Tecnologie sorprendenti da tenere d’occhio: l’idrogeno verde

entro 10 anni l’idrogeno verde sarà competitivo con le fossili

L’idrogeno verde potrebbe rappresentare “la” fonte di energia rinnovabile, mettendo insieme efficienza e decarbonizzazione

 

L’idrogeno prodotto con elettricità da fonti rinnovabili potrebbe competere in termini di costi con i combustibili fossili entro il 2030 e facilitare il raggiungimento degli obiettivi climatici, secondo un nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), recentemente pubblicato.

A rendere possibile questo sorpasso dovrebbero essere il calo dei costi dell’energia fotovoltaica ed eolica, necessarie per alimentare in maniera rinnovabile i processi produttivi dell’idrogeno e le migliori prestazioni ed economie di scala per gli elettrolizzatori, necessari appunto per scindere l’acqua nelle sue componenti molecolari di idrogeno e ossigeno, si legge nel rapporto, intitolato Green Hydrogen Cost Reduction: scale up electrolysers to meet the 1.5 C climate goal

Il ruolo dell’idrogeno verde nella decarbonizzazione

L’idrogeno è da decenni indicato come un’alternativa ecosostenibile ai combustibili fossili perché non causa emissione di anidride carbonica (CO2). Non è mai stato molto diffuso principalmente perché la produzione ha sempre richiesto ingenti risorse e investimenti iniziali per essere a sua volta ecosostenibile. Ma da qualche anno si parla di idrogeno “verde” proprio in riferimento alla produzione che impiega soltanto energia prodotta da fonti rinnovabili, come quella solare o eolica.

Il rapido calo dei costi dell’energia di questo tipo implica che l’idrogeno possa ora essere abbastanza economico da risultare pratico. La gran parte delle case automobilistiche ha rinunciato a produrre veicoli a idrogeno, orientandosi piuttosto verso l’elettrico. L’idrogeno “verde” potrebbe tuttavia trovare molteplici utilizzi nei trasporti in generale (aereie navi), e in ambiti industriali e domestici.

L’idrogeno verde potrebbe inoltre svolgere un ruolo cruciale per la decarbonizzazione dei settori dove l’elettrificazione diretta è più difficile, come la siderurgia, la raffinazione, la chimica, i trasporti a lungo raggio, la navigazione e l’aviazione. Tuttavia, le regolamentazioni, il modo in cui sono strutturati i mercati e soprattutto i costi della produzione dell’energia elettrica e degli elettrolizzatori sono ancora una barriera importante per la diffusione dell’idrogeno verde, indica il rapporto.

Il ruolo delle collaborazioni internazionali

Lo scorso anno, i ministri di 22 stati membri dell’Unione europea e della Norvegia hanno firmato un manifesto per lo sviluppo di una catena del valore europea sulle tecnologie e sistemi dell’idrogeno.

Obiettivo del manifesto è quello di garantire all’Unione Europea la leadership nello sviluppo della tecnologia sull’idrogeno, favorendo al contempo sia la creazione di nuovi opportunità occupazionali sia una riduzione delle emissioni in linea con gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi e le politiche adottate dalla Commissione europea, si legge in una nota.

E in Italia?

Negli ultimi mesi l’idrogeno è finito al centro dell’attenzione, soprattutto nella sua versione verde, per le proprie potenzialità nella lotta ai cambiamenti climatici. E’ della seconda metà del 2020 la pubblicazione da parte del governo delle linee guida preliminari della strategia italiana per l’idrogeno al 2030.

numeri salienti della linee guida, raccontate in un precedente articolo, sono il raddoppio dell’utilizzo dell’idrogeno dall’attuale 1% al 2% della domanda energetica finale, fino a 8 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in meno, 5 GW di capacità di elettrolisi per la produzione di idrogeno e fino a 10 miliardi di euro di investimenti, con l’obiettivo di generare fino a 27 miliardi di euro di PIL aggiuntivo e creare oltre 200.000 posti di lavoro temporanei e fino a 10.000 posti fissi aggiuntivi.

Anche le principali aziende italiane leader di mercato hanno sposato questa linea: a Maker Faire Rome anche Eni ha presentato i percorsi per l’idrogeno pulito cui sta lavorando ma progetti affini sono in progress anche in Enel, soltanto per citare due dei “major player” di settore.

Grazie ad investimenti come questi, in corso un po’ in tutto il mondo, secondo lo Hydrogen Council, il costo dell’idrogeno verde scenderà fino del 60% nel prossimo decennio, ed entro il 2030 questa tecnologia diventerà competitiva in ambiti come i treni, il riscaldamento industriale, i carrelli elevatori e i camion pesanti.

Si. Può. Fare! (cit.)


 

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