Il prossimo 5 luglio a Roma, il primo evento dedicato in esclusiva alla moda sostenibile

Al centro dell’evento, la transizione ecologica per la moda sostenibile 

 

La moda e il design nei loro processi produttivi determinano un forte impatto ambientale e ancora troppo poco viene fatto per contenere i danni procurati al Pianeta da questo importante comparto dell’economia mondiale.

E’ proprio su queste basi che apre le sue porte a Roma il 5 luglio il ‘Phygital Sustainability Expo’, il primo evento mondiale interamente dedicato alla transizione ecologica del sistema moda e design attraverso l’innovazione tecnologica.

Phygital Sustainability Expo® è il nuovo evento moda sostenibile e design della Sustainable Fashion Innovation Society, che si terrà lunedì 5 Luglio presso lo spettacolare complesso archeologico dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali in Roma. Si tratta del primo evento in Italia interamente dedicato alla transizione ecologica del sistema moda e design attraverso l’innovazione tecnologica.

Già una importante sezione di Maker Faire Rome, sviluppata in collaborazione con Altaroma, negli anni scorsi aveva esplorato il tema del rapporto tra moda e innovazione in ottica di sostenibilità; un evento interamente dedicato è la dimostrazione della bontà e del valore di ciò che si era seminato.

Concept & vision

L’evento è organizzato dalla Sfis-Sustainable Fashion Innovation Society, associazione senza scopo di lucro dedita al sostegno delle piccole e medie imprese che desiderino innovare in maniera sostenibile il loro prodotto e alla sensibilizzazione dei consumatori sull’importanza di compiere scelte consapevoli nell’acquisto del prodotto di abbigliamento e degli accessori. Ed è proprio su questi due binari che si svolge l’evento: percorsi espositivi, workshop e conferenze e una sfilata collettiva per dimostrare come la bellezza e la ricerca possano e debbano andare nella direzione della transizione ecologica; 32 tra brand e aziende italiane e straniere sveleranno in anteprima i loro prodotti sostenibili e le innovazioni tecnologiche che ne hanno resa possibile la realizzazione. Alcuni esempi: Zilli presenterà in anteprima i suoi primi capi interamente sostenibili, Carpisa svelerà la valigia 500eco prodotta dal materiale di riciclo di 30 bottiglie di plastica e Lamborghini comunicherà le grandi innovazioni sostenibili previste nell’immediato futuro: il lancio della prima auto ibrida nel 2023 e della prima Lamborghini elettrica nel 2026.

La mission della Sustainable Fashion Innovation Society è quella di accompagnare le aziende della moda nel percorso di transizione ecologica, per raggiungere una piena sostenibilità. SFIS può facilitare il percorso di transizione ecologica dell’intera filiera verso il green (SDG 12 e 13), introducendo uno o più elementi per l’innovazione sostenibile di tale segmento.

L’evento

Phygital Sustainability Expo®  è una piattaforma fortemente allacciata con il territorio delle Piccole e Medie Imprese Italiane e con le startup di ambito artigianale, fiore all’occhiello del nostro bel Paese.

Ne esalta le loro radici storiche e le coadiuva nella trasformazione alla sostenibilità, necessaria e non più rinviabile, per renderle competitive nelle sfide globali. Phygital Sustainability Expo è un luogo virtuale per 364 giorni, che però una volta all’anno si materializza in una location importante e sempre diversa, per permettere ai professionisti e ai consumatori del settore di incontrarsi. 

In seno all’Expo, i brand della moda e del design aderenti alla piattaforma si incontreranno in un network virtuoso, all’insegna della sostenibilità: brand, buyer manifatturieri, accademici, tecnologi e consumatori, tutti uniti dall’interesse di conoscersi e rendere la moda più sostenibile.

La mission è infatti quella di supportare le aziende italiane della moda e del design nella trasformazione della loro filiera verso la piena sostenibilità (Green Disruption), introducendo uno o più elementi per l’innovazione sostenibile di tale segmento.

La location: i Mercati di Traiano I Museo dei Fori Imperiali

Gli espositori e gli eventi collaterali

Accanto ai brand affermati saranno presenti start up e piccole imprese artigiane che, oltre ad esporre il loro prodotto sostenibile, incontreranno i consumatori finali e si confronteranno con loro. Importante, infatti, l’apertura al grande pubblico, che potrà partecipare ai workshop, visitare la mostra, assistere alla sfilata ma soprattutto confrontarsi direttamente con creativi e aziende produttrici per capire come ciascuno di noi può essere determinante per la realizzazione di una moda sostenibile.

Proprio questo l’elemento centrale di Phygital Sustainability Expo: ”Poiché tutte le rivoluzioni partono dal basso, lo scopo della piattaforma dell’Expo è anche rendere consapevole il consumatore, fornendogli gli strumenti informativi sull’incidenza altissima del comparto moda e design per l’inquinamento del nostro Pianeta”, ha dichiarato Valeria Mangani, presidente di Sustainable Fashion Innovation Society. I visitatori, infatti, potranno scoprire cosa c’è dietro ogni singolo capo esposto, grazie alla formula Phygital (fisica e digitale): i tradizionali manichini sartoriali saranno corredati da codici Qr, che una volta inquadrati riveleranno le innovazioni tecnologiche contenute in ogni outfit perché, è noto, la tecnologia ha un ruolo fondamentale nel rispetto dell’ambiente e nel contenimento degli sprechi. Le aziende, inoltre, avranno l’opportunità di incontrare 20 buyer esteri qualificati, selezionati per l’occasione da ICE – Italian Trade Agency.

Da non perdere le conferenze e i workshop: 14 relatori eccellenti recanti la testimonianza delle aziende, associazioni, federazioni che stanno determinando il percorso green del nostro paese: da Ernst & Young alla Cna Federmoda, dal Wwf al World Food Program sapranno ribadire nell’interesse collettivo quanto vitale sia oggi l’attività di conversione verso un approccio sostenibile.

Il peso della moda nel bilancio della sostenibilità

L’industria della moda è ogni anno responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra (CO2) e contribuisce allo spreco delle risorse idriche del Pianeta per il 20% del totale. Questi dati si giustificano in parte, se si considera che il settore moda conta un giro d’affari annuale di 225 miliardi di euro, crea lavoro per più di 300 milioni di persone e contribuisce in maniera significativa alla ricchezza mondiale. Resta un enorme impatto ambientale: circa il 60% degli abiti prodotti sono in poliestere, che con i lavaggi rilasciano ogni anno circa 500.000 tonnellate di microfibre (l’equivalente di 50 miliardi di bottiglie di plastica) nella terra, nei fumi, negli oceani.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, si stima che il settore moda consumi più energia del trasporto aereo e marittimo sommati. Senza contare che ogni anno una grande quantità di prodotti invenduti o scartati viene eliminata dal mercato attraverso l’incenerimento, inquinando ulteriormente il Pianeta con pericolose polveri sottli (PM10). 

Fino ad ora, nessuna fashion week si è dedicata all’importante tema della consapevolizzazione del consumatore, fornendogli gli strumenti informativi sulle ragioni per cui tra una semplice t-shirt e una t-shirt sostenibile, dovrebbe scegliere la seconda! L’Expo intende superare questo gap dedicando un evento in via esclusiva al tema della moda, dopo la forte opera di sensibilizzazione messa in campo da realtà quali Maker Faire Rome e da iniziative spot ma di grande eco mediatica, che hanno contribuito a sensibilizzare fortemente e ad aprire la strada ad interventi “verticali” sulle singole industry quale è, appunto, anche quella della moda.

fonti: Tri/Adnkronos/Labitalia


 

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