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SpaceCool: il caldo si sconfigge così

Spacecool Inc

SpaceCool è un nuovo materiale che raffredda le superfici senza consumare energia

Chi ha passato quest’estate in Italia o in Europa lo sa bene: torrida, lunghissima, con ondate di calore che si sono susseguite – senza mai distinguersi una dall’altra, in verità, tutte davvero feroci – da giugno fino a settembre inoltrato. Non è stata un’eccezione: le estati si allungano, il caldo arriva prima e resta più a lungo, e la risposta più immediata – installare altra aria condizionata – è anche quella che peggiora il problema: più elettricità, più emissioni, più calore scaricato all’esterno. È esattamente il tipo di nodo che a Maker Faire Rome ci fa drizzare le antenne: una sfida molto concreta che chiede una soluzione ingegnosa, non solo più potenza. E’ per questo che una notizia arrivata dal Giappone ci ha incuriosito parecchio. Una climate-tech startup, Spacecool Inc., ha sviluppato un materiale capace di fare qualcosa che suona quasi come un trucco di fisica: raffreddare una superficie sotto la temperatura dell’aria circostante, in pieno sole, senza usare un solo watt di energia. Non un pannello solare che produce energia per alimentare un condizionatore ma un materiale che smaltisce il calore da solo, passivamente, giorno dopo giorno.

Si chiama SpaceCool, ed è esattamente il genere di innovazione – semplice nel principio, dirompente nell’applicazione – che ci piace raccontare.

Come funziona: raffreddamento radiativo passivo

Il principio alla base si chiama raffreddamento radiativo diurno passivo (PDRC, Passive Daytime Radiative Cooling), e lavora su due fronti contemporaneamente:

  • riflette quasi tutta la luce solare, bloccando fino al 95% del calore in ingresso
  • irradia il calore residuo verso l’atmosfera sotto forma di infrarossi, sfruttando una specifica banda di lunghezze d’onda — la cosiddetta “finestra atmosferica” — che attraversa l’aria senza scaldarla e si disperde verso lo spazio

È la combinazione delle due cose a fare la differenza. I materiali riflettenti tradizionali bloccano il sole ma trattengono comunque il calore che assorbono; SpaceCool, invece, quel calore residuo lo scarica attivamente, restando sotto la temperatura dell’aria anche sotto il sole diretto. Il risultato, secondo i dati dell’azienda: una riduzione della temperatura superficiale di 2-6°C sotto la temperatura ambiente, con una capacità di raffreddamento radiativo di 120-150 W/m². Applicato ai tetti degli edifici, può abbassare la temperatura interna fino a 10°C e tagliare i consumi per il raffrescamento del 30-40%. Il materiale esiste in tre formati, scelti in base all’applicazione: pellicola adesiva, foglio magnetico e telone da sospendere.

Dove è già stato usato

Quello che rende SpaceCool interessante non è solo il principio fisico, ma la velocità con cui sta trovando applicazioni concrete, molto diverse tra loro:

  • Expo 2025 Osaka. È probabilmente la vetrina più visibile: il Gas Pavilion, curato dalla Japan Gas Association, è stata la prima struttura al mondo costruita con una membrana radiativa di questo tipo come rivestimento esterno – strutture triangolari con superfici argentate che cambiano aspetto con la luce del giorno. SpaceCool è stato inoltre fornitore ufficiale dell’Expo come sponsor per il supporto agli spazi: un telo impermeabile installato sul tetto dell’edificio dell’East Entrance Plaza, oltre a tende per gli staff e grandi ombrelli (circa 112 cm) usati dal personale che accompagnava i visitatori. Test su container-house rivestite con il materiale hanno mostrato una riduzione media del 29% nei consumi di climatizzazione, calcolata su un periodo di 15 anni.
  • Arabia Saudita. In collaborazione con Red Sea Global, case portatili rivestite con SpaceCool hanno raggiunto fino al 40% di riduzione nei consumi di climatizzazione.
  • Abu Dhabi. Un campo da tennis coperto dell’Emirates Palace Mandarin Hotel utilizza una tensostruttura in SpaceCool, dimostrando che è possibile creare uno spazio sportivo confortevole senza aria condizionata.

Il materiale viene impiegato anche su quadri elettrici e cabine tecniche esterne (per ridurre guasti da surriscaldamento), magazzini e capannoni, mezzi di trasporto, allevamenti (per abbattere lo stress da calore negli animali) e nella logistica alimentare, dove le escursioni termiche generano perdite di prodotto.

L’espansione commerciale è già oltre i confini giapponesi: oltre a Giappone, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, l’azienda è presente in Thailandia e sta lavorando a produzioni locali con partner come Zamil Group, con sperimentazioni in corso anche in Indonesia, Europa e Stati Uniti.

Perché interessa a chi si occupa di innovazione

SpaceCool è un buon esempio di una tendenza che vale la pena osservare da vicino: tecnologie a zero energia che affrontano un problema – il caldo – destinato solo a peggiorare, senza aggiungere carico alla rete elettrica. Avevamo già parlato di un progetto affine in questo articolo, qualche tempo fa. Si tratta di soluzioni che non sostituiscono l’aria condizionata ovunque, ma che nei contesti giusti (tetti, strutture temporanee, apparecchiature esterne, aree dove portare energia è costoso o complesso) possono fare una differenza reale, misurabile in consumi evitati, e non solo in principio. È anche un caso interessante di percorso industriale: da materiale sviluppato con il sostegno della Prefettura di Osaka nell’ambito di un progetto di sviluppo tecnologico “carbon neutral”, a fornitore ufficiale di uno dei grandi eventi globali, fino a un’espansione commerciale che oggi tocca Medio Oriente e Sud-Est asiatico in meno di due anni.

Fonti: Spacecool Inc I Japan Gas Association I JapanGov I COP30
Immagine di copertina: Spacecool Inc
Barbara Marcotulli

Maker Faire Rome - The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l'innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, imprese che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all'estero.

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