Aerospazio e mobilità raccontano una delle sfide più ambiziose dell’innovazione contemporanea: muoversi meglio, più lontano e in modo più sostenibile, sulla Terra e oltre.
Spazio, droni e mobilità a Maker Faire Rome 2026: dallo spazio alla strada
Quanto lontano possiamo arrivare?
Un razzo che punta a 80 chilometri di quota. Un satellite di dieci centimetri.. Un rover costruito per muoversi dove una strada non c’è.
Dal 23 al 25 ottobre 2026, al Gazometro Ostiense, l’area Aerospace & Mobility di Maker Faire Rome mette insieme spazio, droni, navigazione autonoma, reti di comunicazione e mobilità intelligente.
Non si parla soltanto di come ci muoveremo: si vede e prova cosa serve per farlo davvero.
Razzi e satelliti: prima del lancio c’è tutto il resto
Per salire bisogna risolvere problemi terrestri: peso, materiali, avionica, traiettoria, recupero.
In fiera trovi razzi suborbitali, motori ibridi, sistemi di controllo del volo e payload scientifici. Un CubeSat 1U, dieci centimetri per lato, mostra quanto può diventare piccolo un satellite quando hardware e software sono open source.
Con l’ESA, il viaggio continua dall’orbita alla Terra: modelli interattivi e dati satellitari fanno vedere come un’informazione viene raccolta, trasmessa e resa utile.
Droni e rover: quando il GPS non basta
Che cosa fa una macchina quando deve orientarsi da sola?
Droni VTOL passano dal decollo verticale al volo ad ala fissa; altri usano computer vision per riconoscere, raccogliere e rilasciare oggetti. I rover combinano ruote, bracci robotici, trapani, sensori e intelligenza artificiale per affrontare terreni pensati per l’esplorazione planetaria.
Telecamere, radar, LiDAR e sensori inerziali leggono ciò che c’è intorno e aiutano a scegliere dove andare, anche senza un segnale affidabile.
Quando lo smartphone non prende
Fuori copertura, comunicare diventa parte della sfida.
Reti radio mesh si passano i messaggi da un nodo all’altro dove la rete telefonica non arriva. Altri sistemi uniscono IoT e collegamenti satellitari: premi un pulsante o attivi un sensore e puoi seguire il dato fino a una dashboard.
È tecnologia pensata per emergenze, territori remoti e infrastrutture che devono continuare a parlare anche quando il resto tace.
Mobilità intelligente: la strada diventa un dato
Un casco o un piccolo dispositivo IoT possono rilevare un incidente, leggere le condizioni dell’asfalto e contribuire a costruire mappe dinamiche del rischio.
La smart mobility qui passa da sicurezza, micromobilità, logistica e dati. E con simulatori professionali, telemetria e realtà virtuale si può capire come reagisce un mezzo, cambiare una scelta e riprovare senza rischi.
Per studenti e ragazzi è un ingresso diretto nelle STEM: dal volante o dalla cloche si arriva a fisica, elettronica, software e dati.
Scopri Aerospace & Mobility
Dall’orbita alla strada cambiano i mezzi, ma la domanda resta la stessa: come ci orientiamo, comunichiamo e arriviamo più lontano?
Questi sono solo alcuni esempi. Vieni a scoprire tutti i progetti.

