Elettronica e fabbricazione digitale a Maker Faire Rome 2026: dall’idea all’oggetto
Il cuore del fare
Dal 23 al 25 ottobre 2026, al Gazometro Ostiense di Roma, Maker Faire Rome porta insieme elettronica, stampa 3D, CNC, sensori e open source: strumenti con cui maker, scuole, università e FabLab trasformano un’idea in un oggetto che funziona.
Qui i prototipi si guardano da vicino e si capisce come sono costruiti. Molti condividono approcci e tecnologie open source, per mostrare non solo il risultato ma anche il processo.
Elettronica: dall’idea al prototipo
Tutto comincia da un circuito. Si salda, si misura, si corregge.
Moduli magnetici permettono di assemblare dispositivi senza cablaggi complessi, mentre tra gli oggetti in mostra ci sono una calcolatrice che legge numeri scritti nell’aria, un palmare alimentato da un piccolo pannello solare e dispositivi che trasformano segnali biologici in comandi.
Anche le scuole seguono la stessa filiera: elettronica, sensori, programmazione e prototipazione diventano strumenti per costruire oggetti funzionanti.
Fabbricazione digitale: dal file all’oggetto
La stampa 3D incontra CNC, robotica e intelligenza artificiale.
Una macchina a cinque assi riduce la necessità di supporti, una pick and place automatizza il montaggio dei componenti sui circuiti, mentre l’AI può trasformare un’idea descritta a voce in un modello da realizzare.
La fabbricazione digitale serve anche a produrre arredi con materiali riciclati, strumenti musicali accessibili e componenti robotici. La Regione Lazio porta in fiera la rete dei FabLab Lazio e i prototipi nati nei suoi programmi di formazione.
AvantCraft: quando artigianato e tecnologia lavorano insieme
AvantCraft è la mostra dedicata all’incontro tra saper fare artigiano e tecnologie avanzate, curata da Stefano Micelli dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
Mobilità, ceramica, vetro, moda, gioielli e biomateriali mostrano come stampa 3D, lavorazioni digitali e competenze manuali possano convivere: dalle biciclette in titanio alle sculture in ceramica, fino a gioielli e oggetti costruiti a mano.
La ricerca che si costruisce
Il CNR mostra una struttura in scala reale realizzata con elementi tagliati a controllo numerico che nasce piatta e si apre fino a diventare autoportante.
La Sapienza Università di Roma applica la stampa 3D alla musica e alla progettazione di componenti di grandi dimensioni. L’Università di Catania lavora su supporti riutilizzabili per la produzione di compositi, riducendo materiali e passaggi superflui.
ENEA rende visibile il passaggio dal segnale analogico al digitale, mentre la Libera Università di Bolzano porta una fabbrica-laboratorio dove progettazione, robotica e sensori lavorano insieme.

