze sociali.

Foto: MUSE

L’esposizione, oltre 400 mq interamente rinnovati, esplora i molteplici futuri del nostro abitare il pianeta – quelli possibili, probabili e anche desiderabili – con la consapevolezza che la conoscenza può aiutarci a capire che le nostre sfide di cittadini di una comunità globale sono profondamente interconnesse. Interviste intergenerazionali e una selezione di casi concreti di ricerca e sviluppo e di esperienze produttive e imprenditoriali raccontano come anche il settore privato rivesta un ruolo chiave nel percorso verso il raggiungimento dei 17 SDGs, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite, attraverso lo sviluppo di modelli più sostenibili.

L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 4 ottobre, come uno dei momenti di punta del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021, organizzato dall’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile 

Perchè una galleria permanente per la sostenibilità?

Nel corso della recente pandemia abbiamo preso coscienza della vulnerabilità del nostro modello di sviluppo, abbiamo “scoperto” il legame tra le condizioni di salute dell’ambiente e quelle della nostra società, il collegamento diretto tra salvaguardia delle condizioni di benessere degli ecosistemi e sopravvivenza della specie umana.

Oggi – forse più che mai – siamo dunque consapevoli dell’influenza delle nostre scelte quotidiane sul futuro delle successive generazioni e sentiamo davvero che “sì, siamo tutti sullo stesso pianeta”. Ci appare per la prima volta urgente e doveroso ragionare assieme sulle interconnessioni tra i vari modelli e stili di vita e guardare al futuro pensando a come sia possibile – e opportuno – attuarli. Consapevoli che se non possiamo prefigurare il futuro, se non possiamo desiderarlo, non potremo nemmeno realizzarlo.

A livello mondiale, grazie agli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030, la via da percorrere sembra tracciata, ma la strada è ancora lunga. In questo solco si inserisce l’azione del MUSE di Trento che, fedele alla sua missione di interpretare la realtà e le sfide della contemporaneità attraverso gli strumenti e le domande della ricerca scientifica, si inserisce nel dibattito contemporaneo rinnovando e ampliando le esposizioni di una parte importante del museo: la galleria dedicata ai temi della sostenibilità. 

Foto: Festival dello Sviluppo Sostenibile

Il nuovo allestimento 

Al MUSE, sei tavoli disposti a corolla attorno alla grande Sfera della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), raccontano focalizzandosi su un argomento specifico quanto sia insostenibile il nostro mondo e si focalizzano sui grandi driver della crisi ecosistemica: perdita di biodiversità, cambiamento climatico e aumento demografico.

Foto: MUSE

Un tavolo declina la cultura della sostenibilità con riferimento all’Agenda 2030 come piano di azione e uno – infine – si proietta nel futuro. In ogni tavolo (tranne il primo e l’ultimo) i concetti si articolano sui due lati: quello dedicato al now, ovvero alle problematiche oggi ben visibili e quello dedicato al future, ovvero alle soluzioni.

I temi affrontati sono:

Il cambiamento climatico

Il tema del cambiamento climatico è oggi uno dei più sentiti e dibattuti a livello planetario. La sua evidenza e le conseguenze tangibili sulla vita quotidiana, nonché l’urgenza di adottare misure che ne contengano l’espansione lo rendono argomento su cui anche i giovani hanno sentito l’impellenza di una presa di posizione chiara e forte.

Al MUSE, il tavolo dedicato ai cambiamenti climatici racconta – mediante un focus sulla produzione di alcuni specifici oggetti che hanno caratterizzato i diversi periodi storici, dagli elettrodomestici agli smartphone – quanto uno stile di vita progressivamente sempre più energivoro contribuisca all’accumulo in atmosfera di anidride carbonica. Un inevitabile approfondimento va, anche, ai molti volti di persone che si sono impegnate per contrastare il cambiamento climatico, attivisti, imprenditori, ricercatori, rappresentati di popolazioni indigene. Tra questi: Greta Thunberg, Rachel Carson, Chico Mendez, Johan Rockström.

La biodiversità

Il tavolo dedicato alla biodiversità si concentra su alcuni temi di fondamentale importanza per la sopravvivenza della pluralità di specie sul pianeta. Tra questi, il prelievo delle specie in natura, raccontato attraverso alcuni reperti di specie a rischio estinzione (sequestrati dalla CITES) e un’Infografica che illustra le principali rotte del traffico illegale di animali. Alcune video-animazioni fanno riferimento alle cause della perdita di biodiversità: deforestazione, introduzione specie invasive, sovrasfruttamento.

Oltre al problema, la soluzione. Nell’allestimento al MUSE viene presentato un progetto di restauro ambientale volto a ripristinare le scogliere coralline delle Maldive, a cura del Centro MaRHE dell’Università di Milano-Bicocca.

Un mondo che cambia

Inquinamento, radioattività, trasformazione dei paesaggi, alterazione del clima, estinzione di massa: la presenza dell’umanità sul Pianeta sta lasciando tracce che potranno essere rilevate nelle rocce anche fra centinaia di migliaia di anni. Molti scienziati sono convinti che siamo in una nuova epoca, l’Antropocene. La scienza non ha ancora ufficializzato il termine, anche se le prove del nostro impatto crescono giorno dopo giorno. Viviamo in un’epoca di profonda trasformazione ecologica ed ogni cambiamento porta con sé rischi e opportunità: saremo in grado di gestirli al meglio?

Al MUSE, una “ecosfera” in vetro presenta il concetto di autosufficienza dell’ecosistema, mentre grazie a un multimedia vengono mostrate le profonde modifiche apportate agli ecosistemi terrestri, tanto da trasformare intere aree geografiche (Video tratti da Google Earth dal 1980 al 2020).Quale segno evidente dell’influenza umana su scala geologica, sarà possibile osservare un Plastiglomerato, una “roccia” originatasi dall’aggregazione di materiale plastico fuso che solidifica inglobando tutto quello che è presente nell’ambiente di formazione, da frammenti rocciosi a residui di attività umane.

La cultura della sostenibilità

Per cambiare davvero rotta è necessario sviluppare una cultura della sostenibilità. Al MUSE, il quarto tavolo mostra immagini che ben illustrano i diversi aspetti del modello di sviluppo della nostra società, sia in positivo che in negativo. Completano lo spazio alcuni suggerimenti per modificare le nostre abitudini, tendendo verso modelli più sostenibili perché cambiare lo stile di vita non è una minaccia per il benessere individuale ma un percorso verso una vita più soddisfacente.

Qui i 17 SDG’s dell’Agenda 2030 vengono spiegati in modo compiuto e diventano i protagonisti della narrazione, tracciando la via da percorrere per raggiungere una sostenibilità che sia ambientale, sociale ed economica.

La popolazione

Negli ultimi 200 anni il tasso di crescita della popolazione mondiale è aumentato vertiginosamente fino a raggiungere, quasi, gli 8 miliardi di persone, un numero enorme che comporta un impatto sul pianeta importante.

Come è noto, non tutti però hanno accesso alle stesse risorse e opportunità. È questo il cuore del ragionamento del sesto tavolo, nel quale si parla di disparità sociali e di come queste siano un ostacolo allo sviluppo sostenibile. Grazie a un multimedia, sarà quindi possibile imparare a cucinare in modo più sostenibile, perché sfamare una popolazione mondiale in continua crescita è uno dei primi nodi da sciogliere e richiede una pluralità di soluzioni da adottare in modo integrato.

Per le interviste intergenerazionali, un ipotetico dialogo tra abitanti del 1980 e 2040 tratterà il tema del debito pubblico.

I futuri

L’ultimo tavolo della Galleria rappresenta una vera e propria sfida, ossia quella di immaginare come sarà il futuro dell’umanità sul pianeta Terra. Un compito arduo – ma affascinante – introdotto da un video con cartoline, disegni e filmati che mostrano quale fosse l’idea di futuro nel secolo scorso.

Dopo un excursus sulle paure e entusiasmi generati dalle nuove tecnologie e una previsione su quali saranno le più influenti, nel lungo percorso, sul nostro modo di vivere, un’infografica mostra i diversi futuri (probabili, plausibili, possibili e, tra questi, quelli preferibili) e con quali strumenti possono essere esplorati e studiati (mediante i sistemi di forecast, foresight e anticipazione).

La conclusione è affidata alla nostra creatività per immaginare i futuri. Con gli oggetti dal futuro, infatti, ci si vuole spingere fino al 2500: frutta sintetica, un berretto che regola i ritmi sonno/veglia e pillole per essere più tolleranti.

I tre oggetti esposti sono stati ideati attraverso il gioco creativo “The thing from the future”. Provengono da ipotetici futuri alternativi, più o meno distanti nel tempo e rappresentativi di diversi modelli di società. Quando immaginiamo il futuro, tendiamo a basarci sulla memoria e su ciò che conosciamo, così quello che visualizziamo è quasi sempre una proiezione del passato, che difficilmente contempla qualcosa di veramente diverso.

I processi creativi ci aiutano a visualizzare più futuri possibili e a superare i nostri naturali condizionamenti, esplorando possibilità inusuali. Come ha dichiarato Jim Dator, direttore del centro di ricerca hawaiano sugli studi di futuro “Qualsiasi idea utile sul futuro dovrebbe sembrare inizialmente ridicola”.

                                                                                                                                   *****************

Ogni tema e tavolo è completato da “interviste intergenerazionali” ovvero dialoghi ipotetici tra persone appartenenti a generazioni diverse (1960, 1980, 2020 e 2040) che esprimono il loro punto di vista sui temi trattati. 

Foto: MUSE

Sostenibile anche nell’allestimento

Anche l’allestimento della Galleria, in perfetta coerenza, è sostenibile, come raccontano i suoi numeri:

  • Monitor riusati e non acquistati: 95%
  • Riduzione di plastica: 90%
  • Fornitori locali: 95%
  • Materiali di disallestimento riciclati al 100%
  • Oltre 200 persone coinvolte in focus group
  • 20 Advisor scientifici e 7 Advisor corporate
  • Legno di riciclo utilizzato: 80%

La ‘Goal Zero’ area

Quando impresa e conoscenza si alleano per un modello di sviluppo più sostenibile. Otto storie imprenditoriali, otto aziende che operano concretamente nel campo della sostenibilità.

All’interno della nuova Galleria della Sostenibilità, una speciale area denominata Goal Zero riporta alcune esperienze virtuose di sostenibilità e produzione che percorrono nuovi modelli di business. 

Goal Zero Area è lo spazio che apre al dialogo tra pubblico e privato, tra realtà sociale e spunto imprenditoriale, valorizzando gli esempi del circolo virtuoso che dall’idea confluisce nella progettazione e realizzazione del prodotto concreto e più sostenibile. Goal Zero Area racconta otto storie imprenditoriali ed è l’inizio di un percorso che ha come obiettivo amplificare e diffondere capillarmente conoscenze e prassi verso gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Il Goal Zero, ideato nel 2017 dal Gruppo Lavazza, è l’obiettivo primo da raggiungere che prepara e spiana la strada a tutti gli altri dell’Agenda 2030, ossia la diffusione della cultura della sostenibilità. Lo spazio al MUSE – e prima ancora questo concetto – vogliono fungere da megafono che utilizza la forza comunicativa per diffondere i messaggi delle Nazioni Unite coinvolgendo tutti nell’impegno condiviso per un futuro sostenibile, plasmando un forte senso di responsabilità e contribuendo a innescare il motore del cambiamento.

I partner della Galleria

La Nuova Galleria della Sostenibilità è realizzata in collaborazione con ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il Salone della CSR e dell’innovazione sociale e Lavazza Group, Title Sponsor della Galleria.

Le aziende che hanno affiancato il MUSE nell’ideazione della Goal Zero Area sono: Brembo, Esselunga, ITAS Mutua, Levico Acque, Fastweb, Terna, Zordan, Italscania, Hörmann Italia, Birra ForstMedia, IGPDecaux

Vuoi scoprire in anteprima la Galleria della Sostenibilità?

Visitare in persona è sempre meglio ma, intanto, puoi approfittare di questo video:

fonte: MUSE

foto di copertina: MUSE


 

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