Le sei priorità per l’ambie PRIORITA’ PER L’AMBIENTE DEL MINISTRO CINGOLANI

1. L’intelligenza globale ci salverà

Lo sviluppo della cibernetica e di supercomputer sempre più performanti raddoppia la capacità computazionale dell’intelligenza globale di Sapiens: alla biologia del cervello umano si sommano oggi i circuiti in silicio dell’intelligenza artificiale. Il ritmo del progresso, insomma, continuerà a crescere. La vera domanda è se sapremo stare al passo con questi sviluppi? Leggi l’articolo 

Credits: Ansa (via Repubblica, repost)

2. Valutare in anticipo gli effetti collaterali dell’innovazione

Tanto la politica, quanto l’ingegneria, devono capire che ogni sviluppo tecnologico comporta sempre delle conseguenze, dal punto di vista economico-sociale e ambientale. Invece di inseguire modelli di business spregiudicati e plasmati dalle esigenze di un marketing di corto respiro, dobbiamo lavorare sulla nostra capacità di prevenzione, introducendo una visione di sostenibilità di lungo periodo. Leggi l’articolo

Credits: Reuters (via Repubblica, repost)

3. Energia: urgente la transizione verso le rinnovabili

Negli ultimi decenni, il modello energetico di Sapiens, che è stato la forza propulsiva del suo sviluppo, è diventato una fonte di insostenibilità ambientale e sociale, scavando un solco di disuguaglianza tra le nazioni, portando al riscaldamento del pianeta e all’inquinamento della sua atmosfera. La finestra di opportunità per intervenire si sta riducendo: per riavvolgere il nastro è necessario cominciare già oggi una transizione energetica verso fonti rinnovabili. Più aspetteremo, maggiore sarà il colpo di frusta della frenata. Leggi l’articolo completo

Credits: Repubblica (repost)

4. Un nuovo modello per le città

Il fenomeno dell’urbanizzazione è altamente esemplificativo dei paradossi del progresso di Sapiens. Ogni avanzamento della tecnologia è sempre determinato dalla risposta a problemi di natura concreta, ma a lungo andare può generarne di nuovi.  Inevitabilmente, il progresso è un pendolo in costante oscillazione tra benefici e costi della tecnologia. Arrivati a questo punto, è però lecito chiedersi-  come fanno le Nazioni Unite – se stiamo facendo un buon lavoro. Leggi l’articolo

 


Credits: Reuters, repost da Repubblica.it

 

5. Effetto serra: applicare subito gli Accordi di Parigi

Agire con rapidità è essenziale: se la soglia di emissioni stabilita dal budget energetico dovesse essere superata, i cambiamenti climatici e ambientali indotti dal riscaldamento globale diventerebbero irreversibili. La termodinamica opera lentamente, e il clima è un sistema fortemente inerziale: anche qualora dovessimo rispettare i parametri dell’accordo di Parigi, riducendo il nostro inquinamento, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera impiegherà del tempo per stabilizzarsi e le temperature continueranno a salire per decenni, con tutti gli effetti negativi che questo comporta. Leggi l’articolo 


Credits: Il Bo Live by UniPD

 

6. L’insostenibile pesantezza dell’aria

L’inquinamento dell’aria impatta tanto sulle nazioni sviluppate quanto su quelle in via sviluppo, e i costi per la salute sono molto elevati: La perdita di benessere globale dovuta agli effetti epidemiologici della contaminazione dell’aria ammonta a 5.100 miliardi di dollari, pari a circa il 6,6% del PIL mondiale. Rivedere il nostro modello di consumi energetici è quindi imperativo non solamente per contenere l’aumento delle temperature e il cambiamento climatico, ma anche per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, allungando la nostra longevità e la sostenibilità del nostro ecosistema. Leggi l’larticolo

credits: Pianeta3 blog

 


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