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BMW porta i robot umanoidi in fabbrica

Automation aumobile factory concept with 3d rendering robot assembly line in car factory
PhonlamaiPhoto I iStock
Barbara Marcotulli

BMW porta i robot umanoidi in fabbrica: al via il debutto di Figure 03

Il futuro delle catene di montaggio sta iniziando ad assomigliare sempre di più alla fantascienza. BMW ha infatti presentato l’utilizzo del robot umanoide Figure 03, sviluppato dall’azienda tecnologica Figure AI, nel proprio stabilimento produttivo di Spartanburg, in South Carolina. Non è un impianto qualunque: si estende su una superficie di oltre 900.000 metri quadrati e impiega più di 11.000 persone. Qui vengono assemblati alcuni dei modelli di punta della gamma Sports Activity Vehicle e Coupé di BMW, tra cui X3, X5, X6, X7 e XM ed è proprio qui che il colosso tedesco ha scelto di sperimentare concretamente l’automazione “fisica” di nuova generazione, integrando i robot umanoidi nei processi produttivi reali.

Cosa sa fare Figure 03

Il punto di forza del nuovo robot è la sua versatilità: Figure 03 riesce ad alternare compiti molto diversi tra loro, passando dal prelievo e posizionamento preciso di componenti sottili e delicati, fino a operazioni che richiedono più forza fisica, come il coordinamento dell’intero corpo per trainare lungo la linea di produzione un carrello metallico di grandi dimensioni. Alla base di queste capacità c’è Helix 02, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Figure AI che traduce direttamente le immagini percepite dal robot in azioni motorie coordinate. È questo sistema a permettere a Figure 03 di muovere mani, braccia, busto e gambe in modo sincronizzato, riuscendo persino a spostare il proprio corpo mentre traina un carico pesante su ruote.

Questa non è la prima volta che BMW sperimenta i robot umanoidi a Spartanburg. Il nuovo Figure 03 arriva infatti come evoluzione diretta del modello precedente, Figure 02, già impiegato con successo nello stesso stabilimento. Durante un periodo di attività di undici mesi, Figure 02 ha contribuito alla produzione di oltre 30.000 unità del modello X3, occupandosi in particolare dell’inserimento di componenti in lamiera metallica nel reparto lastroferratura, un’operazione che richiede allo stesso tempo velocità, precisione e un notevole sforzo fisico se svolta manualmente. Forte di questi risultati, BMW ha ora deciso di ampliare il progetto, spostando l’impiego del nuovo Figure 03 verso applicazioni logistiche più complesse, legate in particolare al sequenziamento dei componenti lungo la linea. Nel video che segue, lo vediamo all’opera:

Un settore in rapidissima crescita

Il progetto BMW-Figure AI rappresenta uno dei primi casi concreti in cui i robot umanoidi escono dai centri di ricerca per entrare stabilmente nelle linee produttive reali di un grande costruttore automobilistico, aprendo la strada a una nuova fase dell’automazione industriale ma si tratta di un caso che si inserisce in un trend molto più ampio.

Il mercato globale della robotica umanoide è destinato a una crescita esplosiva: secondo le stime della Boston Consulting Group, entro il 2030 le vendite annuali di unità potrebbero variare da meno di un milione fino a superare i sei milioni di esemplari, a seconda degli scenari considerati. Anche gli investimenti seguono questa tendenza: secondo i dati McKinsey, i finanziamenti in venture capital destinati alla robotica sono più che triplicati tra il 2023 e il 2025, raggiungendo circa 40,7 miliardi di dollari l’anno. Per la società di consulenza, la domanda chiave non è più se i robot umanoidi funzioneranno nella pratica industriale, ma se sapranno diventare economicamente sostenibili su larga scala, e a quali condizioni di costo, velocità e affidabilità. Sul fronte dell’adozione industriale, è la Cina a detenere saldamente il primato mondiale. Secondo i dati della International Federation of Robotics (IFR), nel 2024 il paese ha raggiunto un record assoluto di oltre due milioni di robot industriali attivi nelle proprie fabbriche, con circa 295.000 nuove installazioni nel solo corso dell’anno. Sempre secondo l’IFR, quasi la metà di tutte le installazioni globali di robot nel settore automotive – circa il 45% – si è concentrata in Cina nel 2024, a conferma di quanto il paese resti oggi il laboratorio più avanzato al mondo per l’automazione industriale su larga scala.

Non solo BMW: altri produttori scommettono sugli umanoidi

BMW non è affatto un caso isolato. Diversi altri grandi gruppi industriali stanno sperimentando o già impiegando robot umanoidi nelle proprie linee produttive e nei magazzini. Tesla, ad esempio, sta convertendo parte del proprio stabilimento di Fremont per produrre su scala il suo robot Optimus Gen 3, già impiegato in compiti legati all’assemblaggio delle batterie. Mercedes-Benz, dal canto suo, sta testando in più stabilimenti europei il robot Apollo sviluppato da Apptronik, utilizzato per il trasporto di componenti pesanti e la consegna di kit di montaggio lungo la linea.

Anche il settore della logistica si sta muovendo nella stessa direzione: Digit, il robot umanoide di Agility Robotics, è già operativo nei magazzini di Amazon e del gruppo logistico GXO, dove si occupa dello spostamento di contenitori vuoti, mentre Ford lo sta testando per attività di kitting e movimentazione materiali. Hyundai, che ha acquisito Boston Dynamics, utilizza invece i robot Atlas e Spot per compiti di ispezione, stampaggio e logistica interna nei propri stabilimenti. A conferma che il settore si sta muovendo rapidamente su più fronti, anche Stellantis e Toyota stanno valutando o testando in via sperimentale diverse soluzioni di robotica umanoide nei propri impianti, segno che quello che fino a pochi anni fa sembrava un esperimento di laboratorio sta ormai diventando una componente reale delle strategie di automazione dei grandi costruttori mondiali.

Sul fronte dell’adozione industriale, la Cina mantiene saldamente il primato mondiale. Secondo i dati della International Federation of Robotics (IFR), nel 2024 il paese ha raggiunto un record assoluto di oltre due milioni di robot industriali attivi nelle proprie fabbriche, con circa 295.000 nuove installazioni nel solo corso dell’anno. Sempre secondo l’IFR, quasi la metà di tutte le installazioni globali di robot nel settore automotive — il 45% — si è concentrata in Cina nel 2024, a conferma di quanto il paese resti oggi il laboratorio più avanzato al mondo per l’automazione industriale su larga scala.

 

Fonti: BMW I Manufacturing Digital
Immagine di copertina: PhonlamaiPhoto I iStock
Barbara Marcotulli

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