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CAMBIAMENTO CLIMATICO, il 2023 sarà stato l’anno più caldo della storia: i dati del rapporto Copernicus

Il cambiamento climatico è una bufala? Speriamo, perchè i dati sono impietosi

 

Le conseguenze del cambiamento climatico sono sempre più evidenti. Le temperature medie mondiali durante i tre mesi estivi (giugno, luglio, agosto) del 2023 sono state le più elevate mai registrate dai servizi meteo: lo ha annunciato l’osservatorio europeo Copernicus, secondo cui il 2023 che si sta per chiudere potrà essere annoverato con grande probabilità come l’anno più caldo della storia.

“Tenuto conto del calore in eccesso sulla superficie degli oceani, è altamente probabile che il 2023 sarà l’anno più caldo che l’umanità abbia mai conosciuto”, ha recentemente dichiarato proprio Samantha Burgess, vice direttrice dell’Osservatorio Copernicus, all’agenzia France Presse. Gli ulteriori dati raccolti dall’osservatorio Copernicus in questi ultimi mesi, lo confermano.

L’Osservatorio Copernicus

Il servizio Copernicus Climate Change è un servizio che fornisce informazioni affidabili per una migliore comprensione del cambiamento climatico e del suo impatto. Attivo dal 2014, il servizio combina le osservazioni del sistema climatico con le ultime scoperte scientifiche al fine di sviluppare dati qualitativi sugli stati passati, attuali e futuri del clima in Europa e nel mondo. Copernicus costituisce un importante contributo dell’UE al quadro globale per i servizi climatici dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM).

Gli accordi di Parigi – disattesi

Negli Accordi sul clima di Parigi del 2015, le Nazioni aderenti si erano impegnate a limitare ben al di sotto di 2 gradi Celsius il riscaldamento medio globale rispetto al periodo preindustriale, puntando a un aumento massimo pari a 1,5 gradi.

Negli Accordi si abolisce anche la distinzione, fatta fino ad allora, tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo, proprio nell’ottica di un impegno sinergico e senza eccezioni. 

E però…

immagine: Osservatorio Copernicus

Quella piccola V a destra, sull’asse delle temperature, ci indica che lo scorso 17 novembre 2023, per la prima volta nella storia, abbiamo sforato e quindi probabilmente il 2023 si avvia a concludersi come l’anno più caldo di sempre dall’inizio delle misurazioni comparative.
E purtroppo non è tutto: per avere il 50% di possibilità di raggiungere l’obiettivo di mantenere l’aumento di temperatura globale entro i 1,5 gradi previsti, si dovrebbero ridurre del 43% le emissioni di gas serra entro il 2030, rispetto a quelle emesse nel 2019.

Ebbene, a oggi le azioni intraprese porteranno nel 2030 a una riduzione di solo il 2%.

Tutte le azioni messe in campo da UE e ONU potrebbero quindi non essere sufficienti, perchè le stesse Nazioni aderenti agli accordi sul clima si lamentano di quanto stringente possa essere l’applicazione di queste misure.

Per fortuna molti, moltissimi, non stanno a guardare: sono numerosissime le aziende e le organizzazioni che sono diventate o stanno per diventare first mover nelle iniziative orientate alla sostenibilità ambientale. 

Strategie di sostenibilità aziendale

Anni fa il concetto di sostenibilità era legato intrinsecamente a quello di tutela ambientale. Negli ultimi anni invece il suo significato ha subito una profonda evoluzione e si è partiti da una visione centrata quasi esclusivamente su aspetti ecologici, per approdare successivamente ad un significato più ampio.

Oggi per sostenibilità si intende non solo la dimensione ambientale anche quella etica e sociale.

Per questo motivo si sente sempre più spesso parlare di ESG (Environmental, Social and Governance), e per sostenibilità si intendono tutte quelle logiche che governano le strategie aziendali e gli investimenti, proprio per stimolare le imprese a un’impatto positivo sia sull’ambiente che sulla società e per attuare tutte quelle forme di governance aziendali che siano ispirate a criteri etici.

Sostenibilità come vantaggio competitivo per le imprese

Includere oggi la sostenibilità nelle strategie di crescita, rappresenta davvero un vantaggio competitivo per le imprese e in prospettiva sappiamo che potrebbe anche essere un adempimento normativo.
A tutti gli effetti, un business che mette al centro delle proprie scelte la sostenibilità ambientale viene considerato come più affidabile e meno rischioso. Questa visione è interpretata come qualcosa che può produrre autorevolezza nel lungo periodo e di conseguenza è percepito come valore dai consumatori finali e in generale dai clienti.
Oggi bisogna comprendere che è necessario cambiare i comportamenti e i modelli di sviluppo. Esistono delle leve per poterlo fare, e bisogna indirizzarsi verso questo cambiamento.
La forte crescita delle tematiche in questo campo e tutte le logiche che ne conseguono, portano le aziende a inserire i principi della sostenibilità all’interno dei propri obiettivi di business: è un passaggio fondamentale, ma richiede un profondo cambiamento culturale e anche di competenze. 

Il rating ESG: cos’è e perchè le aziende devono considerarlo

Il Rating ESG o i rating di sostenibilità, sono giudizi sintetici che certificano la solidità di un titolo o in generale di un fondo, dal punto di vista degli aspetti ambientali, sociali e di governance.
Il rating ESG non sostituisce i rating tradizionali, ma ha lo scopo di dare informazioni maggiori a chi deve investire, monitorando quindi anche dal punto di vista della sostenibilità il valore delle aziende.
Oggi la direzione è quella di investire in società che abbiano dei rating molto alti dal punto di vista ESG. Quindi sono indici che vengono sempre più spesso utilizzati e con cui le aziende devono sempre più spesso confrontarsi.

La sostenibilità applicata: quali sono gli ostacoli e i pericoli

Le questioni riguardanti il settore energetico hanno spostato l’attenzione da questi temi, al contenimento dei costi.
La causa è di certo la situazione di grande incertezza geopolitica e, quindi, anche economica che stiamo vivendo, ma anche le difficoltà di approvvigionamento stesso. In ogni caso anche prima dell’emergenza di oggi, c’erano già diversi ostacoli a frenare un reale sviluppo sostenibile.
Prima di tutto la paura delle aziende di essere un first mover, ovvero di prendere delle direzioni che successivamente non si rivelano seguite dal mercato.
In seconda battuta un altro ostacolo importante è sicuramente quello degli investimenti: diventare green, fare un percorso verso la sostenibilità aziendale, richiede degli investimenti che spesso possono spaventare l’imprenditore, rallentando il processo di adeguamento a quei criteri; spesso, infatti, le aziende restano in attesa di essere obbligate dai clienti o dal mercato e non accelerano questo percorso.

Maker Faire Rome e l’impegno per la sostenibilità

Molta dell’innovazione che Maker Faire Rome racconta e della trasformazione digitale che facilita è ispirata ai principi ESG. Scopri i progetti, i processi, le iniziative delle aziende partner, dei centri di ricerca, dei maker, delle università: cerca nel nostro blog, troverai tanti contenuti utili a costruire una maggior consapevolezza sul tema e i protagonisti di questo cambiamento. 


 

Maker Faire Rome – The European Edition, promossa dalla Camera di Commercio di Roma, si impegna fin dalla sua prima edizione a rendere l’innovazione accessibile e fruibile, offrendo contenuti e informazioni in un blog sempre aggiornato e ricco di opportunità per curiosi, maker, PMI e aziende che vogliono arricchire le proprie conoscenze ed espandere la propria attività, in Italia e all’estero.

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Fonti: Cristian Sansoni via Linkedin / Osservatorio Copernicus / France Press

immagine di copertina: Osservatorio Copernicus


 

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