Zanzara tigre, non avrai più il nostro sangue: il progetto naturale che la sconfigge per sempre

zanzara tigre: ENEA con la startup Biovecblok per nuovo metodo di lotta ‘naturale’

Passi avanti nella lotta alla zanzara tigre, particolarmente temibile per la sua capacità di trasmettere virus tropicali

Forse non tutti sanno che la zanzara tigre, oltre ad essere dannosa per l’uomo per le malattie gravi che è in grado di trasmettere, è particolarmente deleteria per la salute delle coltivazioni e degli animali. A Maker Faire Rome 2020, e’ stato presentato il progetto per debellarla grazie ad una linea di “maschi sterilizzanti”. Di cosa si tratta? 

 

 Il progetto di ENEA contro la zanzara tigre

 

Le zanzare tigre sono una specie originaria dell’Asia, e vengono anche definite “zanzare della foresta”. Sono una razza esotica che prende il nome di “tigre” dalla striscia bianca al centro della testa e sulla schiena. Nato nel del sud-est asiatico, questo insetto particolarmente fastidioso può trasmettere malattie dannose come l’encefalite equina orientale, il virus Zika, il virus del Nilo occidentale, la Chikungunya e la febbre gialla. 

Per debellare questa specie così invasiva e dannosa per la salute e l’ecosistema, ENEA ha collaborato con la startup Biovecblok, sviluppando ricerche congiunte. Il  metodo biotecnologico messo a punto dai ricercatori del Centro Ricerche Casaccia per limitare la riproduzione di questo insetto è singolare e rivoluzionario: il team, infatti, ha creato in laboratorio una specie di maschi di zanzara tigre “sterilizzanti”, senza ricorrere a radiazioni mutagene o manipolazioni del DNA, che fanno modo che le zanzare tigre non possano riprodursi.

Ciò consente di condurre campagne di disinfestazione in campo basate sul rilascio di esemplari non in grado di riprodursi, senza dover fare del male all’animale e senza utilizzare metodi di disinfestazione invasivi che possano danneggiare le coltivazioni.

Rappresentanti di ENEA e Biovecblok sono stati ospiti dell’edizione online di Maker Faire Rome 2020 per presentare nel dettaglio il progetto.

 

 

Sperimentazione in campo aperto a Roma con maschi “sterilizzanti”

 

Sostanzialmente, “tramite il rilascio della linea di maschi sterilizzanti – in questo momento già in via di sperimentazione a Roma nell’ambito di una collaborazione scientifica con l’Università “La Sapienza” – saranno abbattute le capacità riproduttive e la densità di popolazione delle zanzare tigre, che andrà cosi progressivamente a diminuire, riducendo nel contempo il rischio di trasmissione all’uomo di patologie gravi quali Dengue, Chikungunya, Zika e Febbre Gialla che, sempre più di frequente, spuntano e si diffondono anche alle nostre latitudini, favorite dai viaggi intercontinentali e dal cambiamento climatico” dichiara, Maurizio Calvitti, membro del team di progetto e operatore nella Divisione Biotecnologie e Agroindustria di ENEA. 

 Scendendo più nel dettaglio, dunque, i ricercatori hanno introdotto nella zanzara tigre ceppi specifici del batterio Wolbachia, che rimane innocuo per l’uomo ed è già presente in gran parte degli insetti, ma che in questo caso svolge un duplice effetto: le femmine manifestano un azzeramento della trasmissione del virus Zika e una riduzione a meno del 5% di quella dei virus di Dengue e Chikungunya, mentre i maschi vengono resi sterili, impedendo che dalle femmine selvatiche con le quali si accoppiano possano nascere ulteriori zanzare. 

 

 

Un progetto di technology transfer tutto italiano

 

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra ENEABiovecblock. 

Nata quattro anni fa, nel 2016, da giovani ricercatori dell’Università di CamerinoBiovecblok ha iniziato le sue attività grazie ai fondi ottenuti nell’ambito di una campagna di crowdfunding online e ha proseguito mietendo successi che gli sono valsi numerosi riconoscimenti, tra cui il terzo posto al Global Social Venture Competition (World Final 2017) della Haas School of Business dell’Università di Berkeley in California, ma anche la menzione speciale al Premio Marzotto 2016. Biovecblok è stata anche inclusa tra le 20 migliori startup d’Italia che hanno preso parte al programma “B-Heroes”, un percorso di accelerazione per aziende italiane ad alto contenuto di innovazione, che sarà raccontato in un format televisivo. 

Questa collaborazione si inquadra nell’ambito dello scopo di ENEA di donare alle imprese i risultati della ricerca, portando avanti la competitività tra le aziende e favorendo allo stesso modo la la creazione di posti di lavoro. Tra i progetti di rilievo più recenti e importanti vediamo il KEP (che sta per Knowledge Exchange Program), portato avanti dalla collaborazione con CNA, Confapi, Confartigianato, Confindustria e Unioncamere, che mette a disposizione delle imprese e delle industrie che aderiscono soluzioni innovative personalizzate e la consulenza di ricercatori certificati e dedicati allo sviluppo e la tutela delle industrie, oltre all’utilizzo di infrastrutture all’avanguardia e un fondo da 2,5 milioni di euro per lo sviluppo di progetti congiunti. 


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