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Sustainable Development & Circular Economy

Economia circolare a Maker Faire Rome 2026: lo scarto diventa risorsa

Non si butta via niente

Dal 23 al 25 ottobre 2026, al Gazometro Ostiense di Roma, l’area Sustainable Development & Circular Economy di Maker Faire Rome mostra come riciclo, riuso, riparazione e nuovi materiali cambiano il modo di produrre e consumare. Maker, startup, università, enti di ricerca e scuole portano processi da vedere dall’inizio alla fine, laboratori pratici e soluzioni per acqua ed energia.

Riciclo della plastica: dal rifiuto al nuovo oggetto

Laboratori di riciclo open source arrivano da diverse città italiane con macchine autocostruite: trituratori, presse a iniezione, fresatrici CNC. Si segue tutto il ciclo, dalla selezione per polimero al pannello o all’oggetto finito. Accanto al riciclo meccanico c’è quello chimico: un processo brevettato che, a temperatura e pressione ambiente, riporta PET, poliesteri e tessili misti ai loro componenti di base.

Nuovi materiali: scarti che tornano in circolo

Fondi di caffè, vinacce, vetro, pneumatici e rifiuti elettronici diventano polifenoli, biomateriali, oggetti di design e gioielli, anche con brevi workshop. La ricerca allarga il campo:

  • con P.Ri.S.Ma.MED 2 l’Università di Siena trasforma i gusci dell’acquacoltura in scrub da provare;
  • con Project Tsireya la Sapienza Università di Roma ricava da reti da pesca dismesse il filamento per una protesi da usare in acqua;
  • l’Università di Roma Tor Vergata sviluppa sensori nati dall’e-waste per il packaging alimentare intelligente;
  • l’Università di Trieste costruisce una barca a vela Moth in compositi con fibre vegetali e polimero riciclato.

Riparare, smistare, consumare meno

Riparare è il primo passo dell’economia circolare. Al banco di saldatura, aperto a visitatori di ogni età, si costruisce da zero un piccolo circuito funzionante e lo si porta a casa, imparando a saldare e a trovare i guasti. Computer vision e deep learning guidano un cestino che smista i rifiuti da solo, mentre misuratori open hardware mostrano circuito per circuito dove finisce l’elettricità di casa. E una cassetta isolata completa la cottura senza altra energia.

Acqua, aria ed energia: la ricerca in fiera

L’Università di Salerno, con Solar Clean Water, rimuove coloranti dall’acqua con il fotovoltaico e un materiale recuperato dalla siderurgia. Il CNR presenta un generatore stampato in 3D che ricava acqua dall’umidità dell’aria, l’Università di Parma schiume che depurano aria e acqua con la luce. Con la Sapienza si gestisce una comunità energetica rinnovabile simulata, guidata dall’intelligenza artificiale. ENEA segue le microplastiche negli ambienti acquatici, e in fiera si scoprono anche le tecnologie per biocarburanti, cattura della CO₂ e rinnovabili.

Scuole, famiglie e MakeITcircular

Le scuole superiori portano filamento per stampa 3D ricavato da bottiglie, polistirolo vegetale biodegradabile, vernici con gusci d’uovo e filtri che trattengono le microfibre della lavatrice.
Per i più piccoli ci sono i giochi di ENEA su rifiuti e spreco alimentare e BioSparkle della Sapienza, un tavolo interattivo su biomateriali ed energia.
Il 23 ottobre, sul main stage, il contest MakeITcircular premia le soluzioni che riducono l’impronta ambientale di prodotti e servizi.

Scopri i progetti di economia circolare nel catalogo espositori.