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L’intelligenza artificiale che insegna alle vigne a parlare

Grappoli d'uva in vigneto inquadrati da computer vision per ricavarne dati
Credit: Awentia via Technoretail
Barbara Marcotulli

Dal grappolo al dato: come l’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo la viticoltura

Dalla Californi all’Italia, nascono software che usano visione artificiale e machine learning per trasformare ogni vite in un sensore vivente. L’obiettivo? Prevedere rese, monitorare la salute delle piante e dare ai viticoltori un nuovo superpotere digitale.

Le vigne, si sa, hanno memoria. Raccontano nel silenzio il clima, il terreno, la mano del viticoltore. Ma fino a ieri, gran parte di ciò che accadeva tra i filari restava invisibile: malattie che si manifestano troppo tardi, variazioni microclimatiche che sfuggono all’occhio umano, differenze di produttività che solo la vendemmia poteva rivelare. Ora, però, ci sono diversi nuovi alleati digitali che promettono di dare voce alle viti stesse. E, per una volta, Europa e Stati Uniti sembrano essere allineati con lo sviluppo: sarà che il vino unisce?

La prima soluzione si chiama Scout Gen 5, e rappresenta il punto di incontro tra agricoltura, intelligenza artificiale e visione computerizzata. Nasce nei laboratori dell’Università della California, Davis, una delle capitali mondiali della ricerca in viticoltura ed enologia. Qui, il professor Mason Earles, esperto di machine learning applicato alle scienze agrarie, ha lavorato per anni con studenti e ricercatori per sviluppare modelli di IA capaci di “leggere” le immagini dei vigneti. Il progetto ha poi trovato forma imprenditoriale grazie all’incontro con Kia Behnia, ex studente UC Davis e oggi CEO di Scout, startup che porta la ricerca dal laboratorio ai campi.

L’ultima evoluzione di questa tecnologia è Scout Gen 5, presentata nella primavera del 2025, che spinge ancora più in là i confini dell’agricoltura di precisione. Il principio è semplice nella teoria, sofisticato nella pratica: il viticoltore scatta fotografie ai filari — con uno smartphone o un drone — e il sistema, grazie a modelli di computer vision addestrati su milioni di immagini, analizza automaticamente ogni singolo fotogramma.

I vantaggi di soluzioni AI anche per la viticoltura

Scout Gen 5 è un sistema di gestione dei vigneti basato su intelligenza artificiale. Analizza le foto e i dati di geolocalizzazione inviati dai viticoltori per creare mappe interattive, inventari pianta per pianta e previsioni di resa estremamente accurate. Scout incrocia i dati visivi con la geolocalizzazione e i parametri ambientali, generando una mappa interattiva del vigneto. Ogni vite è rappresentata come un punto vivo su questa mappa, con un inventario individuale che riporta lo stato di salute, la crescita dei grappoli, il rischio di stress idrico e persino una stima di produttività. È come passare da una visione “analogica” del campo a una rappresentazione digitale dinamica, in tempo reale. Una tecnologia che promette di cambiare per sempre il modo in cui si coltiva l’uva, combinando scienza dei dati, agronomia e la tradizione millenaria del vino.

Per i viticoltori, questo significa poter prendere decisioni informate con settimane o mesi di anticipo: regolare l’irrigazione dove serve davvero, individuare malattie prima che si diffondano, pianificare la raccolta in modo ottimale. In questo senso, Scout Geb 5 è una piattaforma che restituisce agli agricoltori il controllo totale sui loro vigneti, ma basata su dati oggettivi e predittivi:  ogni vite diventa una fonte di informazione, e ogni dato diventa un consiglio pratico.

Il software di Scout non si limita a raccogliere immagini: impara. Con ogni stagione, i modelli di machine learning affinano la capacità di distinguere varietà di uva, condizioni del suolo, effetti del clima. È un ecosistema che cresce con i vigneti stessi, costruendo una memoria digitale del terreno.

Dalla AI alla AA, “Agricoltura Aumentata”

L’ambizione è trasformare la viticoltura in una scienza basata su evidenze visive e predittive, senza sacrificare la sensibilità artigianale che rende unico il vino. La filosofia di fondo è quella dell’agricoltura aumentata: non sostituire l’esperienza umana, ma potenziarla. Scout Gen 5 non dice al viticoltore cosa fare, ma gli mostra con precisione ciò che sta accadendo tra le foglie, restituendogli uno sguardo “superumano”. È l’estensione naturale di un trend che sta rivoluzionando l’intera filiera agroalimentare: usare l’AI non per automatizzare, ma per comprendere.

L’adozione di strumenti come Scout sta crescendo rapidamente, soprattutto tra i produttori di vino californiani, francesi e australiani. Il valore aggiunto è chiaro: una maggiore efficienza nella gestione delle risorse, una riduzione degli sprechi e, non ultimo, una qualità del raccolto più costante anche in un contesto climatico sempre più imprevedibile. Per un settore che vive di equilibrio tra tradizione e innovazione, l’idea che la tecnologia possa “leggere” la vigna con la stessa sensibilità di un enologo non è più fantascienza.

E in Italia?

La sfida, ora, è portare questa intelligenza distribuita anche ad altre colture, dall’olivo al frutteto – cosa che è già avvenuta al di qua dell’oceano e proprio grazie ad una startup italiana, Awentia, con sede ad Imola. Awentia ha sviluppato una tecnologia proprietaria in grado di analizzare delle immagini, ricavarne dati e renderli fruibili in maniera autonoma e sistematica per offrire informazioni utili a ridurre sprechi migliorando l’efficienza, il risultato e la sicurezza dei processi. Il sistema di monitoraggio intelligente di Awentia sfrutta un dispositivo, brevettato e realizzato integralmente in-house per analizzare lo stato di salute delle piante e del vigneto. Grazie a questa tecnologia, è possibile individuare precocemente segnali di patologie e problemi delle viti o dei frutteti, permettendo ad agronomi e agricoltori di intervenire tempestivamente per proteggere i raccolti. L’obiettivo è proprio migliorare l’efficienza, offrendo un monitoraggio puntuale e georiferito di tutta la cultura, in tempo reale, valorizzando le competenze degli addetti ai lavori in chiave di riduzione degli sprechi e aumento della produttività”.

I dispositivi con a bordo il sistema di Awentia raccolgono immagini durante i normali processi produttivi, senza necessità di assistenza dedicata. Nel caso della viticoltura, sono stati installati sui trattori impiegati nelle attività svolte nei vigneti inquadrando costantemente i filari durante le consuete lavorazioni, senza incidere quindi in alcun modo sulla routine quotidiana degli addetti ai lavori. Grazie a evoluti algoritmi di intelligenza artificiale proprietari, le immagini catturate vengono tradotte in dati che raccontano, in tempo reale, le condizioni di salute delle piante, evidenziando segnali di stress o l’insorgere di patologie.

Grazie alla connettività Wi-Fi, 4G e 5G, i dispositivi di Awentia installati sui mezzi agricoli sono in grado di trasferire – su interfacce dedicate disponibili da PC, smartphone o tablet – in modo georiferito e temporizzato, dati utili a validare strategie di gestione del campo. In ambito agricolo Awentia ha già diversi progetti all’attivo e aperti: oltre ai vigneti, è stato implementato il monitoraggio di lamponi, mirtilli, pomodori, mele e kiwi.

Fonti: University of California I Technoretail
Immagine di copertina: Credit: Awentia via Technoretail
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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