l’idea di tre ragazzi italiani per valorizzare il talento dei loro colleghi

LeadTheFuture è l’idea di tre giovani ragazzi italiani, una piattaforma per trasmofare studenti in talenti. attraverso:

  • una rete di persone che  aiutari gli studenti italiani a ottenere stage nelle aziende più prestigiose e trasformali in talenti
  • Avere i consigli delle menti più brillanti grazie a mentor, per avviare la propria startup

Il tutto è completamente gratuito

COME NASCE?

LeadTheFuture nasceal liceo Valeriani di Imola dove i tre studenti fondatori si sono conosciuti alle Olimpiadi di matematica e informatica. Qualcuno di loro aveva già iniziato a fare domanda in università prestigiose, in Italia e all’estero, quindi hanno iniziato a incontrarsi, a scambiarsi consigli su come superare i colloqui. Una di loro è riuscita a entrare a Cambridge e allora hanno pensato di aiutare altri ragazzi a fare lo stesso.

QUANDO NASCE LeadTheFuture ?

Il progetto è nato 2 anni fa e conta ormai una community di più di 300 persone, selezionate tra oltre 1500 candidati, che sono seguite da un mentor: un esperto, una figura guida che da studenti li trasformerà in talenti.

L’OBIETTIVO DI LeadTheFuture 

“L’obiettivo di LeadTheFuture è creare un contesto in cui ogni studente possa crescere e formarsi all’interno di una comunità”, spiega la fondatrice. “Siamo il più grande programma di mentorship in STEM (le discipline di studio che hanno a che fare con scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, ndr) in Italia e tra i nostri mentors ci sono ricercatori leader mondiali di università come Stanford, Harvard o MIT, imprenditori, manager e dirigenti delle più influenti aziende tech come Google, Apple e Salesforce”. La lista è molto lunga, sono tutti italiani: sul sito di LeadTheFuture si può vedere una foto, la bio e sapere dove lavorano. Alcuni di loro sono molto giovani.

CONOSCIAMO LA FONDATRICE!

Una della founder, Matilde Padovano, ha lei stessa solo 21 anni. All’ultimo anno di studi – ha scelto Informatica – presso l’Università di Cambridge, ha già ricevuto offerte da Fecebook e Google ma è ancora indecisa e orientata a fare ricerca in università con un dottorato a Cambridge o Stanford”.

Nella sua prima estate di vacanza ha avuto l’opportunità di fare un’esperienza lavorativa a Google, nella sede di Zurigo: “Ciò che più mi ha sorpreso è constatare come venga data da subito responsabilità agli stagisti”, spiega, “una cosa strana, anche perché qui in Italia lo stereotipo vuole che lo stagista faccia le fotocopie o il caffè. Lì invece sei un dipendente a tutti gli effetti, con tanto di benefit tra welfare e ristoranti in cui servono colazione, pranzo e cena all’interno dell’azienda”.

Un’esperienza che ora Matilde, insieme ai suoi due colleghi, vorrebbe far vivere ad altri ragazzi, anche attraverso l’organizzazione di incontri personali con gli altri membri della community che in questo modo possono condividere i loro successi e ricevere suggerimenti dagli altri.

PERCHE’ LeadTheFuture ?

“Perché lo facciamo? È semplice, uno dei valori fondamentali in cui credo è il concetto di give back: io personalmente sono stata molto fortunata a incontrare le persone giuste, quindi mi fa piacere aiutare altri ragazzi a ottenere le opportunità che si meritano. Grazie ai nostri consigli, l’anno scorso più di 10 persone del nostro network hanno ottenuto uno stage in aziende come Google, Facebook o NASA, e ancora, molti studenti sono stati ammessi a università prestigiose quali Cambridge o la Normale di Pisa”.

OBBIETTIVI DI LUNGO TERMINE

Tra gli obiettivi a lungo termine di LeadTheFuture, c’è n’è un altro molto ambizioso: convincere le grandi aziende tech a investire direttamente in Italia, quindi portare le opportunità “in casa” dei nostri giovani. “La speranza è creare un network che faccia sì che anche gli italiani espatriati, i cosiddetti cervelli in fuga, continuino ad avere un rapporto professionale con il nostro paese, per contribuire alla crescita dell’Italia, anche se dall’estero”.

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Leggi l’articolo originale di Marcello Astorri su Forbes  

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