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Caldo estivo, i dispositivi tech rischiano quanto noi

Various beach-related items in an outdoor still life (hat, sandals, swimsuit, beach bag, towel and a mobile phone to stay connected)
FreshSplash I iStock

Come proteggere smartphone e laptop dal caldo (no, non mettendoli in frigo)

Con l’arrivo delle temperature estive, non è solo il nostro corpo a soffrire il caldo: anche gli apparecchi elettronici che portiamo sempre con noi – smartphone, laptop, tablet – possono risentirne, con il rischio concreto di surriscaldarsi e subire danni permanenti. Ecco alcuni accorgimenti pratici per tenere i propri dispositivi al sicuro durante i mesi più caldi: si tratta di piccoli accorgimenti quotidiani che, sommati, possono fare una reale differenza nella durata e nelle prestazioni dei nostri dispositivi durante i mesi più caldi dell’anno.

  • Evitare l’esposizione diretta al sole. Il primo consiglio, per quanto ovvio, è tra i più trascurati: tenere i dispositivi all’ombra. Capita spesso di lasciare il telefono sul tavolo durante un aperitivo all’aperto, oppure di usarlo camminando sotto il sole di mezzogiorno. Bastano pochissimi minuti di esposizione diretta perché la temperatura interna del dispositivo salga rapidamente. Il frigorifero non è mai una soluzione: è un’idea che a molti sembra intuitiva – mettere il telefono in frigo o addirittura in freezer per raffreddarlo velocemente – ma in realtà è controproducente, e può essere dannosa quanto lasciarlo al sole. Lo sbalzo termico improvviso può infatti mandare in shock il dispositivo e, nei casi peggiori, romperlo, mettendo a rischio soprattutto la batteria. C’è poi un secondo problema, meno ovvio: frigoriferi e congelatori sono ambienti umidi, dove la condensa può facilmente infiltrarsi nei circuiti interni.
  • Tenere fresco l’ambiente circostante. La strategia più efficace, in realtà, è la stessa che adottiamo per noi stessi: raffreddare l’ambiente in cui ci troviamo. Un ventilatore o il condizionatore, le tapparelle abbassate per bloccare il sole diretto, persino stendere il bucato in casa anziché all’aperto: tutto ciò che aiuta a mantenere fresca una stanza aiuta indirettamente anche i dispositivi elettronici al suo interno.
  • Non chiedere troppo ai dispositivi nei giorni più caldi. Così come evitiamo sforzi fisici eccessivi quando fa molto caldo, dovremmo fare lo stesso con la tecnologia. Streaming video, videogiochi e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale richiedono molta potenza di calcolo, e quindi generano più calore. Anche la ricarica della batteria e la luminosità dello schermo al massimo contribuiscono al surriscaldamento. Nei giorni più caldi conviene quindi limitarsi alle funzioni realmente necessarie, attivare la modalità di risparmio energetico, che riduce automaticamente l’attività di molte app in background, e concedere al dispositivo brevi pause, spegnendolo per qualche minuto quando possibile.
  • Togliere cover e custodie. Infine, un accorgimento semplice ma spesso sottovalutato: rimuovere temporaneamente cover e custodie. Questi accessori, per quanto utili a proteggere il dispositivo dagli urti, ostacolano la naturale dispersione del calore. L’unica accortezza, ovviamente, è maneggiare il telefono o il laptop con più attenzione per evitare cadute accidentali.

Perché il caldo danneggia davvero i dispositivi

Smartphone e laptop sono alimentati quasi sempre da batterie agli ioni di litio, racchiuse insieme a processore, schermo e circuiti elettronici. Il calore che le mette in difficoltà non arriva solo dall’ambiente esterno: anche il processore, quando lavora intensamente, produce calore dall’interno. D’estate i due effetti si sommano. Queste batterie restano stabili tra 0°C e circa 35°C. Superata questa soglia iniziano i problemi concreti:

  • Oltre i 45°C, la degradazione diventa permanente: l’elettrolita interno comincia a decomporsi e si forma più rapidamente uno strato (il cosiddetto SEI) che aumenta la resistenza interna della batteria, riducendone in modo irreversibile la capacità di carica.
  • Oltre i 60°C, il rischio si fa più serio: possono formarsi gas interni, con conseguente rigonfiamento della batteria e, nei casi estremi, il cosiddetto thermal runaway, un surriscaldamento incontrollato che può portare fino all’incendio del dispositivo.

Ecco perché molti smartphone, quando la temperatura interna si alza troppo, riducono automaticamente le prestazioni – schermo più scuro, processore rallentato: non è un guasto, ma un meccanismo di autoprotezione. Il frigorifero, in questo senso, non è affatto una scorciatoia sicura: allo shock termico si aggiunge il problema dell’umidità. Frigo e soprattutto congelatore generano condensa, e l’acqua che si infiltra nei circuiti può provocare corrosione – un danno che a volte si manifesta solo giorni dopo, quando il dispositivo è ormai tornato a temperatura ambiente.

In sintesi, i danni possibili da un caldo eccessivo sono:

  • riduzione permanente della capacità della batteria;
  • rigonfiamento della batteria nei casi più seri;
  • malfunzionamenti dello schermo, come sfarfallii o righe colorate;
  • spegnimenti improvvisi per protezione automatica;
  • nei casi estremi, rischio di incendio.

Perchè rischiare? Segui i nostri consigli e tieni al sicuro i tuoi dispositivi.

Fonti: Euronews
Immagine di copertina: FreshSplash I iStock
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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