Microplastiche: dal Cnr arriva metodo per individuarle! - Maker Faire Rome

Microplastiche: dal Cnr arriva metodo per individuarle!

microplastiche

Uno studio condotto da ricercatori DEL Cnr svela un nuovo metodo in grado di distinguere le microplastiche dal microplankton GRazie all’ AI!

 

L’inquinamento dei mari dovuto alle microplastiche è una delle maggiori emergenze ambientali che ci troviamo ad affrontare.

 

Quando questi inquinanti scendono fino a dimensioni microscopiche, il problema è ancora più allarmante: le microplastiche possono infatti essere ingeriti della fauna marina destinata al consumo, entrando nella catena alimentare e causando effetti negativi sulla salute anche umana.

 

Come si è arrivati alla scoperta?

 

L’intelligenza Artificiale unita al microscopio olografico a contrasto di fase sono stati gli strumenti determinanti.

Dimensioni ridotte degli inquinanti e vasta eterogeneità dei campioni marini, finora, avevano finora impedito di effettuare uno screening automatico ed accurato mirato a conoscere l’abbondanza delle microplastiche”, spiegano dal Cnr-Isasi.

Il metodo utilizza le informazioni fornite da questi 2 strumenti  , per estrarre da ciascun elemento analizzato un’ampia e inedita gamma di parametri altamente distintivi per questa classe d’inquinanti.

Tali parametri hanno consentito di addestrare un’architettura di intelligenza artificiale a distinguere le microplastiche da microalghe di dimensione e forma in apparenza similari.

L’unione di olografia digitale e intelligenza artificiale  ha consentito di riconoscere decine di migliaia di oggetti appartenenti a diverse classi con accuratezza superiore al 99%.

 

Come Funziona la rilevazione delle microplastiche?

 

Più in dettaglio, la segnatura di contrasto di fase, che dipende dallo spessore ottico di ciascun oggetto illuminato, consente di determinare un nuovo insieme di caratteristiche olografiche, come ad esempio la support fractality o il fill ratio, che si aggiungono a quelle tipicamente utilizzate nelle classificazioni. Ciò ha consentito di definire un marcatore ottico, ovvero un insieme di parametri morfologici univoci per un’ampia classe di microplastiche, che include materiali, forme e dimensioni vari.

Finora, il riconoscimento delle microplastiche in campioni marini richiedeva lunghe ispezioni di ogni singolo oggetto al microscopio ottico da parte di personale esperto.

 

L’olografia Digitale 

 

Il nuovo metodo di olografia digitale fornisce invece un riconoscimento oggettivo di un numero statisticamente rilevante di campioni, fino a centinaia di migliaia di oggetti l’ora, con microscopi realizzabili in configurazioni portatili per analisi in situ della qualità delle acque.

 


 

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