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Parkinson, addio ai tremori grazie a una macchina rivoluzionaria

Si chiama “MrgFUS” ed è in grado di ridurre i tremori del Parkinson in modo sostanziale. E’ gia’ in funzione anche in diversi ospedali italiani.

 

Una rivoluzionaria procedura mininvasiva per il trattamento del morbo di Parkinson e del tremore è in grado di ridurre i tremori in modo sostanziale, immediato e sicuro.

Si tratta della MrgFUS, acronimo di Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound, ovvero “Trattamento con Ultrasuoni Focalizzati guidati dalla Risonanza Magnetica”, la cui prima macchina è stata messa in funzione in Italia già nel 2019.

A certificarne la grande efficacia sono stati i risultati di numerosi trial clinici, non ultimo quello condotto dagli scienziati dell’Università dell’Aquila.

Gli scienziati, coordinati dal professor Federico Bruno, radiologo presso il Dipartimento di Scienze Biotecnologiche e Cliniche Applicate dell’ateneo abruzzese, avevano coinvolto nello studio 39 pazienti con un’età media di 64,5 anni, 18 affetti da tremore essenziale e 21 con morbo di Parkinson. Tutti quanti manifestavano tremori disabilitanti per un periodo medio di oltre dieci anni e non avevano risposto ad altre procedure. Dopo il trattamento con la MRgFUS, il 95 percento dei pazienti (37 su 39) ha ottenuto una riduzione “sostanziale e immediata” dei tremori, che si è mantenuta anche durante il periodo di follow-up.

L’eliminazione dei tremori ha determinato un incremento significativo nella qualità della vita.

foto: Orlando Neurosurgery

Che cos’è la malattia di Parkinson?

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio. La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite “Disordini del Movimento” e tra queste è la più frequente.

I sintomi del Parkinson sono forse noti da migliaia di anni: una prima descrizione sarebbe stata trovata in uno scritto di medicina indiana che faceva riferimento ad un periodo intorno al 5.000 A.C. ed un’altra in un documento cinese risalente a 2.500 anni fa. Il nome è legato però a James Parkinson, un farmacista chirurgo londinese del XIX secolo, che per primo descrisse gran parte dei sintomi della malattia in un famoso libretto, il “Trattato sulla paralisi agitante”. 

La malattia è presente in tutto il mondo ed in tutti i gruppi etnici. Si riscontra in entrambi i sessi, con una lieve prevalenza, forse, in quello maschile. L’età media di esordio è intorno ai 58-60 anni, ma circa il 5 % dei pazienti può presentare un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni. Prima dei 20 anni è estremamente rara. Sopra i 60 anni colpisce 1-2% della popolazione, mentre la percentuale sale al 3-5% quando l’età è superiore agli 85.

I principali sintomi motori della malattia di Parkinson

I principali sintomi motori della malattia di Parkinson sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale (perdita di equilibrio); questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell’altro).

Il tremore non è presente in tutti i pazienti. All’esordio della malattia, spesso i sintomi non vengono riconosciuti immediatamente, perché si manifestano in modo subdolo, incostante e la progressione della malattia è tipicamente lenta. Talvolta sono i familiari od i conoscenti che si accorgono per primi che “qualcosa non va” ed incoraggiano il paziente a rivolgersi al medico.

Tremore a riposo

La maggior parte dei pazienti (ma non tutti!) presenta un tremore che si nota quando la persona è a riposo (non compie movimenti). Il tremore spesso interessa una mano, ma può interessare anche i piedi o la mandibola. In genere è più evidente su un lato. Si presenta come un’oscillazione con cinque-sei movimenti al secondo. È presente a riposo, ma si può osservare molto bene alle mani anche quando il paziente cammina.

Il tremore può essere un sintomo d’esordio di malattia e può essere invalidante, laddove impedisce al paziente di svolgere in autonomia anche compiti semplici, come portare alla bocca un bicchiere. 

Come funziona la MrgFUS, per ridurre il tremore

MRgFUS combina due metodi di trattamento generalmente accettati:

  • Risonanza magnetica (MR): uno strumento di imaging che mappa le strutture interne del corpo
  • Ultrasuoni: l’uso di onde sonore che possono passare attraverso i tessuti del corpo

Con la MRgFUS, i medici utilizzano l’imaging RM (noto anche come MRI) come strumento per guidare il trattamento. I pazienti sono sdraiati nello scanner MRI e rimangono svegli durante la procedura. La tecnologia MRI consente ai medici di vedere il cervello in tempo reale mentre usano una macchina ad ultrasuoni per sparare onde di energia ad alta intensità attraverso la pelle, le ossa e altri tessuti molli nel cervello. Questa precisa tecnica chirurgica aumenta le temperature all’interno delle delicate strutture del cervello per eliminare le aree problematiche che causano i tremori. Il trattamento è così preciso che può farlo senza danneggiare il tessuto circostante. 

foto: Daily Verona Network

Nello specifico, il Trattamento con Ultrasuoni Focalizzati guidati dalla Risonanza Magnetica, si basa su ultrasuoni che vengono convogliati contro una specifica porzione del cervello, il talamo, determinando una vera e propria talamotomia. Il talamo è una piccola porzione bilaterale (presente in entrambi gli emisferi) del diencefalo, ed è intimamente associata ai tremori del Parkinson. MGRFUS, in parole semplici, riscalda il talamo e lo distrugge. La talamotomia a ultrasuoni è “minimamente invasiva, sicura e ben tollerata” dai pazienti.

A differenza della stimolazione cerebrale profonda, che richiede l’impianto di un pacemaker e presenta rischi di complicanze e sanguinamento, “il trattamento con MRgFUS richiede un ricovero più breve ed è una procedura abbastanza ben tollerata anche da pazienti più fragili”. Inoltre l’elettrostimolazione richiede un certo periodo di rodaggio, ha aggiunto lo studioso, mentre i risultati della MRgFUS sono immediati.

Nessuna controindicazione 

Attualmente, gli unici problemi di questa procedura rivoluzionaria risiedono nel fatto che è ancora poco conosciuta e che i centri a proporla sono ancora pochi.

L’applicazione clinica di questa tecnica per malattie neurologiche rappresenta una novità assoluta, l’uso clinico è stato approvato dalla FDA meno di sette anni fa. Pochi pazienti conoscono questa opzione terapeutica e ci sono ancora pochi centri specializzati che possono offrirla”. La speranza è che presto verrà resa disponibile nel maggior numero possibile di ospedali e cliniche.

fonti: Fanpage I Università dell’Aquila

immagine di copertina: Milad Fakurian via Unsplash


 

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