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Giornata Internazionale dell’Acqua: Scopri eventi e iniziative per aiutare a proteggere questa risorsa

Il 22 marzo si celebra in tutto il mondo l’acqua, la nostra risorsa più preziosa. Dalle Nazioni Unite ai governi locali, tutti si stanno mobilitando. Anche noi possiamo fare la nostra parte.

 

“Accelerare il cambiamento” è il tema dell’edizione 2023 della Giornata Internazionale dell’Acqua che si celebra in tutto il mondo il 22 marzo. Il tema è caldo: imprimere impulso a iniziative per risolvere la crisi idrica e igienico-sanitaria. L’acqua è di tutti e cosi i problemi che la riguardano; per questo è importante che tutti, nessuno escluso, facciano la propria parte. 

Dalle Nazioni Unite ai governi locali, dai sistemi dell’educazione a quelli di informazione, l’impegno è sulla consapevolezza, sulla condivisione, sull’azione per sconfiggere sprechi e inquinamento e combattere la siccità e le sue conseguenze. 

Italia: è emergenza siccità

Accelerare il cambiamento per risolvere la crisi idrica e sanitaria è lo slogan che si adatta benissimo anche alla situazione del nostro paese, per fronteggiare i cambiamenti climatici e l’emergenza siccità, che dalla scorsa estate non ha smesso di mettere in ginocchio l’Italia. Il 2022 è stato infatti dichiarato dalla Società Meteorologica Italiana come l’anno “tra i più estremi mai registrati in termini di caldo e deficit di precipitazioni”, registrando un saldo negativo pluviometrico complessivo del 30%.

Secondo i dati dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono aumentati del 367% i casi di danni dovuti alla siccità, passati dai 6 del 2021 ai 28 del 2022.

L’emergenza idrica potrebbe mettere a rischio 320 miliardi di euro tra imprese idrovore e filiera estesa dell’acqua, ovvero il 18% del Pil italiano. E’ quanto emerge dal Libro BIanco 2023 “Valore Acqua per l’Italia”, realizzato dall’Osservatorio istituito dalla Community Valore Acqua per l’Italia creata nel 2019 da The European House-Ambrosetti per rappresentare la filiera estesa dell’acqua in Italia, presentato proprio il 22 marzo. in occasione della Giornata mondiale dell’acqua.

Il Po in secca cosi non lo avevamo mai visto I foto: AGI

Il tema del 2023 e il ruolo della ricerca

Quest’anno la Giornata è specificamente dedicata al ruolo dell’acqua nella sicurezza alimentare, tematica alla quale si aggiungono gli aspetti concernenti gli effetti delle abitudini alimentari, i costi idrici dell’agricoltura e dell’allevamento e, infine, il problema dell’uso sostenibile di una risorsa a torto ritenuta inesauribile e la cui qualità può essere messa in pericolo.

Come ha rilevato Massimo Iannetta, responsabile dell’Unità tecnica ENEA sullo sviluppo sostenibile e l’innovazione del sistema agroalimentare,di fronte al cambiamento climatico e alla Siccità che sta colpendo ormai da anni il nostro Paese è necessario mettere in campo misure di adattamento e di mitigazione articolate su diversi aspetti della filiera agroalimentare, che tengano conto delle seguenti principali aree di Innovazione, sulle quali ENEA sta lavorando da anni:

  • AGRICOLTURA di PRECISIONE, NUOVE SOLUZIONI PER L’IRRIGAZIONE e MODELLISTICA CLIMATICA– per l’uso efficiente dell’acqua, anche in funzione degli scenari climatici stagionali
  • AGRICOLTURA CONSERVATIVA – per la transizione agro-ecologica legata alla scarsità di acqua
  • BIOTECNOLOGIE – TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) per il miglioramento delle performance in condizioni di stress idrico delle piante
  • INTEGRAZIONE TRA AGRICOLTURA ED ENERGIE RINNOVABILI – per coniugare produzione agricola ed energetica finalizzata al funzionamento degli impianti di irrigazione
  • RAPPORTO CIBO E CONSUMATORI– per ridurre gli sprechi e migliorare la dieta con prodotti a minor impronta idrica

Grazie al PNRR è possibile accelerare questo percorso di innovazione, a partire dalle iniziative già avviate nell’ambito della Missione 4, Componente 2 “dalla Ricerca all’Impresa” e che vedono coinvolta la Divisione Biotecnologie e Agroindustria dell’ENEA, il Centro Nazionale AGRITECH, le infrastrutture di Ricerca METROFOOD e MIRRI, il partenariato sui modelli agroalimentari per la Sostenibilità ON-FOODs, l’Ecosistema per l’Innovazione Rome Technopole.

Accanto alla ricerca di base, molte altre attività economiche saranno messe in opera per rispondere alle domande sulle infrastrutture, sulla gestione della disponibilità delle acque e del territorio anche per evitare la competizione della richiesta idrica del settore agricolo con gli altri usi (uso civile, industriale, idroelettrico, turistico, ma anche degli stessi ecosistemi).

Come la recente scarsità di piogge ci insegna, occorre agire non solo per usare meglio l’acqua disponibile, ma anche incrementare la disponibilità di acqua, accumulandola quando è più disponibile e, ove possibile, ricorrendo a fonti non convenzionali come i reflui urbani affinati.”

Acque meteoriche e acque reflue: un potenziale enorme

Un recente studio di Legambiente evidenzia il potenziale che avrebbero insieme la raccolta delle acque meteoriche in ambiente urbano e il riutilizzo di quelle reflue per l’agricoltura: 22 miliardi di metri cubi di acqua all’anno, corrispondenti a circa 3 volte la capacità contenuta nei 374 grandi invasi in esercizio, che ammonta a circa 6,9 miliardi di metri cubi.

Lo studio di Legambiente I immagine: Legambiente

Le acque meteoriche

In ambito urbano, Legambiente evidenzia il potenziale di recupero delle acque meteoriche Nel 2020, oltre 13 miliardi di metri cubi (elaborazione di Legambiente su dati Istat) di acqua piovana caduta sui tetti, sull’asfalto e sul cemento è stata convogliata nelle fognature o nei corsi d’acqua. Uno spreco enorme se pensiamo che corrispondono al 40% dei prelievi medi annui di acqua in Italia (circa 33 miliardi di metri cubi).

Le acque reflue

Passando poi dalle città ai campi, è facile immaginare il potenziale del riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. Infatti, ottimizzare il ciclo idrico in città permetterebbe anche di aumentare le risorse disponibili per l’agricoltura, uno dei settori che maggiormente risente della crisi idrica. Se opportunamente trattata, dai depuratori esce un potenziale di 9 miliardi di metri cubi all’anno di acqua ricca di nutrienti, che in Italia viene sfruttato solo per il 5%, secondo i dati di Utilitalia.

Numeri importanti, che spingono ad invocare una strategia idrica nazionale in modo da riprogettare la governance dell’acqua in modo che abbia come obiettivo non solo l’accumulo per affrontare i periodi di carenza, ma soprattutto la riduzione della domanda d’acqua e, quindi, dei prelievi e degli usi in tutti i suoi settori. 
Tra gli step operativi suggeriti da Legambiente, una roadmap per riqualificare e riprogettare gli spazi aperti e gli edifici delle nostre città che punti almeno al recupero del 20% delle acque meteoriche entro il 2025, del 35% entro il 2027 e del 50% entro il 2030 e la necessità di recepire in fretta il regolamento UE 741/2020 per il riutilizzo delle acque reflue – attualmente in fase di osservazione presso il Mase.

L’ambiente urbano come laboratorio

Le proposte di Legambiente mettono al centro l’ambiente urbano come “laboratorio” in cui migliorare concretamente la gestione idrica nel nostro Paese e fronteggiare l’allarme siccità. 
Per questo, è stato elaborato un “decalogo urbano”: una serie di azioni e strumenti utili ed efficaci da poter replicare in ogni città, e che potrebbero essere realizzati velocemente e con costi, in alcuni casi, del tutto sostenibili. Come dimostrano le best practice (nazionali e internazionali) raccolte nel dossier:

  • trattenere l’acqua piovana in eccesso all’incrementare la permeabilità del tessuto urbano
  • applicare norme edilizie per risparmiare e recuperare l’acqua
  • utilizzare l’innovazione tecnologica per intervenire sulla mitigazione e sull’adattamento

sono tutte esperienze e soluzioni innovative, molte basate sulla natura (Nature Based Solutions) che, se replicate, possono generare benefici enormi in termini gestione ottimale della risorsa idrica e di significativa riduzione dei prelievi.

“Accelerare il cambiamento”: la campagna dell’ONU per l’impegno individuale

Nel 2023, ancora 1 persona su 4 non ha accesso ad acqua pulita e potabile.

Metà della popolazione mondiale, oltre 3,6 miliardi di persone, non può contare su servizi igienico-sanitari adeguati.

L’acqua sporca può essere fino a 20 volte più letale della violenza diretta in contesti di conflitti prolungati come Siria, Yemen o Ucraina – paesi piegati dalla Guerra e delle sue conseguenze anche sull’accesso all’acqua.

Per le Nazioni Unite, quello dell’accesso ad acqua pulita e sistemi igienico-sanitari adeguati è una priorità cosi forte da costituire uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il n. 6. La campagna 2023, “Accelerare il cambiamento” lavora in questa direzione individuando tre linee strategiche di intervento:

Aumentare la consapevolezza

A meno di 7 anni dal 2030, fissata dall”omonima agenda come data entro al quale si sarebbero dovuti raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, è amaro ma necessario ammettere che siamo ancora molto lontani dal riuscire a implementare servizi igienico-sanitari per tutti entro quella scadenza. Tantomeno siamo in grado di vantarci per i risultati fin qui conseguiti relativamente all’accesso ad acqua potabile.

Miliardi di persone e innumerevoli scuole, aziende, centri sanitari, fattorie e fabbriche non hanno accesso ad acqua potabile e ai servizi igienici di cui hanno bisogno.

Per accelerare il cambiamento, abbiamo bisogno di ‘sentire’ l’urgenza; di educare, informare, formare, sensibilizzare alla necessità di interventi immediati.

A questo proposito, e per avvicinare il maggior numero di persone possibile a questi temi assicurandone il coinvolgimento, anche il mondo culturale si è attivato. A Roma, per esempio, per la Giornata Mondiale dell’Acqua 2023, la Sovrintendenza Capitolina propone diversi appuntamenti per scoprire e approfondire la conoscenza dei monumenti di Roma legati al tema dell’acqua. Un modo semplice ma efficace di avvicinare e sensibilizzare. L’elenco degli appuntamenti è disponibile qui.

Anche il CNR si è recentemente esposto sul tema della sensibilizzazione scegliendo proprio l’acqua come elemento chiave per celebrare il suo centenario, con la mostra “Aquae – Il futuro è nell’oceano”, in corso fino al 2 aprile a Napoli., alla Città della Scienza.  La mostra si avvale di esperimenti, attrezzature scientifiche, modelli in scala, video installazioni e immagini suggestive per accompagnare il pubblico in un viaggio alla scoperta del mondo marino. Il mare visto come una risorsa, come luogo dell’ignoto e dell’esplorazione, sia geografica che scientifica, simbolo di ricchezza e biodiversità.

Condividere

Per questo, nella Giornata Mondiale dell’Acqua è importante condividere consapevolezza e informazioni già acquisite con il maggior numero di persone possibile. Le Nazioni Unite hanno predisposto un ‘kit di attivazione’ per ciascuno di noi, per aiutarci a diffondere conoscenza tra i nostri amici e contatti.

Agire

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” Quante volte abbiamo sentito questa frase! Ma ce ne siamo mai davvero fatti carico? Stiamo attraversando la crisi idrica e sanitaria più grave che la civiltà moderna abbia mai conosciuto. Può apparire scoraggiante ma la verità è che davvero c’è bisogno dell’impegno di ciascuno di noi. Le Nazioni Unite citano un’antica storia popolare, quella del colibri che trasportava gocce d’acqua nel becco per tentare di spegnere un grande incendio, per invitare all’azione. Il colibrì stava facendo quello che poteva, con quello che aveva. Allo stesso modo, dovremmo profondere ogni nostro sforzo, per quanto piccolo, e fare la nostra parte perchè ogni azione, per quanto piccola, aiuterà a risolvere la crisi energetica. 

I comportamenti virtuosi più comuni

Secondo il Report delle Nazioni Unite, in Europa le tre azioni positive più popolari tra le persone sono  

  • Risparmiare acqua: facendo docce più brevi e non lasciando scorrere il rubinetto quando ci laviamo i denti, laviamo i piatti e prepariamo il cibo
  • Smettere di inquinare: non gettare rifiuti alimentari, oli, medicinali e prodotti chimici nel water o negli scarichi
  • Mangiare locale: acquistare cibo locale e di stagione e cercare prodotti realizzati con meno acqua

ma ce ne sono diverse altre che possiamo mettere in campo, anche individualmente, per migliorare la situazione, quali ad esempio:

  • combattere i tabù e parlare della connessione critica tra servizi igienici, acqua e mestruazioni
  • essere curiosi: scoprire da dove viene la nostra acqua e come viene condivisa, e visitare un impianto di depurazione per vedere come vengono gestiti i nostri rifiuti
  • proteggere la natura: piantare un albero o creare un giardino pluviale: utilizzare soluzioni naturali per ridurre il rischio di inondazioni e immagazzinare acqua
  • mantenere in salute le infrastrutture: riparare le perdite d’acqua e i tubi di scarico, svuotare le fosse settiche piene e segnalare lo scarico di fanghi
  • partecipare ad iniziative collettive, quali la pulizia di fiumi o laghi, di zone umide o spiagge delle nostre zone
  • fare pressione sui decisori e sugli amministratori, affinché destinino maggiori budget al tema dell’acqua

 
Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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