Maker Faire Rome 2025: dalla stampa 3D alla robotica sociale, 5 progetti Health per migliorare la salute di tutti
Quali sono i progetti e le tecnologie presenti nel mondo della salute? Innovazione e tecnologia possono aumentare l’aspettativa di vita e supportare le disabilità, in tutte le loro forme. Alla Maker Faire Rome 2025 avete potuto toccare con mano tutto questo: una scelta che mette la salute al centro e l’innovazione tecnologica a sostegno del nostro benessere. Ma se per caso ve lo siete persi, ecco una breve sintesi dei migliori progetti health, che sono stati protagonisti al Gazometro dal 17 al 19 ottobre. Sono quelli nati da esperienze personali soprattutto ad averci colpito: sfide che vengono raccolte e trasformate in progetti imprenditoriali non fini a se stessi, ma che diventano bene comune.

Innovazione e sport, dalla disabilità la spinta per tornare in campo
Daniele Pepe è un maker, ed è il fondatore di Together we ride. La sua storia dice tantissimo sul rapporto tra i maker e la salute. Daniele è nato con una disabilità all’arto superiore e ha ideato da sé una protesi sportiva per tornare a praticare mountain bike. Proprio da quella necessità è nata una risposta che oggi permette a tanti giovani di rientrare nello sport. Il suo team è composto da maker, designer, fisioterapisti e tecnici protesici, con background in ingegneria, design industriale e stampa 3D.
«Abbiamo già realizzato progetti educativi nelle scuole, workshop sull’inclusione e ausili funzionali per diverse attività quotidiane. Uniamo competenze tecniche e motivazione personale per innovare dal basso», ha detto a proposito di “Ride Again”, progetto di innovazione sociale e tecnologica nato per restituire libertà e possibilità a giovani con disabilità motorie attraverso la creazione di ausili protesici sportivi personalizzati, progettati in 3D e realizzati con stampa additiva.
Il suo obiettivo? Permettere a bambini e ragazzi con malformazioni o amputazioni degli arti superiori e inferiori di tornare a praticare sport, in particolare la mountain bike, ma anche discipline che prevedono movimenti rapidi e sport di contatto, dove la presa o la stabilità sono fondamentali.

Cancro al seno, non potevamo restare a guardare
La sfida di cercare nuove soluzioni per la salute che non siano finalizzate alla costituzione di una startup e al solo fare profitto, ma al bene comune, è quella che hanno raccolto tre ragazze di Novara. «Siamo ragazze e poi tutti i giorni ci capita di sentire di donne che si ammalano di tumore al seno, è successo anche ad alcune nostre insegnanti. L’idea è partita da lì», hanno raccontato alla stampa. Alessia Facchinetti, 18 anni, e le compagne dell’Istituto Omar di Novara, Victoria Bonomelli e Matilde Mazzini, alla Maker Faire Rome 2025 hanno portato MAV d-IA-gnosis: Prevenzione-Diagnosi tramite A.I, un progetto che impiega l’intelligenza artificiale per analizzare mammografie e immagini mediche, aiutando nella diagnosi precoce dei tumori e migliorando la sanità preventiva.

Disabilità, gli scacchi su una tastiera vera? Ci pensa il robot Nao
Stampa 3D, intelligenza artificiale e anche robotica. Non poteva mancare in questa breve selezione di progetti innovativi per la salute protagonisti alla Maker Faire Rome 2025, l’automazione. «Uno dei membri del team gioca in una squadra di scacchi. La sfida era consentire a persone disabili di giocare una partita su una tastiera». Alberto Michelini, Alessandro Sabbadini, Andrea Peerani, Filippo Malavolta e Martin Hu hanno messo la firma su play chess with NAO. L’idea è questa. Il robot umanoide NAO aiuta una persona con disabilità a giocare a scacchi, ricevendo da lui i comandi vocali e inviandoli ad un braccio robotico che sposta le pedine. Il progetto rende possibile ed accessibile il gioco degli scacchi alle persone disabili, oppure alle persone che non possono essere fisicamente presenti sul luogo dove si trova la scacchiera. Esistono da tempo soluzioni digitali sul web, ma con questo progetto sarà possibile muovere su una scacchiera reale delle pedine reali. Una soluzione che promuove l’uso della robotica
sociale per l’inclusione e la terapia.

Intelligenza artificiale e mobilità, la sedia a rotelle controllata dalla voce
Anche la Smart wheelchair operated by voice commands nasce con questo spirito. È il progetto di una sedia a rotelle intelligente controllata dalla voce ed è stato sviluppato per migliorare l’autonomia delle persone con disabilità motorie. Usa sensori e riconoscimento vocale per offrire una mobilità assistita personalizzata. Dietro c’è lo studio e l’applicazione di Davide Borghi e Thomas Piseddu, studenti della classe V Elettronica, Robotica dell’IIS TITO SARROCCHI di Siena.
Hanno utilizzato, raccontano, «l’intelligenza artificiale e la possibilità di riconoscere alcune parole per riuscire a far spostare la sedia a rotelle in qualsiasi direzione dello spazio. Tramite una UDOO e un microfono si riconoscono alcune parole chiave e attuare gli spostamenti». L’idea nasce «dal voler arricchire delle funzionalità non presenti in una sedia a rotelle, il primo passo è stato quello di pilotarla tramite l’uso di cellulare o di un tablet. Successivamente abbiamo utilizzato un caschetto ed un giroscopio per farla spostare tramite i movimenti della testa, mentre questo anno utilizziamo la parola per il movimento».
Autismo, la robotica che aiuta i bambini
Marco Picarella (Biosphaera), Emanuela Riccio, Martina Semino e Luca Vascelli (di Tice) sono un gruppo composto da esperti di robotica e terapisti nell’ambito autistico. Alla Maker Faire Rome 2025 hanno presentato Orazio (nome commerciale Ohbot), una testa robotica economica, che è stata impiegata tra il 2024 e il 2025 in un progetto di sperimentazione con bambini autistici, realizzato da due cooperative sociali, Biosphaera e Tice. Una volta programmato per eseguire 8 diversi esercizi, specifici per i soggetti autistici, è stato testato con un campione di 11 bambini dai 3 ai 10 anni.
I risultati, sottolinea il team, hanno mostrato una migliore regolazione comportamentale e una maggiore attenzione sostenuta nelle sedute con il robot rispetto a quelle tradizionali, senza effetti dipendenti dall’età del bambino.
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